Viterbo – (g.f.) – Mozione di sfiducia per l’assessore Claudio Ubertini.
Non si placano le polemiche sul responsabile all’Urbanistica, dopo le dichiarazioni in consiglio comunale sulla situazione in centro. Frutto per l’esponente della Lega, di scelte politiche di 30-40 anni fa, che hanno portato allo svuotamento della città dentro le mura, verso nuovi quartiere che sono cresciuti nel tempo.
Considerazioni nell’ultima, rispondendo a Chiara Frontini (Viterbo 2020). Si parlava di sicurezza e decoro. Adesso, la stessa Frontini con i colleghi di gruppo e insieme a Luisa Ciambella (Pd), Giacomo Barelli (Forza Civica), ha presentato una mozione di sfiducia verso Ubertini.
Rivolgendosi al sindaco: “lo impegnano ad adottare tutti gli atti amministrativi conseguenti che si dovessero ritenere necessari per raggiungere una più efficace ed efficiente azione amministrativa, rientrando nelle sue specifiche prerogative la revoca delle deleghe assessorili assegnate”.
Gli esponenti d’opposizione stigmatizzano le parole pronunciate da Ubertini: “trovo grande difficoltàa pensare e a vedere imprenditori locali provenienti anche da altri territori che investono sul nostro centro storico.
Il problema del centro storico è un problema che parte da lontano, è un problema che parte da quarant’anni fa, da trentacinque anni fa, perché se la gente l’abbiamo fatta andare via dal centro storico non ci torna più e non ci torna certo trovando il centro storico in queste condizioni, per cui, sono state fatte delle scelte nel passato probabilmente sbagliate”.
E soprattutto, la replica seguita alle proteste dall’opposizione: “Guardi – ha detto Ubertini rivolto a Frontini – me lo auguro di dare una svolta ma forse lei è molto più ottimista di me. Io non lo sono”. Le frasi sono riportate testualmente nell’ordine del giorno.
Parole che per i consiglieri di minoranza hanno un solo significato: “Si evince chiaramente l’assenza di una qualsiasi intenzione programmatica, a breve o a lungo termine, per il rilancio del centro storico, disattendendo completamente tanto il programma di governo che le linee di mandato, per la gran parte ancora inattuate”.
E poi: “Si evincono chiaramente le intenzioni rinunciatarie dell’assessore nei confronti della riqualificazione del centro storico e altrettanto chiaramente viene esplicitato un atteggiamento fatalista che mal si accorda con le intenzioni esplicitate dallo statuto della città”.
Tutta l’opposizione ha chiesto anche la convocazione di un consiglio comunale straordinario, dedicato al centro storico, problematiche e prospettive: “idee, problemi e soluzioni, per migliorare la vivibilità e rimuovere ogni ostacolo alla sua ripresa sociale, economica e strutturale”.
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