Sutri – Riceviamo e pubblichiamo – Egregio direttore, chi le scrive è il responsabile del settore cultura del comune di Sutri.
Dopo aver letto i numerosi articoli che, quasi quotidianamente, vengono riportati sulle sue colonne, credo sia doveroso, da parte mia, esporre all’attenzione dei suoi lettori alcune puntualizzazioni di ordine tecnico sulle “vicende” di Palazzo Doebbing.
Molto si è detto e troppo si è scritto sulle novelle mostre che si tengono al museo; purtroppo quanto viene posto sotto gli occhi dei lettori non corrisponde sempre a verità.
Il mio ruolo in seno all’amministrazione municipale è meramente tecnico, per questo motivo non entrerò in alcun modo in diatribe politiche, limitandomi, per quanto possibile, a considerazioni di ordine puramente strutturale esprimendo, in maniera chiara, quelle che sono le mie conoscenze sui fatti in argomento.
Attualmente le mostre dal titolo “Dialoghi a Sutri” (che hanno preso avvio dal 25 aprile ultimo scorso) sono gestite direttamente dal comune di Sutri che ne ha curato l’ideazione, la logistica e, per i primi 40 giorni, anche la guardiania, il servizio di biglietteria, accoglienza e la pulizia delle sale.
La curia vescovile di Civita Castellana ha redatto un protocollo d’intesa per il passaggio della gestione di Palazzo Doebbing al comune di Sutri che, in fase odierna, è in atto di registrazione. Nelle more del perfezionamento di quanto appena detto, la curia stessa si sta facendo carico del pagamento diretto delle utenze con l’impegno da parte del comune di rimborsarne successivamente il costo sostenuto. Al Comune è appannaggio la manutenzione ordinaria e la pulizia.
Il professor Sgarbi ha curato personalmente, assieme al sottoscritto, la scelta ed il reperimento delle opere d’arte oggi esposte presso il museo.
L’allestimento, il trasposto e parte delle assicurazioni, sono state concesse a ditte esterne previa specifica ricerca di mercato e relativi affidamenti. Per opere di ingente valore o con caratteristiche particolari (prestiti da privati o Fondazioni) l’amministrazione municipale ha curato direttamente, tramite il mio ufficio, l’assicurazione con i Lloyd’s di Londra.
Di ognuno di questi passaggi sono disponibili i relativi atti amministrativi negli uffici comunali e chiunque voglia, con opportuna richiesta, può averne visione.
Nell’organizzazione della mostra di cui si argomenta, non vi sono coinvolti privati, sponsor o partnership di sorta. Il sostegno economico, in questa primigenia fase, deriva da fondi comunali in bilancio e dai proventi già realizzati (e di previsione) che scaturiscono dalla vendita dei biglietti d’ingresso.
Un contributo economico è stato garantito dalla Fondazione Terzo Pilastro da Emmanuele Emanuele e, ad oggi, esso è in corso di perfezionamento.
A far data dall’11 giugno, previa regolare ricerca di mercato, conseguente invito di ditte con idonei requisiti e relativo affidamento, il servizio di accoglienza, biglietteria, custodia diurna e notturna, guardiania e sorveglianza interna diurna e notturna, servizio al book shop, gestione dei siti e dei social collegati al museo, sono stati affidati ad una società che, tra l’altro, è molto presente sul territorio della Tuscia in quanto gestisce direttamente alcuni tra i siti culturali e museali più importanti di Viterbo e della Provincia.
I collaboratori di cui la società si avvale nella gestione delle mansioni succitate, sono stati selezionati direttamente dalla società medesima; nessuna indicazione nel merito delle scelte è stata data (né avrebbe potuto essere diversamente) dall’amministrazione municipale di Sutri.
Tutti i collaboratori sono stati regolarmente incardinati in seno all’organico della società esecutrice del servizio e come tali retribuiti secondo i parametri di legge vigenti.
Attualmente il ruolo di direzione pro tempore del museo di Palazzo Doebbing è rivestito dalla mia persona in quanto responsabile del “settore cultura”, mentre la curatela scientifica di tutta la mostra è sotto l’egida e la diretta supervisione del professor Sgarbi.
Circa i sistemi di sicurezza del museo, giova ricordare che senza i più sofisticati e moderni mezzi, né le Soprintendenze, né le compagnie assicuratrici avrebbero mai dato il loro assenso al trasporto, custodia ed esposizione di opere d’arte di tale valore culturale ed economico.
Chi è avvezzo a gestire mostre d’arte di livello sa che gli enti preposti alla tutela sono assai accorti sull’argomento e il caso in questione non fa eccezione.
Il museo di Palazzo Doebbing ha regolarmente ricevuto tutti i permessi per il trasporto e la conservazione delle opere in esso custodite.
Ovvie ragioni non mi permettono di specificare quali siano i sistemi di sicurezza di cui ci si avvale (e trovo grottesco che venga chiesto di render noto all’opinione pubblica tutto ciò); basti solo dire che i prestiti e i rapporti amministrativi sono ascrivibili a plurime fondazioni nazionali ed internazionali, musei italiani, privati, artisti di chiara fama, presidenza del consiglio dei ministri, ministero dei beni culturali, enti religiosi, Regione Lazio, e tutti e ciascuno di questi organismi hanno richiesto ed ottenuto le specifiche garanzie per la concessione delle opere e delle autorizzazioni di rito.
Nessun punto oscuro, almeno per quanto riguarda le mie conoscenze, sui fatti in argomento.
Un’ultima notazione vorrei farla sul numero dei visitatori; in poco più di due mesi e mezzo (e le cifre sono assolutamente certe) a Palazzo Doebbing hanno avuto accesso 4873 visitatori paganti.
A questi vanno aggiunti circa 1600 persone che nel giorno dell’inaugurazione hanno avuto accesso gratuito alle mostre (solo io ho guidato in quel giorno 20 gruppi di 50 persone ciascuno), 235 studenti di scuole comunali e di altri Istituti, circa 500 persone tra dipendenti comunali e partecipanti ai diversi eventi che si sono tenuti dal mese di maggio ad oggi.
A puro titolo di informazione gli incassi realizzati in soli due mesi e mezzo, sono di poco inferiori ai 37mila euro.
Le cifre sono assolutamente certe in quanto ogni giorno il sottoscritto verifica tramite software dedicato i paganti il ticket elettronico (che fornisce dati anche sulla provenienza dei visitatori), incrociando i dati con i rapporti cartacei che mi vengono consegnati dai custodi e con i versamenti fatti presso i conti dedicati in banca.
Nessuna volontà di nascondere alcunché e, per quanto mi consta, massima apertura con le menti aperte.
Pietro Lateano
Responsabile “Settore cultura” del comune di Sutri
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY