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Anche tu redattore - Viterbo - La segnalazione di Massimo Morelli

“Belcolle, visita cardiologica dopo un infarto spostata dall’11 settembre al 17 dicembre”

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Viterbo - L'ospedale di Belcolle

Viterbo – L’ospedale di Belcolle

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Voglio segnalare quanto sta accadendo nella sanità viterbese, nello specifico l’unità emodinamica dell’ospedale Belcolle di Viterbo.

Il 31 di dicembre ho avuto un infarto risolto, fortunatamente, per la bravura e tempestività del medico curante (S. Cinotti) e dell’unità operativa del 118 montaltese.

Non sto a specificare gli interventi immediati e successivi dei sanitari (tutti) del reparto di cardiologia dell’ospedale sopra indicato, perché non interessano se non nella parte in cui i medici e tutto il personale paramedico sono stati bravissimi e attenti alle problematiche del sottoscritto e dei pazienti.

Comunque dopo le dimissioni mi comunicano che ho diritto per 12 mesi a tre visite specialistiche con i cardiologi, rilasciandomi un foglio prenotazioni sottoscritto dal medico che mi aveva dimesso.

Nel primo appuntamento, dopo circa due mesi dalle dimissioni, vengo sottoposto a quello che prevede il protocollo per la tipologia di malattia di cui soffro e mi viene fissato un nuovo appuntamento per l’11 settembre. Ieri mattina vengo contattato dall’unità di emodinamica del predetto ospedale e mi viene comunicato che l’appuntamento era stato spostato al 17 dicembre, cioè sotto Natale e dopo circa tre mesi dal regolare appuntamento, peraltro già fissato il 6 febbraio in occasione della prima visita.

Quindi tutti gli esami ematochimici eseguiti per finalizzare la visita dell’11 settembre non valgono più nulla, se non come dato mio personale, perché li dovrò ripetere a dicembre prima di recarmi alla visita riprogrammata (soldi sprecati della sanità pubblica).

Quando ho ricevuto la telefonata dalla dipendente dell’unità operativa di emodinamica mi trovavo a cavallo di uno scooter e non ho badato alla tempistica, una volta che mi sono fermato, ho ragionato sul tempo ed ho richiamato il numero chiedendo la motivazione di tale spostamento. L’addetta, sicuramente l’infermiera che mi aveva contattato precedentemente mi spiega che per problemi ambulatoriali non potevano rispettare gli appuntamenti, tutti sono stati riprogrammati a tre mesi.

Una spiegazione che non mi ha convinto ed insistendo, sulla circostanza che avevo diritto a 12 mesi di assistenza con tre visite specialistiche vengo a sapere che il professore aveva ridotto le visite a due anziché tre.

Questi erano i problemi ambulatoriali. Una sanità che preferisce far morire i pazienti preferendo far fare le visite intramoenia o addirittura in forma privata e inaugura 10 sale operatorie a Belcolle quando per un semplice holter cardiaco ho atteso la risposta circa 45 giorni.

Nonostante che paghiamo le tasse hanno ridotto la sanità ad un business a discapito del malato.

Massimo Morelli


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7 settembre, 2019

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