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Ambiente - Il presidente dell'Atc Scarito replica al comunicato stampa dell'Arcicaccia di Vetralla sul ripopolamento dell'area

“Caccia alla lepre, la zona di Montecalvo non è superiore alle altre”

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Alberto Scarito

Alberto Scarito

Vetralla – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Alberto Scarito, presidente dell’Ambito territoriale di caccia Viterbo 2 Tuscia sud, che replica al comunicato stampa del presidente di Arcicaccia Vetralla Luigi Bernabei.


La vita associativa dell’Atc Vt2 Tuscia sud si compone di diversi portatori di interesse che coesistono negli organi statutari dell’Atc, quali l’assemblea e consiglio direttivo, e che sono rappresentanti delle componenti agricole, ambientaliste, venatorie oltre degli enti locali presenti nel territorio dell’Ambito.

Il consiglio direttivo dell’Atc Vt2, nei limiti e nella stretta osservanza delle sue competenze, avvia iter gestionali tecnico-amministrativi con cui dette realtà possano interagire per raggiungere scopi di promozione e valorizzazione di ogni attività connessa con la tutela e la conservazione del territorio e dell’ambiente, e con gli interessi in materia faunistica, ambientale, venatoria ed agricola.

Non è obiettivo del nostro indirizzo gestionale dare o concedere alcuna forma di esclusivismo in capo a circoli e associazioni singole territoriali, bensì fare in modo che le stesse siano collocate all’interno delle nostre iniziative svolgendo azione di diffusione delle informazioni e di confronto con le istanze che arrivano dai cacciatori locali per darne massima soddisfazione e migliorare il loro status territoriale dal punto di vista faunistico-venatorio.

Tutto ciò premesso, l’Atc ha deciso di intraprendere il Progetto del preambientamento a scopo venatorio di selvaggina, in questo caso lepre, tramite recinti elettrificati che è frutto di una pianificazione, determinando anche le risorse, e le modalità della realizzazione del progetto (gestione) individuando le aree idonee del territorio rispondenti con le esigenze del progetto suddetto e individuate dal tecnico faunistico Paolo Viola, incaricato dall’Atc.

Pertanto, per questo Ambito è doveroso sottolineare e smentire le affermazioni pseudoscientifiche riportate nell’articolo pubblicato, circa la supremazia della vocazionalità di un territorio circoscritto, che se pur ben idoneo al progetto, non si distingue da molti altri, dotati della stessa predisposizione all’attuazione del progetto stesso.

L’iniziativa descritta dall’articolo non è stata attuata per volontà dal circolo locale Arcicaccia di Vetralla, ma dall’Atc Vt2 a favore di tutti i cacciatori di quel comune e dell’Atc. La proposta del progetto di preambientamento a scopo venatorio è stata decisa dal consiglio direttivo e la struttura ed il materiale occorrente, nonché la selvaggina da immettere sono state messe a disposizione dall’Atc Vt2 insieme a competenze tecnico scientifiche ed aver delegato a parte della gestione tutti coloro che ne abbiano deciso di farne richiesta e che sono stati autorizzati dal consiglio.

Per dovere di cronaca e trasparenza, si precisa che il Progetto è stato attuato in 8 comuni dell’Atc per un totale di 10 recinti e 250 capi di selvaggina specie lepre.

Quindi si sottolinea che il circolo locale di Vetralla ha partecipato al progetto dopo approvazione di tutto il consiglio direttivo ed allo stesso hanno partecipato altre associazioni.

Per ultimo, come si evince dall’articolo, ci si pone un interrogativo circa il ruolo dell’amministrazione comunale di Vetralla, che vede sul proprio territorio anche la presenza di un’azienda faunistica, in particolare dello spiccato interessamento alla gestione venatoria e faunistica del territorio libero di questo Atc, di cui fa parte.

Questo interessamento si scontra con la decisione dello stesso comune di regolamentare la fruizione del suo territorio all’attività venatoria e che vieta l’accesso veicolare alle strade comunali nei periodi di attività venatoria se non dietro corrispettivo di 500 euro, di fatto pregiudizievole nei confronti dei cittadini utenti/cacciatori.

Per questo motivo l’Atc chiede al comune di Vetralla, che si è dimostrato essere molto attento alla gestione venatoria dell’Atc oltre che collaborativo, di rivedere la delibera comunale numero 77 del 1 dicembre 2016, riducendo il corrispettivo per l’accesso a 50 euro per i cacciatori che praticano proprio la caccia alla lepre sul territorio libero.

L’auspicio è che, alla volontà ed all’impegno dell’Atc di promuovere sul territorio di Vetralla, e non solo, progetti di ripopolamento di selvaggina in modo sostenibile e partecipato con tutti i cacciatori e con i circoli locali delle associazioni venatorie, possa corrispondere a breve la decisione del comune di Vetralla di agevolare la fruizione del proprio territorio ai cacciatori non solo a chi pratica la caccia alla specie lepre che sono dell’Atc e di tutte le associazioni venatorie.

Alberto Scarito
Presidente Ambito territoriale di caccia Viterbo 2 


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6 agosto, 2019

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