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Lettere - Scrive Linda Natalini, presidentessa dell'Associazione viterbese per la cremazione

“Caos al tempio crematorio del Cimitero, a quando una sala del commiato?”

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A destra Linda Natalini

A destra Linda Natalini

Viterbo - Cimitero San Lazzaro - Tempio crematorio - L'indicazione

Viterbo – Cimitero San Lazzaro – Tempio crematorio – L’indicazione

Viterbo - Il cimitero San Lazzaro

Viterbo – Il cimitero San Lazzaro

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell’associazione viterbese per la cremazione diretta alle istituzioni della città – Gentili signori, immaginate un giorno di dovervi recare presso l’impianto crematorio del Cimitero comunale di San Lazzaro, può succedere: per esercitare il doveroso compito di controllo che spetta agli amministratori pubblici, per dare l’estremo saluto ad una persona cara, per visitare qualcuno che non c’è più.

Bene, immaginatevi di entrare non in un luogo di silenzio, di rispetto per i nostri cari defunti e per chi aspetta di fare l’ultimo viaggio, per i parenti e gli amici che sono lì, ma in un trafficatissimo luogo di lavoro, dove si incrociano addetti delle agenzie di onoranze funebri, operai che trasportano feretri (tanti, ieri ne ho contati cinque , nella mezz’ora che sono stata lì), impiegate che rispondono (sempre con calma e professionalità, bravissime, quasi eroiche) a continue telefonate , custodi che sbrigano il loro lavoro, continuamente interrotti da nuovi arrivi e richieste.

Questa è la realtà del tempio (?!) crematorio della città di Viterbo, soprattutto da quando è stato chiuso (e lo sarà fino alla fine dell’anno) l’impianto di Civitavecchia, con il conseguente carico di lavoro che si è riversato sul nostro impianto.

Immaginate ora che, in una delle camere ardenti che si aprono sullo stesso spazio dove si aprono nell’ordine: l’ufficio del custode, l’ingresso sul piazzale, l’ufficio amministrativo, l’ingresso del forno crematorio, alcuni locali di servizio, immaginate, dicevo, di trovarvi in questo caos; voi, o qualche vostro amico, o, comunque un cittadino di Viterbo o di un altro Comune, per piangere e ricordare nel modo più dignitoso, nel modo che si conviene a qualsiasi persona, un proprio caro.

Come reagireste?

Immagino che dipenda dal carattere di ognuno di noi, dal coinvolgimento, dalla propria storia, ma, comunque, a nessuno resterebbe un buon ricordo non dell’amico, o del parente, ma del modo in cui la città di Viterbo tratta i propri cittadini ed i propri ospiti nel momento dell’estremo saluto.

Ospiti e cittadini, ma soprattutto ospiti , paganti, perché voglio ricordare che il comune di Viterbo ha istituito delle tariffe aggiuntive per entrare nel cimitero per farsi cremare ed, eventualmente, per farsi disperdere e queste sono tanto più elevate quanto maggiore è la distanza da Viterbo (aumentano progressivamente per i residenti nel Comune, ai residenti in provincia di Viterbo, ai residenti fuori provincia).

Ma ricordo anche che, anche su nostra sollecitazione a suo tempo, parte di tali tariffe dovevano essere reinvestite in strutture a servizio del cimitero od in migliorie delle strutture esistenti.

La richiesta che da anni l’Associazione viterbese per la cremazione porta da anni all’attenzione delle varie amministrazioni è sempre una: la “Sala del commiato” per offrire un luogo dignitoso a chiunque voglia dare l’estremo saluto al proprio caro, prima che la sua salma sia cremata e per garantire, anche, il diritto ad un rito a chi scelga di non andare in chiesa.

A questo dovrebbero servire i proventi cimiteriali, questo, in parte, potrebbe ovviare alla situazione che ho descritto.

Nella passata amministrazione eravamo finalmente giunti a due risultati: l’apertura del “Giardino della memoria”(area per la dispersione delle ceneri) e l’approvazione di un progetto preliminare per la “Sala del commiato”, ma le strutture esistenti vanno mantenute ed i progetti preliminari diventare definitivi, finanziandoli.

Malgrado le assicurazioni dell’assessore Allegrini e dell’assessore Micci, da me incontrati nel mese di giugno 2019 (il 26, per la precisione) per garantire un minimo di finanziamento per la progettazione definitiva(almeno) della “Sala del commiato”, ad oggi non si ha notizia di ciò.

E pensare che io, fidandomi di quanto assicurato, avevo inviato una mail ai soci dell’associazione che mi onoro di presiedere, in cui comunicavo la ripresa a breve dell’iter per la realizzazione della “Sala del commiato”!

Bene, concludo questa mia lettera aperta a voi tutti,della cui lunghezza mi scuso, senza ulteriori commenti, ma invitandovi ad andare di persona presso il Tempio (ari!?) crematorio della città che avete l’onore e l’onere di amministrare e verificate se, quanto da me affermato corrisponda a verità.

Io, per parte mia, continuerò a vigilare ed ad impegnarmi per chi non ha più voce. 

Linda Natalini
Presidentessa Associazione viterbese per la cremazione


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28 agosto, 2019

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