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Istat - La città sul Tevere è la più cosmopolita della provincia, seguono Monterosi e Arlena di Castro - Valore più basso a Vejano (3,6%)

Stranieri, Orte fa il picco col 17,34%

di Alessandro Castellani

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Stranieri residenti al 31 dicembre 2018 - Elaborazione Tusciaweb su dati Istat

Stranieri residenti al 31 dicembre 2018 – Elaborazione Tusciaweb su dati Istat – Clicca sull’immagine per ingrandire

Stranieri residenti al 31 dicembre 2018 - Elaborazione Tusciaweb su dati Istat

Stranieri residenti al 31 dicembre 2018 – Elaborazione Tusciaweb su dati Istat – Clicca per ingrandire

Orte – La città più cosmopolita della Tuscia è Orte. Con 1533 stranieri su una popolazione totale di 8842 abitanti, pari a una percentuale del 17,34%, si pone in vetta alla classifica dei comuni col maggior numero di residenti non italiani.

I dati sono elaborati dal bilancio demografico dell’Istat, aggiornato al 31 dicembre 2018.

Rispetto alla tendenza generale della provincia, che vede un po’ ovunque comunità nutrite di romeni e albanesi, a Orte è molto corposa anche la rappresentanza dell’Africa centrale. Nigeriani, senegalesi, camerunesi e ivoriani arrivano, messi insieme, a quasi 200 residenti censiti e fanno la differenza nel conteggio complessivo.

Ma lo spettro delle nazionalità rappresentate nella città sul Tevere è amplissimo. Ci sono kazaki, austriaci, svizzeri, sudamericani, siriani, statunitensi e persino due palestinesi. In totale si arriva a 97 diversi Paesi: una Babele.

Subito dietro a Orte c’è Monterosi, un’altra città di frontiera della Tuscia, anch’essa meta prescelta dagli stranieri per via della sua vicinanza a Roma. Qui la percentuale d’immigrati residenti è del 17,17%, con il 63% di romeni (501 su 796) e un buon numero di moldavi e albanesi.

Al terzo posto c’è Arlena di Castro, il piccolo borgo che l’anno scorso era addirittura in testa alla classifica provinciale e che mantiene molto alto il suo tasso di stranieri (17%), grazie soprattutto a una forte presenza di cittadini provenienti dalla Macedonia.

Seguono Montalto di Castro e Civita Castellana, che sfiorano il 14%, mentre la città di Viterbo è al 10,04%, esattamente lo stesso valore della media provinciale. La media regionale del Lazio, invece, è dell’11,62%.

In fondo alla classifica ci sono Vejano (3,65%), Farnese (4,30%) e Ischia di Castro (4,56%). Borghi piccoli, che in qualche caso pagano anche la distanza dalle grandi vie di comunicazione e quindi non sono molto attrattivi per chi cerca prima di tutto la comodità logistica.

Più sorprendente lo scarso 5,13% di Soriano nel Cimino e soprattutto il 5,45% di Tarquinia. La seconda città più popolosa della Tuscia è anche una di quelle meno abitate dagli stranieri, con solo 885 immigrati su oltre 16mila abitanti.

Alessandro Castellani


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14 agosto, 2019

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