Viterbo – (g.f.) – Aeroporti, dopo lo stop all’ampliamento per Fiumicino, riprendono quota le ipotesi alternative. Doveva essere Viterbo, ma le altre province non hanno mai rinunciato all’idea di localizzare sul proprio territorio uno scalo low cost. Prima fra tutte Latina. E Viterbo?
Oggi FdI organizza alle 18 da Schenardi un incontro per capire lo stato dell’arte e soprattutto riaccendere i riflettori su un’infrastruttura che per la Tuscia ormai sembrava archiviata, ma che la bocciatura del raddoppio di Fiumicino e il blocco dei voli a Ciampino pare rimettere in gioco.
A Viterbo l’argomento è preso con una buona dose di scetticismo. Effetto dei sogni che poi si sono infranti con il governo Monti che all’epoca ha dirottato l’investimento su Roma.
E mentre Viterbo riflette, Latina si muove. Una mozione presentata dal consigliere Enrico Forte (Pd), approvata dal consiglio regionale, impegna il presidente della giunta regionale, ovvero Nicola Zingaretti, “a verificare la possibilità di individuare l’aeroporto Comani di Latina o altri siti ritenuti idonei presenti anche nel quadrante nord della regione Lazio, come scalo adeguato dove trasferire i voli low cost”.
Dalla torre di controllo segnalano situazione confusa, partita da lontano.
Il piano nazionale degli aeroporti datato 2012, nel Lazio prevedeva gli scali di Fiumicino, Ciampino e Viterbo. Quello della Tuscia, quale terzo scalo, sarebbe dovuto entrare in funzione nel 2019 e ospitare i voli low cost spostati da Ciampino.
Poi l’aeroporto è stato stralciato: “con un tratto di penna”, come riporta la mozione e i 325 milioni di risorse in volo per Fiumicino.
Ma lo stop all’ampliamento dell’aeroporto internazionale di Roma ha rimesso in pista le altre realtà del Lazio. Se il decollo avverrà o si tratterà di un’altra cancellazione, presto per dirlo. Intanto stasera alle 18 da Schenardi magari si capirà qualcosa in più.
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