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Viterbo - L'assessore regionale Claudio Di Berardino ieri sera al bistrot di Caffeina - Con lui Sinistra civica, Cisl e Uil

“Cinque nuovi bandi per chi è tagliato fuori dal mondo del lavoro”

di Daniele Camilli

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Viterbo - L'incontro con l'assessore Claudio Di Berardino

Viterbo – L’incontro con l’assessore Claudio Di Berardino

Viterbo - Paola Marchetti

Viterbo – Paola Marchetti

Viterbo - Giancarlo Torricelli

Viterbo – Giancarlo Torricelli

Viterbo - Claudio Di Berardino

Viterbo – Claudio Di Berardino

Viterbo - Giancarlo Turchetti

Viterbo – Giancarlo Turchetti

Viterbo - Fortunato Mannino

Viterbo – Fortunato Mannino

Viterbo – Cinque. Tanti i nuovi bandi che la Regione Lazio ha messo in cantiere da qui all’inizio del prossimo anno. “Perché – come ha detto l’assessore regionale al Lavoro Claudio Di Berardino – la crisi iniziata nel 2008 non è finita. E’ ormai un fatto ciclico. Anzi, si ripresenta di volta in volta sotto altre forme e in maniera ancora più dura. Per questo bisogna attrezzarsi per affrontarla nel migliore dei modi possibili”.

Di Bernardino ieri sera era a Viterbo, al bistrot Caffeina di via Cavour. Per discutere di lavoro che, come ha sottolineato Giancarlo Torricelli di Sinistra civica per la Tuscia, che ha organizzato l’iniziativa, “non fa più parte dell’agenda politica. Soprattutto nel viterbese che, giorno dopo giorno, sta morendo. Per mancanza di strategie e prospettive”. Insomma, quale sviluppo per quale futuro? Oppure, peggio ancora, quale sviluppo se poi la Tuscia non ha più futuro?

Seduti al tavolo, assieme a Di Berardino e Torricelli, c’erano anche i segretari provinciali di Cisl e Uil, rispettivamente Fortunato Mannino e Giancarlo Turchetti, e Paola Marchetti, sempre di Sinistra civica, che ha coordinato l’incontro.

Di Berardino viene anche lui dal sindacato, Cgil per l’esattezza, e i problemi del territorio li conosce bene, così come le dinamiche politiche e sociali che caratterizzano i tempi in corso. Ai quali sembra non esserci soluzione.

“Eppure – ha detto invece l’assessore regionale – un modo c’è. E il modo sono le istituzioni che devono tornare a guidare i processi. Al servizio dei cittadini. Tutti”. Ecco perché, a breve usciranno cinque nuovi bandi. Per sostenere non solo l’economia, come si dice, ma il futuro delle nuove generazioni e di chi, a 40-50 anni, si trova escluso dal mondo del lavoro. “Troppo vecchio – ha sottolineato Torricelli – per essere riassunto, e troppo giovane per andare in pensione”.

“Che cosa può fare la regione di fronte allo scenario economico attuale?”, si chiede Di Berardino. “Certo – risponde – dobbiamo fare innovazione. Ma nel rispetto dei diritti delle persone. E diritti delle persone significa anche i diritti di quei lavoratori che, oggi, non solo sono precari, ma anche invisibili. Dobbiamo poi riformare i centri per l’impiego, facendo in modo che siano veramente il luogo dove la domanda e l’offerta si incontrano”.

I primi passi sono, comunque e sempre, nell’immediato. E immediatamente le risposte sono lasciate ai bandi. Cinque in tutto. E tutti con il sostegno economico della Regione.

“Il primo – spiega l’assessore regionale al lavoro – riguarderà i disabili. L’obiettivo è fare in modo che persone che presentano queste caratteristiche non vengano in alcun modo escluse dal mondo del lavoro. Il secondo bando è un’alternativa al reddito di cittadinanza, che dà soldi ma non dà lavoro. Noi proponiamo il reddito solidale, coinvolgendo le amministrazioni comunali. 

È rivolto a tutti coloro che hanno perso il lavoro e non hanno alcuna protezione sociale. Consentirà a chi non ha nulla di poter essere impiegato dal comune. Pagato dalla Regione Lazio. I comuni dovranno solo garantire l’assicurazione, vale a dire 90 euro al mese. Un bando che si rivolge a tutti coloro che sono tagliati fuori dagli ammortizzatori sociali.

Il terzo bando, previsto a gennaio, è un vero e proprio patto tra generazioni. La nostra risposta a quota 100 che, attualmente prevede l’uscita dal mondo del lavoro per tutti coloro che hanno raggiunto 62 anni di età e 38 di contributi versati. Una scelta che, di fatto, non ha portato a nulla. Con il bando regionale che inaugurerà il prossimo anno, chi è a un paio d’anni dalla pensione formerà il giovane che ne prenderà il posto. La Regione, a sua volta, contribuirà economicamente all’ingresso del ragazzo in azienda”.

“Il quarto bando – ha proseguito Di Berardino – porterà alla definizione di un welfare aziendale anche per le piccole aziende che, grazie al sostegno regionale, potranno garantire questo tipo di supporto ai propri lavoratori. Cosa che, fino ad ora, non accade. Infine, abbiamo in cantiere il passo successivo a Torno subito, il bando in essere ormai da qualche anno, che permette ai giovani di fare esperienza all’estero e portare quanto hanno imparato nella nostra regione al loro ritorno.

Una scelta che finora ha dato la possibilità a 37 ragazzi su 100 che hanno preso parte al bando di trovare un impiego. Per superare questa soglia, abbiamo pensato un nuovo bando che prevede, per coloro che hanno partecipato a Torno subito, di avere a disposizione un bonus per essere assunti in azienda o per sviluppare una propria impresa”.

Scelte che tuttavia cadono su un territorio, come quello della Tuscia, e come hanno ben evidenziato Mannino e Turchetti, dove la disoccupazione giovanile ha abbondantemente superato il 40% e quella generale, al 16, è molto al di sopra di quella nazionale che si attesta al 12%. Un territorio dove le infrastrutture, ad esempio la Orte-Civitavecchia, le ferrovie e le strade, sono al palo. Ferme e in attesa di provvedimenti che non arrivano. E dove la linea ferroviaria Roma nord, nel tratto che va da Viterbo a Catalano, rischia di chiudere.

Un territorio che vede invece l’espandersi a macchia d’olio delle monocolture, quella delle nocciole in primis, del fotovoltaico, del geotermico e, a sud, dell’area metropolitana romana. Quale sviluppo? Per quale futuro?

Daniele Camilli


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6 novembre, 2019

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