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Università della Tuscia - Il rettore Alessandro Ruggieri traccia un bilancio di fine mandato: "Lascio una didattica migliore e una ricerca sempre ad altissimi livelli, ma i viterbesi non collaborano" - Iscritti sempre in aumento superano quota ottomila

“L’unico rammarico è che manca un vero rapporto col territorio…”

di Francesca Buzzi
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Alessandro Ruggieri, rettore dell'Unitus

Alessandro Ruggieri, rettore dell’Unitus

Alessandro Ruggieri, rettore dell'Unitus

Alessandro Ruggieri, rettore dell’Unitus

Alessandro Ruggieri, rettore dell'Unitus

Alessandro Ruggieri, rettore dell’Unitus

Viterbo – E’ tempo di bilanci all’Unitus. Quest’anno più che mai.

Non solo perché in questi giorni si stilano le classifiche (interne, ministeriali e di settore) sui risultati dell’anno accademico appena concluso. Ma anche, e soprattutto, perché questo è l’ultimo anno da rettore di Alessandro Ruggieri. I sei anni alla guida dell’ateneo stanno per scadere e in autunno si procederà all’elezione del suo successore.

“Chi viene dopo di me può e deve fare meglio – dice senza mezzi termini Ruggieri -. Penso di aver fatto un buon lavoro, ma c’è sempre da migliorare. In ogni caso se devo fare un rapido bilancio in quattro punti posso dire che sono ampiamente soddisfatto su tre di questi: la didattica, la ricerca e il fronte interno ovvero ciò che riguarda il personale e il corpo docente. L’unica pecca, se così vogliamo chiamarla, ha a che fare con l’orientamento. Ma non dal punto di vista dei rapporti con le scuole o con il mondo del lavoro che ci hanno dato ottime soddisfazioni. Ciò che manca è un legame costruttivo e costante con il territorio”.

L’argomento è vecchio di decenni. Eppure è sempre il solito. Viterbo e i viterbesi fanno fatica a far tesoro di ciò che hanno in casa propria. E la colpa, secondo il rettore, non è da cercare ai piani più o meno alti della politica, ma tra i cittadini stessi.

“Questa città e tutta la provincia potrebbero davvero vivere di università – prosegue Alessandro Ruggieri -. Sono proprio le statistiche a dirci che la gran parte dei nostri studenti è del nostro territorio. E sono sempre le classifiche a ricordarci che poi moltissimi giovani tendono a cercare un lavoro nella stessa provincia nella quale si sono laureati. Perché allora le istituzioni non lavorano al fianco dell’Unitus facilitando servizi, trasporti e quant’altro? Potenziare i rapporti con l’università farebbe bene a tutti. Ma a Viterbo questo non succede. La colpa non è certo dell’attuale sindaco, che c’è da appena un anno, ma si trascina da sempre”.

Amarezza a parte, di dati di cui gioire Ruggeri ne ha diversi. Crescono gli iscritti, che sfondano quota ottomila. Sale l’indice di gradimento da parte dei laureati. Rimangono altissimi, come ormai da molto tempo, i risultati nel campo della ricerca che guarda sempre di più al futuro, puntando sulle nuove tecnologie e sulla sostenibilità ambientale.

“Al 17 luglio – continua Ruggieri consultando i dati – si sono iscritti all’anno accademico appena trascorso 8075 studenti contro i 7411 del 2013. Le matricole delle triennali sono lievemente calate (1838 oggi contro le 1987), mentre quelle delle magistrali sono aumentate di 105 unità arrivando a 561. Ci sono, inoltre, 81 nuovi iscritti al ciclo unico. In complesso c’è uno scarto di 63 matricole in meno, ma bisogna anche considerare che sono venute a mancare le 70 provenienti dall’esercito che non fa più laureare qui i suoi militari”.

Altissimo è anche l’indice di soddisfazione dei laureati (91,5 contro il 90,3) così come il risultato delle ispezioni Anvur (agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario) che vede l’Unitus al decimo posto su 33 atenei. “Ricordo a tal proposito che siamo stati noi stessi a chiedere spontaneamente di essere ispezionati – precisa il rettore – e ora ci troviamo al fianco di tante università prestigiose del nord Italia”.

E proprio il gradimento degli studenti deriva sì dalla piccola dimensione dell’università stessa, ma anche dalla sua capacità di aprirsi al futuro. “Ciò di cui vado più  fiero – commenta Ruggieri – è che abbiamo plasmato la didattica alle sfide di oggi e di domani. In quest’ottica sono nati i curriculum di economia circolare, informazione digitale e biotecnologie industriali per la salute e il benessere”.

Infine un rapido passaggio sul nuovo sistema di tassazione per l’anno accademico 2019/2020. “Abbiamo introdotto due novità a mio avviso importantissime – conclude -. La prima è che le rate saranno tre e non più due. Il pagamento sarà dunque più diluito tant’è che la prima scade a fine anno, la seconda a marzo e la terza addirittura a maggio. La seconda, che può sembrare una piccolezza ma ha la sua valenza, è aver inserito sulla guida dello studente i nominativi dell’addetto alla segreteria o del funzionario che direttamente si occuperà delle pratiche per gli studenti (informazioni amministrative, ricongiungimenti, eccetera): un faccia a faccia chiaro che elimina gran parte dello scoglio burocratico che i ragazzi si trovano di fronte”.

Il tutto, chiaramente, si aggiunge alle informazioni digitalizzate sempre alla portata grazie alla app dell’ateneo e al sito istituzionale.

Francesca Buzzi


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22 luglio, 2019

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