Viterbo – “Viandante e Lo spazio del cielo, due progetti per valorizzare la via Francigena”. Marco Trulli, operatore culturale di Arci Viterbo e curatore di progetti d’arte contemporanea, ha presentato così i due vincitori del bando “Arte sui cammini” indetto dalla regione Lazio.
I due lavori sono dei progetti di arte contemporanea dell’accademia nazionale di San Luca e di Coopcultureche e, tra i sette selezionati dalla regione su tutto il Lazio, interessano il territorio della Tuscia.
La presentazione ieri pomeriggio alla sala regia del comune. A intervenire il sindaco Giovanni Arena e l’assessore ai lavori pubblici Laura Allegrini per i saluti istituzionali e la valorizzazione dell’iniziativa. Presente anche Barbara Reggio dell’accademia nazionale San Luca.
Il progetto Viandante è realizzato dagli artisti Andrea Aquilanti e Leonardo Petrucci. Il progetto si articola in tre diverse opere e approfondisce l’eredità storica e culturale della via Francigena nel nord, nel tratto intorno al comune di Viterbo.
Le opere di Aquilani sono effettivamente due. La prima è “Scala Santa” e consiste in una videoproiezione, nella parte superiore del muro verticale del passaggio pedonale in via Marconi, che riproduce il movimento dei passanti realmente presenti sul posto mettendolo in collegamento con l’immagine sottostante della “Scala Santa”. La seconda opera di Aquilani è “Le mura e le porte” e prevede quattro disegni a stampa disposti frontalmente sulle pareti laterali del passaggio pedonale.
“Le opere raffigurano la cinta muraria che abbraccia la città – ha raccontato Aquilanti -. La ‘Scala Santa’ unisce invece il passaggio delle persone a un luogo che mi è caro”.
L’intervento di Leonardo Petrucci è invece nell’area accanto al sito archeologico delle terme delle Piscine Carletti. L’opera si chiama “Submansio VI” e consiste in un grande masso di travertino diviso in due e attraversabile dai visitatori. “Su una delle pareti del travertino è inciso parte di un manoscritto – ha spiegato Petrucci – che è la relazione di viaggio più antica sulla via Francigena”. Si tratta dell’Itinerario di Sigerico, che prende il nome da Sigerico di Canterbury che compì il viaggio nel 990.
Per realizzare l’opera sono stati compiuti degli scavi preventivi dell’area che hanno portato alla luce delle significative preesistenze archeologiche. A raccontarle in sala una responsabile di Archeomatica, società di servizi innovativi per l’archeologia.
Marco Trulli ha poi introdotto Lo spazio del cielo, progetto di arte contemporanea diretto da Arci Viterbo/ Cantieri d’arte e curato da Marco Trulli stesso, con la collaborazione di Saverio Verini e la supervisione di un comitato scientifico composto da alcuni docenti dell’università degli studi della Tuscia.
“Lo spazio del cielo simboleggia in qualche modo il pellegrino che entra in rapporto religioso e sacro con il territorio – ha spiegato Trulli – Questo rapporto mistico è raccontato da quattro generazioni diverse, da quattro artisti con linguaggi completamenti diversi”.
Il lavoro riguarda il tratto della via Francigena compreso tra Viterbo, Vetralla, Sutri e Caprarola. Quattro i cantieri per la sua realizzazione e sono stati diretti dagli architetti Roberta Postiglioni e Stefania Fieno. Quattro anche le opere che compongono questo progetto e sono di Alfredo Pirri, Elena Mazzi in collaborazione con Regula Zwicky, Teodosio Magnoni e Matteo Nasini.
Il percorso parte con Alfredo Pirri che ha trasformato la guardiola delle ex terme Inps, costruzione da tempo abbandonata, in una lanterna accesa. “Una lanterna luminosa che può diventare scultura ma anche faro che orienta i passanti – ha raccontato Pirri – . Sarà bianca e con grandi vetrate”.
Elena Mazzi è invece intervenuta a Vetralla nell’area del Foro Cassio con una scultura in peperino sulla quale è scolpita una sorta di mappa delle diverse lave delle eruzioni del vulcano vicano. “Non ho mai lavorato con la pietra prima e per me è stata una sfida – ha detto Mazzi -. Un intervento che vuole riprendere le forme e le lunghezze del luogo. Non vuole essere invasivo”.
A Sutri poi la “Torre Tuscia” di Teodosio Magnoni, scultura in corten alta sei metri. “La scultura è fatta di una miscela di ferro e bronzo che si arrugginisce ma non si rompe”, ha specificato Magnoni.
All’interno del lago di Vico ci saranno poi i “Risuonatori eolici” di Matteo Nasini, posti vicino all’area di lancio dei deltaplani. “Queste strutture nascono con lo scopo – ha raccontato Trullli – di intercettare i venti e riprodurre il loro soffio in canto del paesaggio”.
Tutte le opere devono essere completate. Entro metà luglio la fine dei lavori. Poi la loro apertura al pubblico.
Alla presentazione sono intervenuti l’artista Gianni Dessì, l’assessore di Sutri Claudia Mercuri, l’assessore di Vetralla Anna Maria Palombi, Simone Quilici funzionario area valorizzazione del patrimonio culturale della regione Lazio, Andrea Sasso dell’ufficio comunicazione della riserva lago di Vico, i docenti dell’università della Tuscia Elisabetta Cristallini e Stefano Pifferi.
Maurizia Marcoaldi
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