Montalto di Castro – Bagni a spese del comune, condannato a tre anni e due mesi in primo grado per peculato, abuso d’ufficio e falso ideologico il sindaco Sergio Caci (FI). In base alla legge Severino adesso dovrebbe scattare immediatamente la sospensione.
Il processo si è chiuso nel tardo pomeriggio di ieri al tribunale di Civitavecchia, davanti al quale il sindaco di Montalto di Castro è stato giudicato per una vicenda risalente alla fine del 2012, quando fu denunciato dall’attuale segretario del Pd Quinto Mazzoni, che era il costruttore incaricato della ristrutturazione. Al tempo semplice cittadino.
Oltre a Caci erano imputati anche il responsabile dell’ufficio demanio e patrimonio Paolo Rossetti e il concessionario dell’appartamento Andrea Salvati. Anche Rossetti è stato condannato, mentre è stato assolto “per non avere commesso il fatto” Salvati, che è anche responsabile della Lega a Montalto di Castro.
Erano accusati di avere speso 18mila e 150 euro pubblici per ristrutturare due bagni di un appartamento popolare nelle palazzine ex Enel assegnato a Salvati, che secondo l’accusa dovevano essere totalmente a carico del possessore del bene e non del comune.
Secondo il giudice, per giustificare l’uscita di quei soldi, sarebbe stata utilizzata una determina che parlava di altri lavori a Marina di Montalto, necessari dopo l’alluvione del 2012, ovvero la messa in sicurezza di alberi e la pulizia di un parcheggio. Tutto effettivamente realizzato.
In base alla legge Severino, adesso, la pubblica amministrazione è tenuta a sospendere immediatamente il sindaco dall’attività, per un massimo di 18 mesi, durante i quali i reati andrebbero prescritti se si arrivasse alla sentenza d’appello. I legali di Caci, nel frattempo, stanno valutando se ricorrere al tribunale ordinario o al Tar, che in altri casi hanno dato ragione ai ricorrenti bloccando la sospensione.
Nel periodo di sospensione, secondo quanto prevede la legge, il sindaco non sarebbe “computato al fine della verifica del numero legale, né per la determinazione di qualsivoglia quorum o maggioranza qualificata”.
“Come sempre piena fiducia nella magistratura e nessuna facile speculazione politica giustizialista – si legge in una nota di Francesco Corniglia, consigliere comunale del M5s di Montalto di Castro -. Questa è sempre stata la nostra condotta come forza di opposizione. Se c’è stato un illecito è giusto che il sindaco paghi, così come è giusto che difenda la sua innocenza in appello. Come qualsiasi altro cittadino”.
“Le conseguenze politiche di questa condanna sono pesantissime. Ci dovrebbero essere i presupposti per l’applicazione della legge Severino – prosegue Corniglia -. La maggioranza terrá senza il collante Caci o andremo ad elezioni anticipate?Vedremo gli sviluppi già dal prossimo consiglio comunale di venerdì 29 novembre”.
Lo stesso Caci commenta la condanna.
“Rispetto la decisione del tribunale – scrive invece il sindaco Caci in una nota, preannunciando appello contro la sentenza – ma ribadisco con forza e convinzione la mia assoluta innocenza e quella del responsabile del servizio lavori pubblici all’epoca dei fatti”.
“Ritengo abnormi – dice Caci – le accuse mosse nei nostri riguardi e mi amareggia che il tribunale non abbia colto la vera natura della costruzione fatta dagli accusatori e delle loro reali intenzioni. La verità è un’altra e verrà certamente accertata nelle opportune sedi. Aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza per proporre appello. Fare il sindaco oggi non è per niente semplice e si rischia di rispondere di fatti che molto spesso neanche si conoscono. Per questo, se i miei concittadini lo vorranno, continuerò a svolgere il mio servizio politico e sociale con la trasparenza e l’entusiasmo di sempre. Se qualcuno invece pensa di fermarmi o intimorirmi attraverso i tribunali si sbaglia di grosso. Grazie a tutte le persone che mi sono vicine e credono nel mio lavoro: vado avanti a testa alta”.
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