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Viterbo - A San Pellegrino e San Faustino, altrove fino alle 2 - Sottoscritto in comune il patto della notte - Prolungamento concesso solo a determinate condizioni

Locali aperti fino all’una, per deroga ricevuta

di Giuseppe Ferlicca

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Viterbo - Comune - Viene siglato il Patto della notte

Viterbo – Comune – Viene siglato il Patto della notte

Viterbo - Comune - Il sindaco sigla il Patto della notte

Viterbo – Comune – Il sindaco sigla il Patto della notte

Viterbo - Comune - Andrea de Simone (Confartigianato) sigla il Patto della notte

Viterbo – Comune – Andrea de Simone (Confartigianato) sigla il Patto della notte

Viterbo - Comune - Viene siglato il Patto della notte

Viterbo – Comune – Viene siglato il Patto della notte

Viterbo - Comune - Viene siglato il Patto della notte

Viterbo – Comune – Viene siglato il Patto della notte

Viterbo - Comune - Viene siglato il Patto della notte

Viterbo – Comune – Viene siglato il Patto della notte

Viterbo – A San Pellegrino e a San Faustino, locali aperti fino all’una di notte, altrove fino alle 2, ma solo se rispettano il patto della notte. Lo hanno sottoscritto oggi in comune le associazioni di categoria e il sindaco Giovanni Arena.

Altrimenti dal primo ottobre le saracinesche si sarebbero abbassate a mezzanotte. Anzi, è così. Perché l’allungamento è una deroga. Va richiesta.

Dal primo ottobre al 31 maggio, venerdì e sabato si può arrivare fino all’una a patto che ci sia uno o più addetti alla clientela. Dal giovedì alla domenica sarà possibile sempre arrivare all’una, ma occorre presentare la certificazione d’impatto acustico, e purché somministrazione d’alimenti e bevande avvenga solo all’interno del locale.

Poi, dalla mezzanotte all’una, divieto assoluto di stazionare fuori e con l’obbligo di spegnere la musica e tenere le porte chiuse. Per trascorrere in tristezza i sessanta minuti concessi.

Fuori dalla zona fucsia di San Pellegrino e San Faustino, lo stop è all’una e si potrà arrivare fino alle 2. Sempre per deroga ricevuta e alle stesse condizioni delle attività nella parte storica, più qualche altra postilla

No allo stazionamento e alla somministrazione all’esterno dopo l’una, musica spenta da mezzanotte e mezza da ottobre a maggio e all’una da giugno a settembre. E comunque, porte chiuse per garantire la quiete.

Dalle 23 ogni locale dovrà dotarsi di uno o più addetti alla sicurezza. Non persone qualsiasi, ma in possesso di decreto prefettizio.

Oggi a palazzo dei Priori Ascom, Confesercenti, Confimprese, Confartigianato e Cna hanno siglato l’intesa. Con più di un distinguo, ma soprattutto perché in assenza di firma, niente deroghe.

L’impegno è a monitorare e controllare la situazione.

“Ringrazio l’assessora Alessia Mancini – ha detto il sindaco Giovanni Arena – per il tempo dedicato e avere trovato una risposta accolta in modo favorevole dalle associazioni”.

L’amministrazione ha concesso qualcosa in termini di orari rispetto alle prime proposte, ma ha anche chiesto qualcosa: “Uno sforzo – osserva Arena – perché aprano anche la mattina, in un orario da dare un servizio ai turisti che frequentano la città e non dal pomeriggio come magari oggi accade”.

L’obiettivo è rendere più vivibile il centro storico. Patto giusto o sbagliato che sia, andrà a incidere in ogni caso negli investimenti di chi ancora crede nel centro storico. Per questo l’accordo è sperimentale.

“Della durata di un anno – precisa Mancini – ma fra tre mesi verificheremo lo stato dell’arte. Stiamo riaccendendo la città, riportando la sicurezza dentro le mura. L’appello che mi sento di fare è agli avventori, c’è un costume purtroppo dilagante, per questo gli utenti devono aiutare le attività con il loro atteggiamento. È nelle loro mani se Viterbo rimarrà accesa o no”.

Luigia Melaragni (Cna) mette bene in chiaro che vanno monitorate anche le ripercussioni economiche sulle attività, che resteranno aperte un’ora e in alcuni casi anche due in meno: “Vanno tutelate”. E sottolinea come non tutti gli associati siano d’accordo.

Firma con: “responsabilità” Vincenzo Peparello (Confesercenti): “C’è confusione fra atti amministrativi e leggi di pubblica sicurezza, sugli esercenti non vanno fatte gravare incombenze che non competono loro”.

Ci sono le deroghe, sottolinea Andrea De Simone (Confartigianato), ma gli esercenti si devono impegnare su sicurezza e pulizia.

Giancarlo Bandini (Confimprese) spiega come serva anche parlare con la clientela per evitare problemi, mentre Maria Grazia Costantini di Ascom Confcommercio sottolinea che si tratta di una fase sperimentale e spera che non leda l’attività delle imprese.

Insieme a sindaco e assessora, anche i capigruppo Andrea Micci (Lega), Paolo Bianchini (FdI) e i consiglieri Sergio Insogna (Fondazione) e Matteo Achilli (FI).

Hanno parlato per ultimi e quindi sono andati oltre l’orario consentito. Non appena arriverà la deroga, saranno riportate fedelmente le loro fondamentali dichiarazioni.

Giuseppe Ferlicca


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1 ottobre, 2019

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