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Valentano - Il racconto di mamma Lina: "Ma Lucia ha 24 anni è autonoma, va a canto e ballo e al lavoro da sola"

“Mia figlia con sindrome di Down rifiutata da una scuola di teatro”

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Valentano

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Valentano – “Mia figlia con sindrome di Down rifiutata da una scuola di teatro”. Lina Lattanzi non nasconde il suo dispiacere, non se l’aspettava.

Lucia ha 24 anni ed è una ragazza impegnata e con una sua autonomia. “Adesso siamo in palestra – spiega Lina – domani mia figlia andrà a ballo, frequenta pure lezioni di canto in un’altra scuola. Senza aiuto e così come senza aiuto va a lavorare a Montalto di Castro, prendendo il bus”.

Le è sembrato naturale, alla richiesta della figlia, iscriverla al corso di teatro. Invece, come racconta si è trovata di fronte a un rifiuto. Triplice.

“Per tre anni – ricorda Lina Lattanzi – il primo, quando sono andata, sono stati carinissimi. Mi hanno spiegato che essendo ormai novembre ed avendo cominciato a ottobre, sarebbe partita con il piede sbagliato.

Il secondo anno, invece, hanno detto che il gruppo non si era formato. Io non ho detto nulla. Sono sempre andata da sola. Quest’anno, ingenuamente avevo con me Lucia”. Immaginava che sarebbe stata la volta giusta. Invece, si è tristemente avverato il classico non c’è due senza tre. Terzo rifiuto.

“Non siamo attrezzati, mi hanno detto – spiega Lina Lattanzi – ci sono rimasta. Me lo avessero detto da subito che non se la sentivano, così diventa una non accettazione”.

La madre ha provato a spiegare la situazione. “Li ho invitati a chiedere agli insegnanti, mia figlia è integrata, autonoma, ha un buon linguaggio e nessun problema di socializzazione. Invece, no.

È stato un rifiuto che non ho vissuto bene, anche perché Lucia era presente”.

Lina non si spiega il perché. “Va da tre anni a scuola di ballo senza sostegno, è in autonomia”. Non avendo alternative, non le è rimasto che fare buon viso a cattivo gioco.

“Ormai abbiamo imparato, come dice mia figlia. Quindi, abbiamo metabolizzato la cosa. Ho cercato di metterla comunque in positivo. Del resto Lina ha diversi interessi, va a ballo, fa anche saggi al Rivellino”.

Tuttavia, l’esperienza con il teatro non è possibile, almeno per ora. “Io come mamma ero pronta a tutto. Mi è dispiaciuto che in tre anni non le abbiano nemmeno dato uno spiraglio, una possibilità di provare”.

Le spalle sono larghe, ma la vicenda le ha lasciato un po’ di amaro in bocca.

“Tutti si riempiono la bocca con la parola integrazione – conclude Lina Lattanzi – ma la realtà che ci troviamo di fronte a volte è diversa. Ma come mi dice sempre Lucia, noi siamo toste”.


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6 novembre, 2019

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