Viterbo – “A Mammagialla 560 detenuti, con un affollamento del 140%”. Le cifre arrivano da Paolo D’Andria, direttore del carcere di Viterbo, nella seduta straordinaria di consiglio comunale proprio per affrontare il tema della sicurezza. Dentro il carcere, ma anche fuori.
Se attualmente si arriva a 560 detenuti, la capienza sarebbe di 432 detenuti. Ben oltre il limite previsto ma in alcuni periodi è andata anche peggio.
“Qualche volta – ricorda D’Andria – si è arrivati anche a oltre 600. O come a marzo, dove per via di un’emergenza in un altro istituto, erano presenti in 620, con un tasso di sovraffollamento arrivato al 160%”.
La popolazione è per metà straniera, in larga parte rumeni, albanesi e nord africani, la rimanente metà, italiani. Una situazione complessa, ma per il direttore alcuni aspetti sono salvaguardati.
“In ogni caso – sottolinea D’Andria – si riesce comunque a garantire una superficie per detenuto pari a 4,5 metri quadrati. Siamo in regola con i parametri minimi”. Quindi le ore di sorveglianza dinamica, il tempo passato fuori dalla cella, nel reparto, otto ore.
Le maggiori difficoltà passano per un organico di polizia penitenziaria a ranghi ridotti. Rispetto ai 320 previsti, ce ne sono 266.
Il garante dei detenuti Lazio Stefano Anastasìa torna su alcuni casi che sono stati segnalati negli ultimi mesi a Mammagialla. “Denunce di persone detenute – spiega Anastasìa – che hanno sostenuto d’avere subito trattamenti vessatori, se non violenti. Quando l’ho saputo ho riferito alle autorità. A noi, però, interessa capire come intervenire, come lavorare per fare in modo che non accada. Smontare un clima di conflittualità”.
Se Mammagialla è sovraffollato, si va oltre anche su un particolare tipo di detenuti presenti. “C’è un numero diciamo eccessivo – spiega Anastasìa – di persone che creano tensioni, richiedono attenzione sotto l’aspetto della sicurezza. Questo tipo di persone, se generano difficoltà altrove, sono trasferite nel carcere viterbese. Perché è un carcere rigoroso o perché rigoroso lo lo diventa a forza di ricevere questi casi?”.
Nei banchi del consiglio regionale, oltre a consiglieri e assessori, molti gli intervenuti, deputati e senatori della Tuscia, Fusco (Lega), Battistoni (FI), Rotelli (FdI), Maiorino (M5s), il direttore Asl Donetti, consiglieri regionali (Blasi M5s, Colosimo FdI, Panunzi Pd), rappresentanti di avvocati e camere penali, oltre al sottosegretario al ministero della Giustizia, Vittorio Ferraresi (M5s).
Ad ascoltare, rappresentanti dei lavoratori e dei sindacati. Una seduta aperta da Giacomo Barelli (Viva Viterbo), primo firmatario della richiesta del consiglio sul carcere.
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