Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il centro storico è morto, i negozi chiudono, i sampietrini vengono rattoppati con l’asfalto, le facciate crollano, gli affitti al nero prosperano, lo spaccio di stupefacenti è capillare, ma grazie all’ultima lungimirante iniziativa del nostro sindaco ecco la magica soluzione per ristabillire il decoro nel centro storico: da oggi la detestabile usanza di sedersi sulle panchine (quali?) o sui gradini di una chiesa per mangiare, che so, un trancio di pizza innaffiato da una bottiglietta di minerale sarà punibile con una sanzione amministrativa fino a cinquecento euro, cinquanta se si paga subito.
La comunicazione di questa ordinanza (che per ironia della sorte ha carattere, a norma di legge, di esigibilità e urgenza) avvenuta ieri al termine del consiglio comunale ci ha lasciato senza parole e nell’assoluta impossibilità di reagire, visto che le ordinanze non vengono discusse in consiglio ma sono stretta prerogativa del sindaco.
In altre parole, il divieto di panino è tutto frutto della vulcanica mente del nostro primo cittadino.
Ci dissociamo con forza da questa decisione e invitiamo pubblicamente il sindaco Arena a rivedere quest’ordinanza secondo criteri che abbiano un minimo di logica, perché se da una parte può essere condivisibile il divieto di sdraiarsi a terra e dormire nei luoghi pubblici, dall’altra impedire ai singoli cittadini o magari ai turisti di mangiarsi una crocchetta di patate in santa pace seduti sui gradini di una chiesa è un rimedio peggiore del male ed equivale a buttare il bambino con l’acqua sporca, criteri di azione che non solo fanno cattivo l’amministratore ma inducono lecitamente a dubitare se chi amministra sia in possesso dei requisiti per farlo.
Movimento Civico Viterbo Venti Venti
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