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Vignanello - Don Roberto Baglioni pubblica un lungo post sfogo su Facebook con foto dopo l'incursione di vandali in chiesa

Furto di ostie in chiesa, il parroco: “Le usano per le messe nere”

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Don Roberto Baglioni

Don Roberto Baglioni

I danni alla chiesa di Vignanello dopo la profanazione

I danni alla chiesa di Vignanello dopo la profanazione

I danni alla chiesa di Vignanello dopo la profanazione

I danni alla chiesa di Vignanello dopo la profanazione

I danni alla chiesa di Vignanello dopo la profanazione

I danni alla chiesa di Vignanello dopo la profanazione

I danni alla chiesa di Vignanello dopo la profanazione

I danni alla chiesa di Vignanello dopo la profanazione

I danni alla chiesa di Vignanello dopo la profanazione

I danni alla chiesa di Vignanello dopo la profanazione

Vignanello – Furto di ostie in chiesa, il parroco: “Le usano per le messe nere”.

“Gravissimo atto sacrilego, nella festa della Esaltazione della Croce, nei confronti della Eucarestia, avvenuto presumibilmente a notte inoltrata presso la chiesa di San Sebastiano”. Si apre così un lungo post su facebook di don Roberto Baglioni, parroco di Vignanello, che racconta la brutta sorpresa trovata in chiesa sabato 14 settembre.

“Da mio sopralluogo – continua il parroco -, presenti i carabinieri e diversi collaboratori, è purtroppo evidente l’intento profanatorio nei confronti di Gesù Cristo realmente presente nel santissimo Sacramento. Una volta sfondata la porta di ingresso, sono andati dritti al tabernacolo, scardinando e staccando di netto lo sportello, per sottrarre una pisside piena di ostie, la teca contenente anche l’ostia magna utilizzata per l’adorazione. E si sono ben guardati dal disperdere qualche particola”.

Un particolare questo che non è passato inosservato al sacerdote. “Trovandone alcune in terra – dice nel suo sfogo – avremmo potuto pensare a qualche disperato in cerca di oggetti sacri da rivendere! Tutte sottratte e portate chissà dove, per finalità che possiamo benissimo immaginare, e riconducibili direttamente o indirettamente a circoli satanisti. Loro “ci credono” alla presenza di Cristo, in corpo, anima e divinità, ma per dileggiarla nelle messe nere!”.

Insomma secondo il prete il furto non sarebbe stato messo a segno a scopo di lucro, ma con l’intento di profanare.

“Ad avvalorare la ricostruzione – spiega don Roberto – vi è la scoperta che gli altri oggetti mancanti hanno il solo valore di servire tutti per la celebrazione e l’adorazione eucaristica. Se avessero puntato semplicemente a racimolare oggetti da ricettare a scopo di lucro, avrebbero potuto prendere il calice o i moduli dell’amplificazione”.

Un episodio brutto, che lo ha segnato particolarmente e che spera non accada mai più.

“Siamo rimasti tutti sconvolti, abbiamo pianto e pregato – conclude nel suo post di sfogo -. Vigiliamo sulle nostre chiese, vigiliamo sui nostri giovani, accostiamoci noi per primi alla fede, una fede più matura, di reale intimità con il Signore”.


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16 settembre, 2019

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