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Sutri - La risposta del consigliere Matteo Amori a Vittorio Sgarbi - Il commento "Preferisco stare all'opposizione"

“Non mi dimetterò mai, piuttosto lo faccia il sindaco”

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Matteo Amori

Matteo Amori

Sutri – Riceviamo e pubblichiamo – Molto e chiaramente avrò da dire e da scrivere in risposta a quanto, poche ore fa, emanato sulla stampa locale dal sindaco, di Sutri, Vittorio Sgarbi. A lui, ai cittadini e ai miei elettori necessitano limpide e precise risposte. 

Andiamo dunque per ordine, in maniera che anche i più distratti intellettivamente possano seguire e capire.

Innanzitutto ribadisco a tutti coloro che l’€™anno scorso, nelle elezioni passate, hanno voluto darmi la loro fiducia, che le mie prese di posizione in contrasto con la politica del comune non sono un tradimento, ma al contrario, sono tali proprio in rispetto del mandato che i miei elettori mi hanno conferito.

Essendo il sottoscritto, contrariamente ad altri che preferiscono sempre genuflettersi a ogni parola del sindaco, un €œuomo libero€, un uomo che non viene eterodiretto da nessuno, che non è un pupazzo, che non ha fili e non appartiene né a famiglie né a consorterie, uffici o associazioni, e che agisce in base al mio onore e al mio personale codice deontologico, non permetto a nessuno di comandarmi, non sono servo di nessuno e penso con la mia testa. In libertà, e questo non piace ad alcuni, mi rendo conto, ma mi stupisce che un libertario come il sindaco tale fatto non lo apprezzi, preferendo invece sempre la sua adorante corte di yesmen e yeswoman.

Detto questo, dopo un anno infatti si ripete il fenomeno dello scontro aperto e così, come l’€™anno scorso il sindaco aveva chiesto le mie scuse in privato e in pubblico per poi non averle, questa volta domanda con acute grida le mie dimissioni. Dimissioni che non avrà né ora e né mai. Meglio piuttosto che sia lui a dimettersi, se non vuole governare€ in minoranza con difficoltà asperrime. 

Ripeto anche che avrei voluto lasciare il simpatico consesso comunale già l’€™anno scorso in occasione della prima €œcrisi di natura psicologica€ ma proprio per rispetto di coloro che mi hanno votato non l’€™ho fatto, continuando comunque a battermi in consiglio e votando più volte apertamente contro scelte che giudicavo errate, come per esempio con il caso Lucano€, laddove invece un assessore di €destra€ si è dichiarata favorevole o comunque non ha fatto opposizione alcuna. Contraddizioni su contraddizioni che fanno ben capire a chi vuole quale siano le capacità politiche e non solo quelle della giunta di Sutri.

Io sono e resto dunque un uomo libero, non €œricattabile né €œminacciabile da nessuno, del tutto alieno dal €œdesiderio di poltrone e di soldi avendo abbastanza dal quale vivere decorosamente che non il misero, eventuale, emolumento di un assessorato sutrino che invece sembra tanto fondamentale per qualche altro assessore.

Così come è una mistificazione del sindaco il sostenere che io abbia chiesto più volte la presidenza del consiglio del paese, quando è noto a tutti che al contrario, offertami più volta la carica in questione, l’€™ho sempre rifiutata: inoltre il sindaco ben dovrebbe sapere che soltanto il consiglio comunale può nominare il proprio presidente.

Comunque grazie no, €œnon sum dignus, preferisco stare all’opposizione. Libero. Da uomo libero. Ancora, la definizione di €œfascista che il sindaco si ostina sin dall’€™anno scorso ad attribuirmi in pubblico, mi sta veramente stretta, anche se capisco che essa rientri nelle sue consuete e obsolescenti categorie di insulti. Epiteto e aggettivo fascista€ usato come offesa, associato a €œCasapound e dintorni che ritengo semplicemente risibile, in quanto la mia posizione è sempre stata quella di un uomo di destra sì, ma lontano dagli estremismi, definizione, quella del€™ sindaco, che comunque è strana e discutibile se si pensi che il sindaco, il quale più volte ha espresso parole di elogio nei riguardi di Casapound, ha tra i suoi collaboratori qualcuno che è da sempre, apertamente schierato a favore di Casapound anche con scritti e testi piuttosto accesi e poco moderati. Ma se lo fa uno del suo staff va tutto bene, invece io che ho il coraggio di levare alta e squillante la mia voce libera, vengo colpito, come sempre in maniera ingiuriosa e violenta.

Dov’è e di chi è dunque, la violenza verbale? Traditore, mi si dice. E anche questo è un punto interessante da analizzare, vediamo perché. Certo che detto questo da chi, come nella sua pluridecennale carriera politica, ha fatto del cambio di casacca e di partito, la regola, è cosa che fa per lo meno sorridere con un moto di sufficienza. Passare da un partito ad un altro, da un partito al gruppo misto (o mesto€, viste certe presenze), in maniera abituale, ripetuta sino alla noia, come vogliamo chiamarlo? Saranno contenti gli elettori del sindaco? Domandatelo loro visto che i successi elettorali latitano da tempo. 

Invece possiamo piuttosto dire senza remore che semmai è proprio il sindaco Sgarbi a essere stato eletto sindaco della città di Sutri grazie ai voti portati dal sottoscritto e da altri. Traditore? Se aver rispettato il mio pensiero, le mie idee e quelle di chi mi ha dato fiducia è essere traditore, anche a questo risponderà il popolo quando questa ben poco riuscita consiliatura sarà finalmente finita con l’uscita di scena dell’€™attuale sindaco. 

A questo aggiungo ancora che il prosindaco è solo una piccola, minima parte del problema che coinvolge da sempre tutta la giunta, addirittura forse un pretesto, in quanto è sotto gli occhi di tutti che il ricorso a una figura esterna €œdi rinforzo€ è, nei fatti, una delegittimazione degli attuali consiglieri, assessori fedeli e consenzienti e soprattutto del vicesindaco, inutile far finta di nascondersi dietro a un dito. 

Il prosindaco inoltre, è bene i cittadini sappiano, non risultava negli accordi del programma elettorale, né nell’€™accordo politico e neanche nello statuto comunale recentemente modificato. Non avendo più alcuna intenzione di far parte di una giunta inefficiente e inadatta al bene di Sutri, e che nella sostanza non c’è più ma mantenuta in vita vegetativa da un vero e proprio €œaccanimento terapeutico€, non libera€, ribadisco e riaffermo la mia volontaria decisione di collocarmi all’opposizione, di non dimettermi da consigliere e pertanto attendere con piacere la decisione del sindaco di rassegnare lui le sue dimissioni, sapendo egli che di certo non sentiremo la sua mancanza, né la sua né quella dei suoi fedelissimi di ogni ordine e grado. 

Matteo Amori 
Consigliere comunale di Sutri


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1 agosto, 2019

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