Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - La malattia e poi l'incidente sul lavoro: per la ditta troppe assenze - Vittima una quarantenne che si è rivolta alla Cisl: "Ma dove sta l'umanità?"

Malata di cancro si infortuna e l’azienda la licenzia

Condividi la notizia:

L'avvocato Giuseppe Picchiarelli

L’avvocato Giuseppe Picchiarelli

Viterbo – (sil.co.) – Si ammala di cancro ed è costretta a mettersi per oltre sei mesi in malattia per curarsi. Quando rientra presso l’azienda di Viterbo di cui è dipendente, subisce un infortunio sul lavoro ed è costretta a rimettersi in malattia. L’azienda la licenzia per le troppe assenze. 

“Ma l’umanità dove sta? Ho lavorato 20 anni per quella ditta”, dice Celeste (nome di fantasia), una quarantenne viterbese, raccontando cosa le è successo.

Celeste al suo rientro, la primavera scorsa, era stata giudicata parzialmente idonea, vale a dire che poteva riprendere il lavoro, seppure con delle limitazioni, certificate lo scorso 19 maggio, ad esempio non sollevare e movimentare pesi superiori ai cinque chili.

L’azienda non ne avrebbe però tenuto conto, affidandole mansioni per cui sarebbe rimasta vittima, il 19 giugno, di un infortunio, con una prognosi di 30 giorni dei sanitari di Belcolle, prorogata fino al 30 settembre dall’Inail, quindi nuovamente costretta ad assentarsi dal lavoro.

Lo scorso 24 settembre Celeste, paziente oncologica e  vittima di un infortunio sul lavoro, è stata licenziata per superamento del cosiddetto “periodo di comporto”. 

Alla lavoratrice non è rimasto altro da fare che rivolgersi al sindacato, la Cisl, il cui legale, l’avvocato Giuseppe Picchiarelli, ha impugnato ieri il licenziamento.

“Quando sono rientrata, dopo nove interventi chirurgici, mi hanno subito fatta sentire non più all’altezza. Eppure faccio volontariato. Non ho mai smesso, neppure quando ero in chemioterapia e portavo la parrucca. Faccio le camminate con Beatrice onlus. Nonostante la malattia, sono integrata con la società, posso e voglio fare tutto. Non vedevo l’ora di tornare a lavorare. Non ho colpe se ho avuto un infortunio. Non è giusto che mi abbiano licenziata in questa maniera. Ma l’umanità di questa gente dove sta?”, l’amara conclusione di Celeste. 

Spera in un “ravvedimento” dell’azienda il sindacato. “Non possono porsi a carico del lavoratore le conseguenze del pregiudizio da lui subito a causa dell’attività lavorativa espletata- spiega l’avvocato Picchiarelli – nel caso specifico, inoltre, la patologia che ha dato causa all’assenza dal servizio è strettamente connessa ed imputabile alla condotta datoriale e quindi, per tale ragione, non computabile nel periodo di comporto da cui è scaturito il licenziamento”.


Condividi la notizia:
13 novembre, 2019

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/congratulazioni-per-questo-meraviglioso-traguardo-raggiunto/