Viterbo – “Il comune ci costringe a chiudere”. Ieri mattina, manifestazione sotto palazzo dei Priori, nel giardino. A chiedere attenzione, non lavoratori o studenti, ma un gruppo inedito di “diversamente giovani”.
Anziani e non solo venuti a difendere quello che ritengono essere un gioiello, il loro centro sociale in via Palmanova.
Nato da un anno con cinquanta iscritti, oggi sono arrivati a 255, segno che l’attività piace e coinvolge molte persone. Eppure, i problemi non mancano.
Gianni Carramusa, uno dei responsabili, punta il dito contro l’amministrazione. Non li riconosce come centro sociale comunale o comunque come una realtà degna d’attenzione, costringendoli a chiudere e togliendo a molti un posto dove ritrovarsi.
Ieri mattina sono arrivati in diversi. È venuta ad ascoltarli Chiara Frontini (Viterbo 2020) con Alfonso Antoniozzi e poi il sindaco Giovanni Arena li ha ricevuti nel suo ufficio, dopo un iniziale confronto sulle scale del palazzo, non proprio sereno.
Carramusa è preoccupato. “Siamo pronti a chiudere – spiega Carramusa – non possiamo più pagare l’affitto, oggi facciamo la colletta per le spese, non solo la locazione, ma anche la luce e l’immondizia”.
Si aspettano che qualcuno dedichi loro un po’ d’attenzione: “Invece da un anno, mese per mese non ci danno risposte, rimandano di continuo”. Dal giorno dell’apertura. Carramusa ha una foto in mano. Consiglieri della Lega, sul palco per il taglio del nastro.
“Questi signori – spiega Carramusa – sono venuti a maggio per l’inaugurazione, ci hanno assicurato che in venti giorni, il tempo d’insediarsi e ci avrebbero aiutati. Eravamo 15, oggi siamo 255”.
La situazione è rimasta la stessa. “L’assessora Sberna ci ignora, non ci fa passare come centro comunale polivalente e non sappiamo perché, nessuno ce lo dice.
Da noi vengono in molti a giocare, ballare, fare attività, ma il comune c’ignora completamente. Sono venuti solo all’inaugurazione a fare foto e hanno pure cantato sul palco”. Ieri, invece, sono stati loro a cantargliele.
Il sindaco Giovanni Arena vuole capire bene quale sia la situazione e ne parlerà con l’assessora Sberna, così ha assicurato alla rappresentanza che ha ricevuto in ufficio.
Poco prima, uscendo dal comune, è passato il consigliere Giulio Marini (FI). Probabilmente conosce la situazione e interloquendo con alcuni di loro ha fatto presente come una struttura privata, essendo nata così, è difficile che possa diventare comunale.
“L’amministrazione – ricorda Chiara Frontini – vuole rifare il regolamento per i centro sociali polivalenti e quindi vorrebbero aspettare, va bene. Però nel frattempo si trovi una soluzione tampone per una realtà che porta nel quartiere tante attività positive.
Come associazione potrebbero richiedere fondi all’amministrazione. Accade per altre realtà”.
Frontini un paio di mesi fa aveva sollevato il problema del centro, ma nonostante le rassicurazioni nulla si è mosso e ora c’è il serio rischio che la struttura sia costretta a chiudere.
Giuseppe Ferlicca
Video: “Il comune ci costringe a chiudere il centro sociale”
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