Bolsena – Riceviamo e pubblichiamo – In risposta al sindaco di Bolsena, debbo, doverosamente, fare alcune precisazioni.
Non ho mai affermato che il sindaco si sia inventato alcunché, è logico che lui si attenga ai dati ufficiali di Arpa e ministero della Salute. Sarei curioso di sapere, però, in quali punti del lago vengano effettuati i campionamenti delle acque, quando è arcinoto ed evidente che ci sono ancora comuni rivieraschi che hanno scarichi altamente inquinanti che vanno a finire nel lago di Bolsena. O no?
Perché si è lasciato che il Cobalb fallisse? I comuni serviti dal famoso anello si sono girati dall’altra parte perché per farlo funzionare occorrevano troppi soldi?
Adesso si farà l’ennesimo tavolo di discussione in Prefettura, sperando con risultati migliori dei precedenti. Anche l’agricoltura ci mette del suo: in alcuni punti tra le località del Ponticello e Bolsena, le alghe crescono rigogliose anche vicinissime a riva. Quarant’anni fa non era così: cosa danno alle colture?
Il sindaco di Bolsena, giustamente, afferma che, con il mancato coordinamento regionale sulle opere da eseguire, hanno le mani legate. Mi permetto, però, di rammentare al sindaco di Bolsena, che la responsabilità della salute pubblica a qualsiasi livello ricade proprio sui sindaci.
Il lago di Bolsena è un malato da curare con una cura da cavallo, si è aspettato troppo, a tutti i livelli e istituzioni.
Gianni Molinari
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