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Viterbo - Le ha presentate questa mattina il presidente Stefano Signori - In conferenza anche Diego Righini dell'associazione Geotermia zero emissioni

Le dieci regole di Confartigianato per tutelare ambiente e territorio

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Viterbo - Stefano Signori firma il manifesto di Confartigianato

Viterbo – Stefano Signori firma il manifesto di Confartigianato

Viterbo - Stefano Signori e Diego Righini

Viterbo – Stefano Signori e Diego Righini

Viterbo - Stefano Signori

Viterbo – Stefano Signori

Viterbo - Stefano Signori

Viterbo – Stefano Signori

Viterbo – Un manifesto per regolare la valutazione dei progetti energetici con un’attenzione particolare alla tutela delle risorse, al risparmio, al riciclo e all’innovazione.

A sottoscriverlo le Confartigianato di tre province confinanti. Viterbo, Terni e Grosseto. Con la possibilità che in futuro entri a far parte dell’accordo anche l’associazione Geotermia zero emissioni presente anch’essa con Diego Righini alla conferenza convocata questa mattina da Confartigianato Viterbo nella sua sede in via Garbini. Ad intervenire, il presidente Stefano Signori.

“Si tratta di regole – ha detto Signori – che specificano comportamenti etici e territoriali che vanno tenuti. Dieci regole sulla base di punti programmatici per l’ambiente resi noti da Greta Thumberg (l’attivista ambientalista promotrice di un vasto movimento internazionale ndr) davanti al Congresso degli Stati Uniti”.

Ecco allora le regole che Confartigianato suggerisce a tutela del territorio e dell’ambiente. “Un manifesto scientifico”, ha detto Signori. “1. Assenza di gas serra emessi per unità di energia (kvvh o Mwh) prodotta (zero nel caso di impianti geotermici a ciclo chiuso). 2. Capacità di produrre energia con uso limitato o nullo di combustibili fossili. 3. Alto livello di efficienza delle trasformazioni dell’energia primaria impiegata per produrre energia elettrica o termica destinata alle utenze. 4. Assenza o quanto meno impiego limitato di altre risorse nella trasformazione come aria acqua in particolare. 5. Possibilità dell’impianto di integrarsi con altre fonti energetiche primarie rinnovabili per rendere disponibile energia alle utenze”.

Il sesto punto del manifesto di Confartigianato riguarda invece l’obiettivo di raggiungere “costi competitivi o tendenzialmente competitivi con l’energia prodotta da fonti fossili. 7. Indipendenza o quanto meno limitata dipendenza della produzione di energia dalle condizioni meteo e stagionali, diurne e notturne, compatibilmente con la disponibilità di accumulatori per uniformare l’offerta di energia verso le utenze. 8. Possibilità di impiego dell’energia residua per usi diretti (riscaldamento serre, abitazioni, impianti sportivi, spa, alimentazione cicli, cicli produttivi ecc.). 9. Limitazione di impatti sull’ambiente: rumore, area di suolo occupata per quantità di energia prodotta nell’anno. Un esempio. Impianti geotermici senza emissioni occupano un’area anche oltre 20 volte inferiore a quella occupata da impianti fotovoltaici a parità di energia annua prodotta. Infine, limitata altezza delle strutture per avere basso impatto visivo degli impianti. 10. Reti di trasporto fluide interrate per evitare un impatto visivo su larga scala e per rendere compatibile la presenza delle strutture con gli impieghi preesistenti del suolo, agricoltura innanzitutto. Dopodiché limitazione di reti elettriche ad alta e altissima tensione fortemente impattanti dal punto di vista visivo sul territorio e con campi elettrici e magnetici ad elevato rischio”.

D’accordo sui contenuti del manifesto anche Diego Righini dell’associazione geotermia zero. E’ anche General manager di Geotermia Italia spa che ha già investito su tre centrali geotermiche da 5 megawatt, a Castel Giorgio, Acquapendente e Latera e punta a lavorare pure sulla zona del lago di Bolsena. “Il territorio della Tuscia – ha detto Righini – è ricco di energia geotermica. E le centrali di oggi sono completamente diverse rispetto a quelle del passato. Non rappresentano in alcun modo un danno per il territorio o per l’ambiente. Per questo siamo interessati anche noi al manifesto di Confartigianato”.

“La sostenibilità del sistema energetico mondiale – spiega infatti il manifesto di Confartigianato – è una responsabilità sociale che abbiamo tutti, ed è soprattutto un modello culturale da diffondere anche tra le imprese associate, un modello che presupponga un cambio di mentalità improntato, oltre ogni condizionamento politico, a ciò che la scienza prescrive al fine di creare un nuovo approccio all’ambiente fondato sulla sfera valoriale prima che su quella cognitiva”.

Daniele Camilli


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9 ottobre, 2019

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