Viterbo – I terrapiattisti viterbesi non esistono. Tantomeno il loro raduno di stamattina a Valle Faul.
Avevano promesso “una 36 ore non-stop di musica, danza e dibattiti a tema terra piatta”: il Flat Faul. Il “primo evento di levatura mondiale in Europa” sull’argomento, annunciavan0 via Facebook in pompa magna, allegando una locandina con tanto di ospiti internazionali: da Tila Tequila, volto noto di Mtv nei primi anni Duemila, ai Sum41, band pop rock canadese il cui nome non era passato inosservato.
Stamattina a mezzogiorno, ora esatta dell’evento, la nota della sedicente Associazione della terra piatta viterbese. Che sconfessa se stessa. “La più grande crisi che sta attraversando l’uomo moderno è la carenza di pensiero critico. Come molti hanno già intuito, non esiste alcuna Associazione della Terra Piatta a Viterbo. È stato un esperimento sociale, nato e portato avanti per aiutarci a comprendere il meccanismo che spinge alcune persone a sostenere teorie alternative, spesso incredibilmente assurde e fuori da ogni logica”.
Nessun nome e cognome a firmare la nota diramata via social, sulla pagina fan della finta associazione. “Personalmente parlando – continua il post – gestire questa pagina è stata un’esperienza produttiva oltre che interessante. In qualche modo mi ha permesso di osservare il fenomeno da una prospettiva più ampia. Il discorso è molto complesso, osservabile da molteplici angolazioni, e non credo Facebook sia il giusto medium per approfondirlo come merita. Dovremmo davvero organizzare un dibattito pubblico per discutere l’argomento, sempre più attuale, e il giusto tempo andrebbe investito per dare un titolo al tema. Il titolo che io darei a questo dibattito immaginario sarebbe “architettura del credo nell’era post Internet”, per cercare di comprendere come sono strutturate le nostre credenze (non l’elemento d’arredo), perché crediamo in ciò che crediamo e come lo verifichiamo nel tempo”.
I terrapiattisti viterbesi erano usciti allo scoperto ad aprile, con un comunicato ai giornali in cui, oltre al convegno internazionale, Mirko Scozzi e Walter Baltieri, sedicenti fondatori, vicentini trapiantati a Viterbo, facevano sapere di voler organizzare anche una spedizione marittima da Cape Horn per “perlustrare da vicino, con l’aiuto di strumentazione professionale (inclusi droni militari), la barriera di ghiaccio che circonda il pianeta Terra”. Tutta una finta, a titolo di esperimento sociologico. Chissà cosa ne penseranno i terrapiattisti veri…
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