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Viterbo - Lo chiede il deputato di Fratelli d'Italia Mauro Rotelli che questa mattina ha denunciato tutti i rischi della tratta, dalla chiusura entro pochi giorni ai problemi di sicurezza - FOTO

“La ferrovia Roma nord va commissariata e tolta dalle mani della capitale…”

di Daniele Camilli
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Viterbo - La conferenza di Fratelli d'Italia sulla Roma nord

Viterbo – La conferenza di Fratelli d’Italia sulla Roma nord

Viterbo - La ferrovia Roma nord

Viterbo – La ferrovia Roma nord

Viterbo - La ferrovia Roma nord

Viterbo – La ferrovia Roma nord

Viterbo - Mauro Rotelli

Viterbo – Mauro Rotelli

Viterbo - Laura Allegrini

Viterbo – Laura Allegrini

Viterbo - Mauro Rotelli, Marco De Carolis e Martina Minchella

Viterbo – Mauro Rotelli, Marco De Carolis e Martina Minchella

Viterbo - Antonio Scardozzi

Viterbo – Antonio Scardozzi

Viterbo – La ferrovia Roma nord rischia di chiudere, non è sicura e nessuno c’ha speso più un euro dal 2011. Non solo, ma in tutti questi anni la Regione Lazio non avrebbe fatto niente.

E’ la denuncia del gruppo consigliare viterbese di Fratelli d’Italia che questa mattina si è riunito davanti alla stazione a nord di Viterbo, tra porta Fiorentina e la Quercia, inaugurata da Benito Mussolini il 28 ottobre 1932, 87 anni fa.

“Nessuna nostalgia per ventennio fascista – ha esordito subito il deputato Maurio Rotelli -, la ferrovia è stata inaugurata in questa data e, proprio da qui in avanti, rischia di chiudere. E, forse, uno dei modi per salvarla è commissariale da parte del governo e toglierla dal controllo del comune di Roma per passarla alla Rete ferroviaria italiana”.

I motivi non mancano. Il primo, una lettera inviata alla Regione Lazio dall’agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie il 14 ottobre scorso. Nella lettera l’agenzia intima alla Regione di intervenire entro quindici giorni e affrontare i problemi di sicurezza relativi al tratto ferroviario. “Qualora per tale tratta – sta scritto nella lettera dell’agenzia letta da Rotelli – non vengano comunicati, entro i tempi indicati, gli elementi richiesti, con la presente nota questa agenzia non avrà elementi per poter ritenere presenti, sulla tratta medesima, le condizioni per l’effettuazione in sicurezza di servizi di trasporto ferroviario. E, pertanto, tali servizi non potranno essere proseguiti”. La lettera è del 14 ottobre e l’agenzia dà quindici giorni a una Regione Lazio “che – come ha ripetuto Rotelli – ha avuto soltanto sette anni di tempo per metterci mano”.

Assieme a Rotelle, questa mattina, anche l’assessore comunale ai lavori pubblici Laura Allegrini, l’assessore alla cultura Marco De Carolis, e i consiglieri Martina Minchella, Gianluca Grancini, Luigi Buzzi e Antonio Scardozzi.

Il secondo problema è la sicurezza della linea che collega Viterbo a Civita Castellana e poi a Roma, piazzale Flaminio. “Abbiamo preparato un’interrogazione parlamentare – ha spiegato Rotelli – che depositerò questa settimana alla Camera dei deputati indirizzata ai ministri dei trasporti, degli interni e degli affari regionali. In questa interrogazione abbiamo fatto tutta una serie di rilevi. La Roma nord non solo non è più oggetto di investimenti, ma dal punto di vista della sicurezza, questa ferrovia funziona ancora con il sistema del cosiddetto doppino telefonico, vale a dire, e siamo nel 2019, con la chiamata tra capo treno e capo stazione per non fare incrociare i treni. Nell’interrogazione evidenziamo tutta una serie di incidenti avvenuti in Italia sulle tratte con chiamata telefonica. Un sistema che rischia di andare incontro all’errore umano. Nell’interrogazione chiediamo infine se sia vero che l’agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie abbia intimato alla Regione Lazio di prendere atto di tutta una serie di interventi da fare altrimenti la Roma nord chiude”.

La Roma nord, costruita a Viterbo più di 80 anni fa si affaccia su viale Trieste, una tra le strade più importanti e prestigiose dal punto di vista urbanistico e architettonico. Lungo la via sono infatti diverse le testimonianze liberty. Inoltre la stazione stessa è un rilevante esempio di architettura razionalista anni ’30.

“Le infrastrutture sono fondamentali per il Paese e il nostro territorio – ha proseguito il deputato di Fratelli d’Italia -. La ferrovia dal 2011 non è stata più finanziata. Colpita dai tagli del governo Monti. E da quel momento in poi non c’è stato più un euro speso né a livello nazionale, né dalla Regione”. 

“Chiediamo infine – ha concluso Rotelli – di valutare il commissariamento della ferrovia da parte del governo e il suo passaggio alla Rete ferroviaria italiana, affinché possa fare tutti gli interventi necessari per garantire la sicurezza della ferrovia. Chiediamo inoltre se non sia il caso di togliere il controllo della ferrovia al comune di Roma”.

Intanto anche il comune di Viterbo si sta muovendo per andare incontro alle esigenze di studenti, che pare, con i ritardi dei treni, perdano fino a 600 ore di lezione, e ai lavoratori che quotidianamente vedono sospese le corse.

“Domani – ha detto l’assessora Allegrini – proporremo un pian. o alternativo con nuove corse e nuovi orari degli autobus, ripristinando delle corse senza aumentare i turni del personale”. 

Daniele Camilli


Fotogallery: La conferenza stampa di Fratelli d’Italia


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28 ottobre, 2019

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