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Viterbo - Dal canile di Grotte Santo Stefano rivelano le condizione in cui è stato trovato il pastore tedesco buttato in una fogna - L'appello: "Se qualcuno lo riconosce, segnali il suo indegno padrone"

“Speranza aveva le zampe legate, era in ipotermia, disidratata e denutrita”

di Raffaele Strocchia
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Viterbo - Spes, il pastore tedesco trovato in una fogna con le zampe legate, al canile

Viterbo – Spes, il pastore tedesco trovato in una fogna con le zampe legate, al canile

Viterbo - Spes, il pastore tedesco trovato in una fogna con le zampe legate

Viterbo – Spes, il pastore tedesco trovato in una fogna con le zampe legate

Viterbo - Spes, il pastore tedesco trovato in una fogna con le zampe legate

Viterbo – Spes, il pastore tedesco trovato in una fogna con le zampe legate

Viterbo - Spes, il pastore tedesco trovato in una fogna con le zampe legate, al canile

Viterbo – Spes, il pastore tedesco trovato in una fogna con le zampe legate, al canile

Viterbo – L’hanno chiamata Spes, come la dea romana della speranza. Ha un anno ed è una femmina, il pastore tedesco buttato in una pozza d’acqua stagnante con le zampe legate con delle fascette di serraggio. L’ha trovata intorno alle 18 di lunedì un passante nelle campagne di Poggio Ansano, nella frazione di Grotte Santo Stefano.

Quelle fascette erano talmente strette che avevano inciso la carne di Spes. E chissà da quanto tempo. La segnalazione ai carabinieri di Grotte è stata immediata, come l’intervento dei veterinari della Asl. Il pastore tedesco, senza microchip, il che non permette di risalire al proprietario, è poi stato affidato al canile sanitario La Quercia Rossa. “I fatti – spiegano dalla struttura di Grotte Santo Stefano – denunciano la malata efferatezza di un abbandono. Il cane era in ipotermia, disidratazione e denutrizione. È stato rinvenuto con le zampe posteriori strettamente legate da fascette di serraggio, che hanno provocato ferite profonde dei tessuti cutanei di ambedue gli arti e particolarmente della zampa posteriore destra. Il pastore tedesco è stato immediatamente ricoverato nel canile sanitario della Asl di Viterbo e immediatamente stabilizzato dal medico veterinario della struttura”.

Spes è stata salvata da morte certa, e da tre giorni viene accudita dai volontari e dai veterinari del canile. “Ad oggi – rassicurano dalla Quercia Rossa – sembra rispondere positivamente alle cure: mangia e beve in autonomia. Nonostante la terribile avventura, si mostra positivamente confortata dalla presenza umana. È comunque costantemente monitorata dal personale e dagli addetti della Asl di Viterbo. Il quadro, dunque, ci indurrebbe a ben sperare. Incrociamo le dita”. Il pastore tedesco non rischierebbe più di perdere le zampe.

Sono stati i suoi soccorritori a volerla chiamare Spes, come la dea romana della speranza. “Speranza – sottolineano dal canile – di una buona e magari buonissima vita d’ora in avanti. Speranza di dissuadere l’uomo a comportamenti efferati. Speranza di essere riconosciuta per quel bravo cane che ha dimostrato di essere, nonostante lo shock dei maltrattamenti subiti. Speranza di allietare senza più paure la prossima famiglia, che stavolta la avrà veramente a cuore”.

Quello nei confronti di Spes è stato un gesto di ignobile, ingiustificata e inspiegabile violenza. “Commentare che tipo di essere umano possa averlo commesso, non raggiunge alcuno scopo – dicono dal canile -. Mentre potrebbe raggiungere il fine di punire il colpevole se qualcuno potesse riconoscere il cane e quindi conoscere il suo indegno padrone”.

I militari della stazione di Grotte Santo Stefano e i carabinieri forestali hanno avviato le indagini per cercare di individuare il responsabile del crudele gesto. È già stato ascoltato chi ha trovato il pastore tedesco e il proprietario del terreno in cui è stato abbandonato. Entrambi avrebbero detto di non aver mai visto prima il cane, dunque non saprebbero chi è il padrone. Le indagini dell’Arma proseguono con l’ascolto di eventuali testimoni e con la visione dei video delle telecamere di sorveglianza che potrebbero trovarsi nella zona.

Raffaele Strocchia


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19 settembre, 2019

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