Viterbo – “Due strutture sanitarie rischiano di chiudere entro la fine dell’anno”. Un grave danno per il territorio e in consiglio comunale Patrizia Notaristefano (Viterbo 2020) lancia l’allarme.
“Si tratta della Santa Teresa e della Salus – spiega Notaristefano – nonostante gli accessi presso le due strutture siano notevoli, oltre 1400 in collaborazione con Belcolle”.
Il primo gennaio 2020 potrebbero non essere più nelle condizioni di operare, per via degli accreditamenti. Con riflessi negativi anche sul fronte occupazionali.
“C’è grande preoccupazione – continua Notaristefano – in termini occupazionali si parla di 60 – 80 persone”. Senza contare la parte sanitaria e le ripercussioni per l’utenza.
“Si tratta di assistenza primaria – sottolinea Notaristefano – in assenza della quale si andrebbe a pesare su Belcolle in modo gravoso. Lungodegenti, anziani e patologie gravi a volte terminali non troverebbero più le risposte che hanno oggi”.
Tutto dipende dal decreto 70 della regione, ormai datato e che avrà i suoi effetti a partire dal prossimo anno. Al centro, il numero d’accreditamenti.
Quando non si raggiunge il numero previsto, tra le possibilità c’è anche quella di una fusione tra aziende in un unico soggetto giuridico ai fini proprio dell’accreditamento.
“Io – spiega il sindaco Arena chiamato a interessarsi della vicenda – immagino che ci saranno proroghe, non credo che al 31 dicembre si arrivi di punto in bianco alla chiusura.
Di certo, esiste ad esempio una realtà come la Santa Teresa che ha una capacità di 120 posti letto e ne siano accreditati solo venti, un peccato. Servirebbe un intervento della regione.
Abbiamo subito tanti tagli, adesso serve un intervento anche in favore delle strutture”.
Giuseppe Ferlicca
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