Viterbo – Luci sulla fontana di piazza delle Erbe, orrende e motivo di scontro nella giunta Arena. Da una parte l’assessora Alessia Mancini (Sviluppo Economico) e dall’altra Laura Allegrini (Lavori Pubblici).
Possibilista la prima, decisamente contraria la seconda. Poi l’obbrobrio che oltraggiava un monumento storico è stato rimosso, ma resta il confronto acceso fra le due esponenti della squadra di Arena. In totale disaccordo.
La polemica sul baldacchino che ingabbiava la fontana stava infuriando e Allegrini con un post aveva parlato di “un’offesa alla nostra cultura e alla nostra storia”. La collega aveva un’idea diversa.
Sono i commercianti che scelgono, non spetta al comune vagliare i progetti e per decidere se l’installazione è bella o brutta: “Vediamo come sono illuminate – scriveva Mancini – e se non sono decorose sicuramente le faremo rimuovere”.
Non c’è stato bisogno d’accenderle, il sindaco Giovanni Arena le ha fatte rimuovere seduta stante.
Fatte salve le buone intenzioni dei commercianti che le avevano scelte, non c’era molto da valutare. Il risultato è stato una fontana ingabbiata e deturpata.
L’unica luce che è stata fatta è su due modi diversi di valutare e tutelare il patrimonio storico della città. Rispondendo a un utente, Mancini è chiara: “Le luminarie sono scelte e pagate da commercianti. Non dal comune, nessuno di noi ha vagliato i progetti. Ripeto, i commercianti hanno scelto e pagato le luminarie, il comune li sostiene ma non sceglie per loro o con loro”.
Quindi il comune non ha interesse a conoscere come monumenti e beni della collettività sono utilizzati. Anarchia. I risultati si sono visti. Allegrini non concorda proprio.
“Ciò che dici – dice Allegrini rivolta a Mancini – vale per le luminarie aeree, ma tutto ciò che si appoggia o (anche contrasta visivamente) su monumenti che hanno vincolo diretto è soggetto ad autorizzazione del comune e della soprintendenza”.
Mancini non è per niente convinta. “Allora vale anche per la carrozza e le renne dentro palazzo dei Priori – ribatte – o la pista di pattinaggio a piazza San Lorenzo. Siamo seri, i problemi della città sono ben altri che la scelta artistica dei commercianti. Vediamo come sono illuminate e se non sono decorose sicuramente le faremo rimuovere”.
C’è chi fa notare come chiunque possa fare qualsiasi cosa infischiandosene di qualsiasi vincolo o decoro. Allegrini è sulla stessa linea. Non se la prende con i commercianti. Non sono loro motivo del contendere.
“Mi risulta che la pista, la slitta e tutto il resto – precisa Allegrini – abbiano superato il vaglio della soprintendenza. Non bisogna giudicare le luminarie solo da accese, ma anche da spente. La fontana risulterà ingabbiata soprattutto di giorno e fino al 7 gennaio.
Validissime quelle luminarie se messe altrove. Come assessore al Centro Storico chiederò ai commercianti ufficialmente d’essere messa al corrente di queste scelte artistiche. Non solo perché in questo caso sarebbe stato corretto dal punto di vista amministrativo, ma perché magari quattro occhi vedono meglio di due”.
Mancini non la vede così. E non si lascia convincere, ma è comunque costretta ad abdicare: “L’installazione non necessita di autorizzazione da parte del comune – è la replica a un altro utente – è stata montata domenica e ieri mattina ho subito chiesto di rimuoverla.
Perché le stesse polemiche furono fatte per l’albero di luci a piazza del Plebiscito che poi una volta acceso riscosse successo.
Non difendo la scelta, anzi, ma dico solo che l’effetto finale, una volta acceso potrebbe essere differente”.
Tutto si riduce al concetto di acceso, spento, bello o brutto. Di dove le luci siano collocate, ma del monumento da salvaguardare poco importa.
A proposito di bello e di brutto, che brutto punto di vista per un amministratore pubblico.
Giuseppe Ferlicca
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