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Viterbo - Consiglio provinciale - Va in soffitta definitivamente l'ipotesi di collaborazione con la maggioranza

Il centrodestra dice no al bilancio, intesa archiviata

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Viterbo - Consiglio provinciale - L'opposizione

Viterbo – Consiglio provinciale – L’opposizione

Viterbo - Consiglio provinciale - La maggioranza

Viterbo – Consiglio provinciale – La maggioranza

Viterbo – (g.f.) – Il matrimonio non c’è mai stato, ma il centrodestra divorzia dalla maggioranza in provincia. Doveva esserci un’intesa per portare avanti l’ente, ma è rimasta lettera morta.

È arrivato il no ufficiale da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia che ieri si è trasformato in un voto in consiglio provinciale. La minoranza vota no al bilancio di previsione

“Non abbiamo condiviso scelte con l’amministrazione Nocchi – fa notare il capogruppo Alessandro Romoli – nell’anno precedente. Oggi il panorama nelle amministrazioni comunali è cambiato. Col voto a ottobre ci sarà una guida diversa del consiglio provinciale”.

In provincia le elezioni sono di secondo livello, votano gli amministratori dei sessanta comuni.

Essendo diversi, a partire da Civita Castellana, passati al centrodestra, eleggeranno consiglieri provinciali di quella parte politica. Modificando gli equilibri a via Saffi, oggi a trazione centrosinistra.

Maurizio Palozzi (Pd) ricorda come la collaborazione con l’opposizione ci sia già dal 2018: “Quantomeno abbiamo cominciato a semina per arrivarci. Poi, sul mutamento della conformazione politica quella è, c’è poco da dire”.

Però c’è pure un altro dato di fatto oggettivo: “Comunque vada – fa notare Palozzi – fino al 2021 il presidente della provincia è Pietro Nocchi, con grande soddisfazione da parte nostra e di chi lo ha sostenuto.

Proprio perché la presidenza non cambia, abbiamo lavorato per andare avanti. Sarebbe opportuno un percorso di condivisione e gestione del lavoro, per il bene del territorio. Se così non è, non è. Ognuno farà le proprie riflessioni”.

Romoli non mette in discussione Nocchi. “Ma le condizioni politiche sono mutate – insiste il capogruppo centrodestra – oltretutto, avete una componente che non capiamo se fa parte o meno della maggioranza”. Riferimento a Moderati e Riformisti.

“Comunque, auspico che si torni al voto normale – osserva Romoli –  servono risposte ai cittadini e ci rendiamo conto anche dall’opposizione quanto sia difficile amministrare un ente in queste condizioni”.

Intanto l’azzeramento delle deleghe, preambolo della possibile intesa, c’è stato. L’esito è tutto da vedere.


Articoli:  Nocchi:  “Con il bilancio consuntivo ulteriori risorse per scuole e strade” – Tolomei e Bambini consiglieri a tempo


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17 luglio, 2019

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