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Agricoltura - Il prefetto Bruno in apertura del tavolo di lavoro con le associazioni di categoria e i sindaci della provincia - Battibecco tra le amministrazioni del lago di Vico e quelle del bacino di Bolsena

“Fitotarmaci, nessuno demonizzi la nocciola né nessun’altra coltura”

di Francesca Buzzi

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Il tavolo in prefettura sui fitofarmaci

Il tavolo in prefettura sui fitofarmaci

Il prefetto Giovanni Bruno

Il prefetto Giovanni Bruno

Mauro Pacifici (Coldiretti)

Mauro Pacifici (Coldiretti)

Pompeo Mascagna (Assofrutti)

Pompeo Mascagna (Assofrutti)

 
Mario Scarnati - Sindaco di Fabrica di Roma

Mario Scarnati – Sindaco di Fabrica di Roma

Danilo Piersanti, sindaco di Gallese

Danilo Piersanti, sindaco di Gallese

Andrea Di Sorte, vicesindaco di Bolsena

Andrea Di Sorte, vicesindaco di Bolsena

Eugenio Stelliferi, sindaco di Caprarola

Eugenio Stelliferi, sindaco di Caprarola

Mario Mengoni, sindaco di Ronciglione

Mario Mengoni, sindaco di Ronciglione

Pietro Nocchi, sindaco di Capranica e presidente della provincia

Pietro Nocchi, sindaco di Capranica e presidente della provincia

Viterbo – Trovare soluzioni concrete e condivise per proteggere il territorio senza demonizzare le colture. 

E’ questo l’obiettivo del tavolo convocato dal prefetto Giovanni Bruno aperto a tutti i sindaci della Tuscia e alle associazioni di categoria degli agricoltori. Oggi la discussione è entrata nel vivo con il primo incontro operativo, dopo l’apertura dei lavori di qualche settimana fa.

Nella sala Coronas, tra il pubblico, quasi tutti i primi cittadini della provincia o i loro delegati. Ai “microfoni” il prefetto e i rappresentanti di Coldiretti, Assofrutti e degli altri gruppi della filiera agricola.

“Siamo qui – ha detto il prefetto Bruno – per affrontare il problema dei fitofarmaci senza demonizzare le colture del territorio. Nessuna coltura. Non soltanto la nocciola di cui molto si è parlato ultimamente. La salute delle nostre campagne può essere messa a rischio da una serie di fattori: i fitofarmaci, ma anche l’arsenico e un insieme di altre sostanze che vanno, dove possibile, regolamentate. Senza ostruzionismi esagerati come certe ordinanze…”.

Il riferimento, nemmeno troppo velato, è all’ordinanza firmata a giugno dal sindaco di Fabrica di Roma, che prevede multe salatissime nei confronti di chi non rispetta divieti e paletti sull’uso dei fitofarmaci alle colture.

Scarnati non ci mette molto a scaldarsi. “Noi non demonizziamo nulla – ribatte alzandosi dalla sedia -. Io devo proteggere i miei cittadini e anche gli agricoltori stessi, quelli onesti e corretti per questo ho posto dei limiti e mi sono organizzato con gli uomini della polizia locale per farli rispettare. Del resto con la salute non si gioca e, a margine di tutto questo, ho intanto richiesto i dati dei malati e dei morti di tumore del mio paese alla Asl e all’istituto superiore della sanità. Voglio sapere e capire che incidenza c’è”.

E proprio tutelare la salute è la priorità assoluta per tutte le figure che partecipano al tavolo di lavoro. Anche se presa da punti di vista diversi.

“Questa non è una battaglia. La salute – sottolinea il presidente della Coldiretti Mauro Pacifici – non deve e non può avere confini territoriali. Per questo siamo qui in prefettura, il posto giusto per riunire tutti i sindaci e trovare una soluzione condivisa. In questo periodo si è parlato molto dell’uso dei fitofarmaci, ci sono state ordinanze su ordinanze che non vanno demonizzate, ma sicuramente omogeneizzate per ottenere una linea di prevenzione comune. Ciò che non va bene, però, è creare allarme. Demonizzare, appunto. Perché così rischiamo che la Tuscia venga vista da fuori, e da dentro, come una sorta di “Terra dei fuochi” e questo mette paura ai cittadini e ai turisti con ricadute negative per tutti”.

Moderare l’uso dei fitofarmaci, dunque, senza vietarli tout court. “Noi abbiamo tecnici che verificano quando e come fare i trattamenti – aggiunge Pompeo Mascagna (Assofrutti) -. Per la nocciola si tratta in genere di soli due trattamenti nell’€™arco di due mesi. E’ giusto sanzionare chi usa indiscriminatamente il diserbante, ma gli agricoltori non possono essere trattati da delinquenti a prescindere. Serve un’agricoltura consapevole”.

La diatriba più accesa è quella che vede contrapposti i sindaci del lago di Vico con quelli del lago di Bolsena. I primi già da anni alle prese con la produzione intensiva della nocciola, i secondi che stanno facendo il possibile per evitare che arrivi anche da loro.

“Le ordinanze di questi mesi sono state tutte contro il nocciolo – dice Mario Mengoni, sindaco di Ronciglione -, invece serve uniformità”. Poi rivolto al vicesindaco di Bolsena Andrea Di Sorte, attacca: “Avete demonizzato le nocciole e puntato il dito contro il lago di Vico senza motivo. Questo è scorretto”.

“Le monocolture ci sono ovunque – gli fa eco Eugenio Stelliferi (Caprarola) – Attenzione a criminalizzare i “vicini” perché così ci facciamo del male tutti. Buttare fango o impedire determinate produzioni agricole non fa male solo al singolo produttore ma anche e soprattutto all’intero sistema economico, che è collegato e circolare”.

“Finché questo tavolo non delibera una soluzione condivisa – replica Di Sorte – la nostra ordinanza rimane anche perché non è contro la nocciola e basta. Noi abbiamo paura che una qualsiasi monocoltura arrivi a destabilizzare il nostro territorio e l’acqua del lago di Bolsena. E poi, se devo dirla tutta, io non penso proprio che ci sia un “allarme Terra dei fuochi”. Tutt’altro. Il turismo da noi è in crescita, forse anche perché si percepisce un’attenzione particolare a certi temi e al rispetto della natura”.

E un’ordinanza sui fitofarmaci ce l’ha anche il comune di Gallese, strenuamente difesa dal sindaco Danilo Piersanti. “Io non ce l’€™ho con gli agricoltori – sbotta – però non si può negare che alcuni di loro infrangono le norme. E io non ci sto”.

A cercare di mettere d’accordo tutti ci prova il sindaco di Capranica e presidente della provincia Pietro Nocchi. “Ricordiamoci che la tutela del territorio, di tutto il territorio della Tuscia, è la nostra priorità. Cerchiamo una soluzione che vada bene a tutti. Al proposito domani in consiglio provinciale proporrò a tutti voi colleghi sindaci di sottoscrivere una lettera indirizzata al governo per chiedere più attenzione e più fondi alle province affinché temi come questi vengano discussi e affrontati di fronte a un’assise di un livello superiore rispetto ai singoli comuni”.

Francesca Buzzi

 


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15 luglio, 2019

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