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Battaglia sul Natale - Querela di Filippo Rossi, Andrea Baffo e Giuseppe Berardino nei confronti di Andrea Radanich: "Che fine hanno fatto gli introiti del Christmas Village del 2018?"

“Abbiamo denunciato l’amministratore della Fantaworld per truffa”

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Caffeina Christmas Village

Caffeina Christmas Village

Andrea Radanich

Andrea Radanich

Viterbo –  Truffa e appropriazione indebita. Ma anche false comunicazioni sociali, impedito controllo, illegale ripartizione degli utili, omessa esecuzione di depositi e infedeltà patrimoniale. Sono i reati che Filippo Rossi, Andrea Baffo e Giuseppe Berardino chiedono di vagliare nella denuncia-querela presentata nei confronti di Andrea Radanich, amministratore della Fantaworld srl. “Reati – è scritto nel documento – eventualmente in concorso con altri soggetti e perpetrati in danno dei soci querelanti”. Soci perché Rossi, Baffo e Berardino “sono soci, con un capitale rappresentante il 50%, della Fantaworld srl, il cui amministratore è Andrea Radanich”.

Nella denuncia-querela si chiede anche “l’immediato sequestro di tutta la documentazione contabile della società Fantaworld srl, dalla sua costituzione a oggi e ovunque si trovi: sia presso la sede sociale, sia presso l’amministratore Radanich”. Ma perché? “A oggi – si legge nel documento – non è mai stato presentato il bilancio della società né un prospetto dello stesso”. Nella denuncia-querela si chiede, inoltre, “il sequestro di tutta la documentazione attestante i rapporti fra la Fantaworld e le società riconducibili ad altri soci. Attraverso artifici e raggiri – spiega il documento – non si vuole far conoscere la reale situazione societaria della Fantaworld srl e, in particolare, incassi e utili”.

La denuncia-querela Rossi, Baffo e Berardino l’hanno presentata tramite l’avvocato Giacomo Barelli, attraverso il quale “si riservano anche di costituirsi parte civile per il risarcimento dei danni morali e materiali subiti”. “I miei assistiti – spiega l’avvocato Barelli – stanno chiedendo che fine abbiano fatto gli introiti del Natale 2018 gestiti dall’amministratore della Fantaworld, Radanich. In particolare, si parla di una cifra che si aggira intorno a 169mila euro. Somma che a oggi Rossi, Baffo e Berardino non sanno come sia stata utilizzata e a chi sia stata data. Si presume, attraverso una contabilità presentata con dei fogli volanti, che alcune poste siano state date anche a delle società facenti capo a Radanich e ad altri soci. I miei assistiti vogliono semplicemente sapere dove l’amministratore della Fantaworld ha messo questi soldi. Insomma, dove sono andati a finire? Come sono stati impiegati? Perché li hanno presi, se li hanno presi, delle società che fanno capo alla cordata Radanich? E, sempre se li hanno presi, a che titolo li hanno presi?”.

L’avvocato Barelli prosegue: “Neanche per il Natale 2019 Radanich sta dando informazioni ai soci Rossi, Baffo e Berardino dell’andamento del Viterbo Christmas Village. Oltre a non essere mai stati informati che Fantaworld avrebbe provveduto a organizzarlo. Eppure hanno tutto il diritto di sapere: della Fantaworld sono soci al 50%. E se il Viterbo Christmas Village va bene o va male a loro interessa. Inoltre, prima che il Viterbo Christmas Village iniziasse, ho chiesto a Radanich, tramite pec e per conto dei miei assistiti Rossi, Baffo e Berardino, nonché soci della Fantaworld, di avere il resoconto giornaliero degli incassi della biglietteria. Ma ad oggi nulla è dato sapere”.

Nella denuncia-querela si ricorda che “nel 2016 la Fondazione Caffeina Cultura ha inventato e realizzato a Viterbo, per la prima volta, il Caffeina Christmas Village, avente un suo preciso format poi replicato negli anni 2017 e 2018. Il Caffeina Christmas Village ha ottenuto negli anni grandissimi riconoscimenti e successi, con oltre 200mila visitatori. La stampa e le tv nazionali, compreso il Tg 1 della Rai, si sono occupate dello spettacolo riconoscendogli una grande creatività nonché novità nel panorama nazionale. La manifestazione ha sviluppato un giro d’affari con una media di circa 700mila euro l’anno”.

E ancora: “La Fondazione si è avvalsa dal 2017 di alcune società per la realizzazione dell’evento. In particolare, fino al 2017, della Spazio Eventi srl (di cui è anche socia al 50%) e nel 2018 della Fantaworld srl, di cui i querelanti sono soci al 50% insieme ad altri. Le due società, la Spazio Eventi srl nata nel 2016 e la Fantaworld nel 2018, si occupano entrambe di lavori per manifestazioni ed eventi”. La Spazio Eventi srl è oggi in liquidazione.

Nella denuncia-querela si evidenzia anche che “la Fantaworld srl nasce come prosecuzione dell’attività di Spazio Eventi e alla sua vita è legata. Intanto nella compagine sociale, di fatto la stessa ad eccezione della Fondazione Caffeina, ma soprattutto nella decisione di fondarla e di gestione presa di comune accordo. La Fantaworld, collegata alla Spazio Eventi da soci quasi a specchio, dal 2018 ha incassato e gestito gli attivi delle manifestazioni”.


Presunzione di innocenza – In caso di querela

La querela è semplicemente l’atto, di chi si ritiene persona offesa o pensa di aver rilevato irregolarità, per chiedere l’intervento della magistratura per procedere nei confronti dell’autore di un presunto reato. Si tratta di accuse di parte e tutte da dimostrare, quindi. L’indagato eventuale è tale per un atto dovuto.

Nel sistema penale italiano vige sempre la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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27 dicembre, 2019

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