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Viterbo - I negozianti ieri pomeriggio hanno lanciato una iniziativa per denunciare l'abbandono del quartiere

Lite in via Cairoli e degrado nel centro storico, insegne spente per protesta

di Elisa Cappelli
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Viterbo - Lite in via Cairoli - La protesta dei negozianti

Viterbo – Lite in via Cairoli – La protesta dei negozianti

Viterbo - Lite in via Cairoli - I negozianti protestano spegnendo le luci

Viterbo – Lite in via Cairoli – I negozianti protestano spegnendo le luci

Viterbo - Lite in via Cairoli - I negozianti protestano spegnendo le luci

Viterbo – Lite in via Cairoli – I negozianti protestano spegnendo le luci

Viterbo - Lite in via Cairoli - I negozianti protestano spegnendo le luci

Viterbo – Lite in via Cairoli – I negozianti protestano spegnendo le luci

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Viterbo - Lite in via Cairoli - La protesta dei negozianti

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Viterbo – Lite in via Cairoli – La protesta dei negozianti

Viterbo - Lite in via Cairoli - La protesta dei negozianti

Viterbo – Lite in via Cairoli – La protesta dei negozianti

Viterbo – Lite in via Cairoli e degrado nel centro storico, i negozianti protestano e spengono le insegne.

Dopo la lite finita nel sangue che ha avuto luogo nel pomeriggio di martedì, alcuni negozianti e proprietari di attività della zona non ci stanno e protestano.

Sulle loro vetrine hanno affisso un cartello: “Spegniamo le nostre luci per denunciare il degrado e l’abbandono del nostro quartiere”.

Si sentono esasperati e poco sicuri nella loro città.

Per questo hanno deciso di tenere spente le insegne. Vogliono interventi urgenti per il centro storico, strade più illuminate e meno degrado. Le liti e le risse a San Faustino, via Cairoli e vicoli limitrofi sono sempre più all’ordine del giorno e le persone non si sentono più sicure.

In particolar modo, con l’assenza di un’illuminazione pubblica degna di essere chiamata tale, con zone lasciate anche completamente al buio, percorrere il quartiere a piedi nelle ore serali e di notte diventa ogni giorno meno sicuro.

“Facciamo partire la nostra protesta perché vogliamo maggiori controlli – spiegano alcuni rappresentanti dei negozianti -. Al di là di controllare che gli affitti delle case della zona siano tutti regolari, bisogna vedere nel dettaglio che tipo di persone ci abitano”.

Le luci delle insegne, per il momento, sono state tenute spente ieri pomeriggio, ma non è escluso che la protesta possa continuare anche nei giorni successivi, magari coinvolgendo anche i commercianti di altre zone della città.

Ieri mattina si è riunito in prefettura il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è svolto con tutte le forze dell’ordine e durante la seduta si è parlato anche dell’episodio di martedì pomeriggio.

Dopo la richiesta da parte di Fratelli d’Italia alcuni rappresentati dei negozianti di via Cairoli sono stati convocati per parlare della questione.

Ma una seduta totalmente dedicata al degrado del centro storico e ai fatti accaduti martedì 17 settembre sarà appositamente convocata la settimana prossima. Lo fa sapere il prefetto Giovanni Bruno.

“La prossima settimana – spiega il prefetto – saranno affrontate e puntualizzate le problematiche relative alla zona di San Faustino in modo tale da coinvolgere anche il comune, la polizia locale e le forze dell’ordine, un tavolo tecnico con cui poter coordinare e affrontare il tutto.

Le problematiche sono di varia natura e ognuno deve fare la propria parte – continua il prefetto -. Non deve essere solo un presidio e un monitoraggio, va fatto un controllo strutturale di chi abita lì, in modo tale da fare un punto della situazione reale e controllare una volta per tutte questo quartiere che ogni tanto ha questi eccessi di litigiosità. O in un modo o in un altro accadono degli eventi delittuosi, mi riferisco anche all’omicidio Fedeli. Anche se quell’episodio va visto come a sé stante perché poteva accadere dovunque.

Più enti – sottolinea il prefetto Bruno – devono partecipare per ricostruire la fiducia di negozianti e cittadini e non farli sentire abbandonati. Anche se non lo sono, perché le forze dell’ordine fanno ampiamente il loro mestiere”.

Un modo in cui tutti posso intervenire quando si presentano questo tipo di episodi, si raccomanda il prefetto, è denunciare. Sempre.

“I negozianti se denunciano ci aiutano – spiega Bruno -, più denunciano e più ci danno una mano a tenere in ordine l’area. Anche se non è sufficiente la denuncia fine a se stessa. Perché se ci sono delle vie in cui manca l’illuminazione, il comune deve prodigarsi perché ci sia, non ci deve essere degrado.

Non è solo compito delle forze dell’ordine – conclude -. Non possiamo militarizzare un quartiere, non sarebbe corretto. Va fatto con i dovuti modi e con la partecipazione di tutti”.

Elisa Cappelli


Media: Fotocronaca: Lite in via Cairoli, i negozianti spengono le insegne per protesta

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19 settembre, 2019

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