Viterbo – “Ma di che parlano?”.
Enrico Panunzi non ci sta a quelli che definisce “proclami a tutti i costi”. Sulla questione dei rifiuti romani a Viterbo, il consigliere regionale, vicepresidente della X commissione Urbanistica/Rifiuti, vuole fare chiarezza: “Intanto va detto che è un anno che Viterbo prende rifiuti da Roma. Mi pare quindi evidente che non ci sia nulla di sconvolgente nell’ordinanza del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti che autorizza semplicemente gli impianti di trattamento meccanico biologico (tmb) dei rifiuti, tra cui Casale Bussi, a ricevere maggiori quantità ma pur sempre entro il plafond della concessione di ciascuno”.
In pratica, afferma Panunzi, non c’è nessuno sforamento della quantità massima che ogni impianto può ricevere. “Per Viterbo parliamo di un limite di 215mila tonnellate annue che non viene assolutamente raggiunto con questi ulteriori conferimenti di rifiuti, perché si tratta di uno o due camion in più da Roma alla settimana. Il problema che molti evidenziano per la città, quindi, non esiste: non sarà sommersa dai rifiuti. Poi se si vogliono fare proclami a tutti i costi o parlare senza conoscere le norme, è un altro discorso…”.
Per Panunzi è soprattutto una questione di solidarietà. “Stiamo parlando della capitale d’Italia, non di una città qualunque. Se Roma è in emergenza o, meglio ancora, in una situazione paradossale quale quella attuale, il problema interessa tutti. L’ordinanza del presidente Zingaretti è quindi necessaria per permettere a Roma di guarire da questo stato di abbandono. A Viterbo si chiede solo di collaborare e di dare una mano”.
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