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Ambiente - Il coordinamento delle associazioni Orvietano, Tuscia e Lago di Bolsena aderenti alla rete nazionale Nogesi dopo l'ok all'impianto di Castel Giorgio

“Geotermia, via ai ricorsi giudiziari”

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Un impianto geotermico

Un impianto geotermico

Castel Giorgio – “Geotermia, via ai ricorsi giudiziari”. Lo annuncia con un comunicato stampa il coordinamento delle associazioni Orvietano, Tuscia e Lago di Bolsena aderenti alla rete nazionale Nogesi dopo che il consiglio dei ministri ha dato l’ok alla realizzazione dell’impianto a Castel Giorgio (Terni).

“Abbiamo lottato fino all’ultimo secondo perché questo non avvenisse – afferma il coordinamento -, e siamo riusciti a ritardare di anni l’avvio del progetto. Ma nonostante questo sforzo a tutto campo durato oltre sette anni, non abbiamo potuto evitare la nefasta decisione del 31 luglio. Una decisione – sostiene il coordinamento – indifferente alla salute dei cittadini e alla salubrità dell’aria, delle acque e del territorio di un’area così bella e importante come l’Alfina. Indifferente a questo meraviglioso paesaggio, indifferente alla sua vocazione economica agricola, artigianale e turistica. Indifferente ai seri rischi di terremoti e di inquinamento. Indifferente a una cittadinanza del tutto contraria”.

Il coordinamento prosegue: “Oltre 2mila 800 i documenti da noi scritti per ottenere giustizia e considerazione in questi anni, inviati a ministeri, giudici, forze politiche istituzioni locali, regionali, nazionali e internazionali. Decine e decine di riunioni e di incontri in parlamento, al senato, alla regione Umbria e Lazio, nelle istituzioni provinciali e comunali, migliaia di email, lettere, accessi agli atti, telefonate. Positivo il coinvolgimento attivo di una quarantina di sindaci, con un particolare ruolo di difesa dei cittadini e del territorio da parte del sindaco di Castel Giorgio e di tutte le sue forze politiche, che con noi hanno lottato in ogni modo”.

Il coordinamento riepiloga: “Il progetto è stato sostenuto e promosso dai governi precedenti, ed è stato infine approvato proprio dal cosiddetto governo del cambiamento. Dopo che consiglieri regionali, deputati e senatori 5 stelle e Lega si erano battuti con noi con forza e determinazione, una volta arrivati al governo, i loro ministri incredibilmente hanno comunque approvato il progetto”.

Il coordinamento promette battaglia. “Noi certamente non ci arrendiamo, e giocheremo tutte le nostre carte fino all’ultimo. La via dei ricorsi giudiziari si apre oggi come l’unica strada da percorrere. E riteniamo di avere validissime carte in mano per dimostrare ai giudici, da quelli nazionali fino a quelli europei, che quello che viene messo a rischio da questo impianto è enorme. Chiediamo a questo punto ai cittadini e alle amministrazioni comunali dell’Alfina, del lago di Bolsena e della Tuscia in generale di ribellarsi moralmente e di sostenere la nostra comune battaglia. Abbiamo bisogno di mobilitazione, di impegno e di fondi per sostenere una battaglia legale che si annuncia lunga e difficile. Ma abbiamo buone armi e buone carte da giocare. Organizzeremo incontri e iniziative per alimentare quanto necessario a questa battaglia chiedendo l’aiuto dei cittadini e di tutte le amministrazioni del territori”.


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1 agosto, 2019

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