Sutri – Riceviamo e pubblichiamo – Corda troppo tesa, spezza se stessa e l’arco.
Di fatto, fatevene una ragione, ieri sera nel consiglio comunale, la giunta di Sutri sotto il governo dell’onorevole Vittorio Sgarbi è caduta. Anche se retta sull’ostinazione dei fedelissimi caudatari, quali il non più felice vicesindaco e la talentuosa assieditrice al turismo, ma anche gli incomprensibili fantasmi degli altri consiglieri e assessori, la maggioranza del comune è, a tutti gli effetti una minoranza.
A questo punto, il punto più basso di una triste parabola politica, allora bisogna firmare subito la sfiducia (e chi non la firma é complice).
Il sindaco ne uscirebbe con tutta la dignità possibile riconoscendo la fine del mandato, generato soprattutto da una combinazione deleteria di concause, e finalmente dimettendosi ne uscirebbe a testa alta lasciando l’ingovernabile paese della Tuscia al suo destino, salvando se stesso, il neo prosindaco e tutta la corte e i cortigiani rimasti da non proprio splendide figure dinanzi agli occhi di quel mondo che da settimane osserva curioso quel luogo a lungo ignorato, chiamato Sutri.
Dimissioni immediate, dunque, sola igiene del mondo, o almeno della Tuscia da parte del sindaco e dei suoi fedelissimi.
Candida Pittoritto Civiltà Italiana
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