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Viterbo - La capogruppo Pd Luisa Ciambella fa un appello al sindaco e lo invita a convocare un tavolo politico sulla questione

“Talete, Arena sostenga la gestione pubblica dell’acqua”

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Luisa Ciambella

Luisa Ciambella

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Visto che il servizio idrico dell’Ato 1 (corrispondente alla quasi totalità dei comuni della provincia di Viterbo) è gestito da un soggetto di diritto privato  a capitale totalmente pubblico denominato Talete;

visto che la Talete spa ha da sempre avuto delle criticità gestionali principalmente legate alla debolezza del suo Ato con conseguente servizio inadeguato e costoso per i cittadini e con notevoli e importanti disservizi che generano forti preoccupazione per il futuro;

verificato che nonostante l’installazione dei dearsenificatori, non sempre viene erogata ai Viterbesi acqua priva di arsenico o comunque nei limiti fissati dalla legge;

ritenuto che una riflessione occorre dedicarla ai costi non solo di installazione dei dearsenificatori ma al fatto che non sono stati la soluzione al problema visti i loro costi di manutenzione che risultano essere esorbitanti. Tra l’altro sembra che non si riesca a predisporre delle gare pubbliche da tempo, nonostante il valore economico molto importante, per assegnarne la manutenzione;

visto che la rete idrica gestita da Talete spa ha perdite per oltre il 40% con punte del 50% pari ad un costo annuo di circa 8 milioni di euro;

visto che la commissione Ue ha aperto nei confronti dell’Italia una procedura di infrazione in cui si sottolinea “la sua incapacità di garantire che l’acqua destinata al consumo umano sia conforme alle norme europee”;

considerato che negli ultimi giorni l’arrivo dell’ultimo blocco di bollette inviato sta generando situazioni al limite della civiltà con  file interminabili negli uffici della società, con cittadini che hanno ricevuto degli avvisi di pagamento molto spesso esorbitanti, in molti casi con errori anche grossolani che hanno generato confusione e preoccupazione negli utenti;

visto che da più parti arrivano notizie di una gestione non oculata della stessa società con assunzioni forse inopportune per una società ai minimi termini, acquisti di softwere di cui abbiamo chiesto gli atti per poter verificare costi e opportunità;

considerate inoltre le preoccupanti affermazioni del membro cda Fraticelli durante una audizione dove ha parlato dell’istituzione di una commissione di verifica interna all’azienda per approfondire una serie di aumenti stipendiali che sembrerebbero non giustificati;

considerato che il presidente Bassola ha detto chiaramente sia in quinta commissione che all’assemblea dei soci che si rende necessaria una ricapitalizzazione di oltre 40 milioni di euro con un ultimatum ai sindaci che dovranno esprimersi entro il 30 novembre e che senza di essa lo stesso presenterà le dimissioni da presidente;

che il futuro di Talete è sempre più incerto se si considera tra l’altro il repentino cambio di rotta del sindaco Arena che solo giovedì 14 novembre ha preso le distanze da una linea di gestione e politica tenuta su Talete che aveva condiviso fino a un minuto prima tentando di scaricare le proprie responsabilità di capo dell’amministrazione alla Regione Lazio;

visto che nel 2016 attraverso la presidenza Bonori si era arrivati ad una operazione verità producendo una “Due diligence” sul bilancio della stessa società, e ad un progetto cosiddetto Parca che aveva delineato chiaramente i passaggi da affrontare per le stesse amministrazioni comunali per arrivare a salvare la società e il servizio pubblico dell’acqua da essa garantito;

visto che il Piano di azione per il rilancio competitivo aziendale (Parca) era un piano industriale, elaborato dalla struttura Talete, per il rilancio della società con il raggiungimento di condizioni di equilibrio economico –finanziario,
legate ad obiettivi definiti quali:

-incremento dell’incasso sul fatturato;

– incremento della spesa produttiva;

– aumento del Capitale Sociale;

– erogazione di un finanziamento degli Istituti di Credito;

– mantenimento, da parte del sistema bancario, di adeguati affidamenti destinati a finanziare la gestione corrente;

– efficientamento procedurale / organizzativo.

visto che l’assemblea ordinaria dei soci della Talete spa in data 02.12.2014 ha approvato il Progetto Parca con il Sì del 69 per cento e ha votato no il 31% per cento del capitale presente;

visto che la morosità, nel 2015 ammontava complessivamente ad € 11.136.889,99, che oggi si aggira intorno ai 30 milioni di euro;

acclarato che il progetto Parca è stato accantonato come la “Due diligence” a seguito dell’allontanamento del presidente Bonori da Talete e dal suo incarico in maniera brusca, traumatica e immotivata dalla politica non arrivando mai a capire fino in fondo cosa accadde. Nel 2016 la società si poteva ancora salvare, negli ultimi tre anni la situazione è molto peggiorata, vorremmo capire il perché;

considerato altresì che il presidente Parlato presentò un progetto di ristrutturazione della società che prevedeva, con un aumento delle bollette del 7,5%, lo scorso dicembre 2018, votato convintamente dal sindaco Arena, che fondava le sue ragioni sull’accesso ad un finanziamento di 35 milioni di euro attraverso Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) mai arrivato, in realtà mai chiesto, stando alle parole dell’attuale presidente Bossola che ha spiegato candidamente in quinta commissione che Talete non ha i requisiti per poter accedere a quei fondi;

Si impegna il Sindaco di Viterbo:

a sostenere una gestione pubblica dell’acqua e a farsi parte attiva affinchè la politica si prenda le proprie responsabilità senza scorciatoie o scaricabarile su enti superiori ma chiedendone la collaborazione per ciò che di competenza;

istituire immediatamente un tavolo politico fatto di sindaci e amministratori per affrontare il problema in tempi utili prima che sia troppo tardi incontrando tutte le istituzioni che possono interagire e contribuire a risolvere il problema oltre ad esperti della materia, affrontando una volta per tutte il tema della miscelazione delle acque, il tavolo deve essere operativo;

votare contrariamente in sede di assemblea dei soci, a qualsiasi possibilità di una entrata di un soggetto privato nella società Talete, anche con quote minoritarie ed attivarsi anche presso gli altri comuni, affinché questo non avvenga;

votare contrariamente in sede di assemblea dei soci, anche all’eventualità di cessione da parte della società Talete a soggetti privati di qualsiasi servizio inerente la gestione del servizio idrico;

farsi parte attiva presso la Regione Lazio affinché venga applicata la Legge Regionale 4 aprile 2014 N ^ 5 approvata all’unanimità;

attivarsi presso la Regione Lazio affinché intervenga con contributi dalla fiscalità generale per sostenere il nostro Ato che per conformità territoriale e per la presenza di arsenico è un Ato debole;

attivarsi presso l’Arera o qualsiasi soggetto utile affinché venga erogato in tempi brevissimi e certi il mutuo perequativo di 35 milioni di euro che avrebbe dovuto essere già concesso, dopo l’aumento tariffario effettuato da gennaio 2019, di cui a tutt’oggi non vi è traccia;

attivarsi in ogni sede opportuna e con ogni mezzo affinché la società Talete spa venga trasformata da soggetto di diritto privato a soggetti di diritto pubblico, come da volontà popolare espressa con circa 26 milioni di voti nel referendum del 2011;

attivarsi per capire le ragioni che hanno condotto la società a questi livelli di disservizio e operare al solo fine di garantire un servizio idrico efficiente per i cittadini della Tuscia.

Luisa Ciambella
Capogruppo Pd Comune di Viterbo


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19 novembre, 2019

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