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Castelnuovo di Porto - L'artista di Faleria torna a esporre a palazzo ducale 40 anni dopo la prima volta - Inaugurazione il 30 agosto

In mostra a Rocca Colonna le celebri “sfere” di Luigi Moriggi

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Luigi Moriggi

Luigi Moriggi

Castelnuovo di Porto

Castelnuovo di Porto

Luigi Moriggi

Un’opera di Luigi Moriggi

Luigi Moriggi

Un’opera di Luigi Moriggi

Luigi Moriggi

Un’opera di Luigi Moriggi

Castelnuovo di Porto – In mostra dal 30 agosto al 14 settembre presso il palazzo ducale del borgo medievale di Castelnuovo di Porto, alle porte di Roma, le opere dell’artista falerino Luigi Moriggi.

Per Moriggi un ritorno nei suggestivi spazi di Rocca Colonna. “Esattamente 40 anni fa, proprio in questo luogo – spiega l’autore – iniziava il mio percorso artistico, indirizzandomi negli anni successivi verso un cammino complesso e irregolare, che mi ha condotto in direzioni spesso impreviste”.

L’esposizione, intitolata “La poetica del gesto e le vie del colore”, organizzata con il patrocinio del Comune, sarà inaugurata alle ore 17,30 di venerdì 30 agosto. Una mostra antologica, dove spiccano le sue celebri immagini sferiche del mondo avvolte da strisce che lo avvincono. 

Non a caso opere che non hanno titolo. Dice Moriggi che il titolo deve trovarlo chi osserva l’opera, a seconda delle sensazioni provate.

“Le mie prime esperienze si ispiravano all’espressionismo astratto, guardando in particolar modo gli artisti della Scuola di New York – spiega l’artista di Faleria – la mia personale ricerca ha poi attraversato numerose fasi e momenti, sempre sul versante dell’astrazione, ma in continua tensione ed evoluzione. Negli anni ho sperimentato una continua ricerca di equilibrio, prima caratterizzata da un’espressione più immediata e intuitiva, poi tendente ad un maggiore incasellamento geometrico delle forme e del colore”.

Nell’introduzione al catalogo, curata dalla scrittrice Sonia Giovannetti, si legge: “La tecnica artistica e, oso dire, poetica di Luigi Moriggi sembra agire come uno strumento dinamico al servizio della musa ispiratrice, di quel movimento delle mani che i greci coniarono col termine tèchne, per l’appunto un fare, un’abilità, una destrezza”. 

“In questa mostra antologica – spiega Moriggi – ho cercato di proporre una testimonianza sintetica di ogni diverso approdo finora raggiunto, senza dimenticare uno sguardo all’attuale fluida mutazione tuttora in corso. L’ultima fase della mia arte si cristallizza sempre in un nuovo inizio: una pittura che prova ad abbracciare di nuovo la complessità, l’irregolarità, il caos, le dinamiche del colore”.

“E’ un’arte in gran parte di nuovo libera, istintiva ed esplosiva ma, in più, vi è oggi la maturità dettata dall’aver attraversato così articolate fasi diverse ora, forse per la prima volta, convergenti. Emerge una concordanza imprevista: tornano le carte strappate, l’immediatezza del gesto, la violenza dell’impatto visivo”, prosegue.

“Quelle stesse forme, tuttavia, trovano oggi una nuova aggregazione, attraverso un ordine compositivo inedito, che ricostruisce la struttura del quadro – conclude l’artista – sembra quasi la chiusura di un cerchio, ma di sicuro non è una scelta definitiva. Attendo un’ulteriore evoluzione che già in parte si intuisce: verso una visione più lineare e strutturata, che spesso affonda le proprie radici in una sovrapposizione di piani fatti non solo di colore e pennellate, ma anche di concreta e fisica stratificazione di pittura, frammenti di immagini e rielaborazione concettuale di tutto quanto, sulla tela, trova la propria funzione compositiva”.


Il fascino di Rocca Colonna

Il palazzo ducale di Castelnuovo di Porto, comunemente definito “Rocca Colonna”, è il risultato della trasformazione da insediamento militare fortificato a palazzo rinascimentale.

Dal 1870 fino alla fine degli anni sessanta del secolo scorso, il complesso è stato sede di pretura e carcere mandamentale.

Posto sullo sperone tufaceo stretto tra la valle del fosso di Chiarano e della Mola, occupa il punto più alto del borgo antico che, nei secoli, si è sviluppato tutto intorno seguendo uno schema a cerchi concentrici. Si presenta come un complesso architettonico massiccio, a cui si accede dalla piazza principale attraverso due rampe di scale. La facciata ha due torri laterali, di cui una, a est, è l’originario mastio mentre quella a ovest è stata costruita dove era il rivellino, per armonizzare la vista. Il fabbricato si sviluppa su tre livelli che corrispondono al suo sviluppo diacronico.

Numerosi personaggi illustri sono stati ospitati nel castello. Tra loro la regina Cristina di Svezia alla fine del Seicento e nel 1734 Carlo III di Borbone mentre andava alla conquista del Regno di Napoli.


Chi è Luigi Moriggi

Luigi Moriggi nasce a Faleria nel 1949, frequenta l’istituto d’arte e si diploma all’Accademia di belle arti di Roma nel 1972. 

Nel 1973 collabora con Pericle Fazzini alla grande scultura “La Resurrezione” per la Sala Nervi del Vaticano.

Dal 1974 al 2007 è titolare della cattedra di Discipline plastiche presso l’istituto statale d’arte di Civita Castellana; nella scuola riveste diversi ruoli legati al mondo dell’arte e diviene membro della commissione cultura, nonché assessore alla cultura del comune di nascita.

Tendenzialmente estraneo a correnti chiaramente identificabili, da sempre propone opere sul versante dell’astrazione.
Dal 1974 partecipa a numerose mostre personali e collettive.

Hanno scritto di lui: Luigi Montanarini, Laura Cherubini, Barbara Tosi, Giorgio Bonomi, Aurelio Rizzacasa, Alfonso Marchese, Andrea Bonavoglia, Roberto Maria Siena, Miriam Mirolla, Enrico Anselmi, Elise Desserne, Michele Greco, Stefano Conti, Sonia Giovannetti.


Articoli: Palazzo di Primavera, alla collettiva d’arte contemporanea c’è anche Luigi Moriggi – “Astratti furori”, in mostra nella capitale quarant’anni di Luigi Moriggi – Astratta, energica e piena di colore…


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25 agosto, 2019

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