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Viterbo - Il professore Giuseppe Nascetti dell'Unitus durante il convegno "Acqua bene essenziale": "Se l'inverno sarà freddo fiorirà di nuovo"

“Lago Di Vico, l’alga rossa è di nuovo in agguato”

di Daniele Camilli

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Giuseppe Nascetti

Giuseppe Nascetti

Eugenio Stelliferi

Eugenio Stelliferi

Enrico Panunzi al convegno "Acqua, bene essenziale"

Enrico Panunzi al convegno “Acqua, bene essenziale”

Famiano Crucianelli

Famiano Crucianelli

Viterbo - Il convegno "Acqua, bene essenziale"

Viterbo – Il convegno “Acqua, bene essenziale”

Viterbo – “Se questo inverno farà freddo, l’alga rossa fiorirà di nuovo nel lago Di Vico”. Anche se non è affatto detto che rilasci sostanze tossiche.

Il professor Giuseppe Nascetti dell’università degli studi della Tuscia veste i panni di Cassandra.

Questa mattina, alla sala conferenze di palazzo Gentili in via Saffi a Viterbo dove è in corso l’incontro organizzato dal Biodistretto della Via Armerina e dall’Unitus con il patrocinio della Provincia di Viterbo. Titolo del convegno, “Acqua, bene essenziale”.

Seduti in sala, assieme a Nascetti, ci sono anche Famiano Crucianelli presidente del Biodistretto, il presidente della Provincia Pietro Nocchi, il consigliere regionale Enrico Panunzi, docenti universitari, rappresentanti di comitati territoriali e i sindaci dei territori.

Nello specifico i territori che ruotano attorno ai laghi Di Vico e di Bolsena, attori principali del convegno in corso. Per le loro condizioni di salute.

Tra i sindaci, anche Eugenio Stelliferi, primo cittadino di Caprarola sui monti Cimini dove la nocciola non solo è forte, ma in qualche modo rappresenta la storia agricola e sociale di quelle zone. E qui è arrivata la Ferrero che ha proposto alle aziende delle nocciole un patto d’acciaio di quasi vent’anni. Innanzitutto per estendere la coltivazione delle nocciole. Una coltivazione, soprattutto per i fitofarmaci utilizzati, alla quale il lago Di Vico pare essere piuttosto sensibile.

“Un lago, quello di Vico – ha detto Nascetti – che non è inquinato. Ma è un lago dove a pochi metri di profondità non c’è più ossigeno. Perché un equilibrio ecologico millenario si è modificato radicalmente. Il lago Di Vico è anossico. L’ossigeno comincia a crollare a 16 metri e a 40 non c’è più”.

Giuseppe Nascetti insegna ecologia all’università della Tuscia e gestisce un laboratorio sulle specie ittiche all’interno della riserva naturale delle Saline a Tarquinia. Un lavoro, il suo, che va avanti da 25 anni, formando un’intera generazione di studenti che adesso stanno seguendo percorsi di ricerca in tutta Italia.

“Quali sono gli effetti dell’assenza di ossigeno? – si domanda il professor Nascetti -. La prima, sta scomparendo il coregone. Una risorsa importante per il territorio, anche in termini economici. Il coregone ama acque fresche, è di origine alpina, e ossigenata. Senza ossigeno il coregone scompare”.

Il secondo esempio è invece l’alga rossa. La sua prima fioritura, nel 2009, tinse di rosso parte del lago Di Vico. Buttando fuori delle tossine nocive per la salute umana. Da quel momento in poi l’alga rossa è stata attentamente monitorata sia da Nascetti, sia dal comune di Caprarola.

“Abbiamo creato le condizioni ecologiche – ha spiegato Nascetti – per far fiorire di nuovo l’alga rossa. Se questo inverno sarà freddo l’alga rossa fiorira’ di nuovo. Il rapporto azoto-fosforo ha superato ormai da tempo il livello 10, soglia al di sopra della quale l’alga rossa fiorisce, cioè si moltiplica n volte”.

Una fioritura prevista, secondo Nascetti, tra la fine dell’inverno e l’inizio della prossima primavera.

“L’alga rossa è una pistola che potenzialmente può sparare – ha precisato il sindaco di Caprarola Eugenio Stelliferi a margine del convegno – ma è scarica. Può infatti fiorire, ma non è detto che rilasci cianotossine, sostanze tossiche per l’uomo. Negli ultimi 15 anni, in base al monitoraggio continuo che il comune di Caprarola finanzia tramite l’Istituto superiore di sanita’, non è mai stato riscontrato che l’alga rossa abbia rilasciato sostanze nocive per le persone nel lago Di Vico.

Dal 2011 – prosegue Stelliferi – stiamo portando avanti un’azione di monitoraggio con l’istituto superiore di sanità. Dalle slides del professor Nascetti si vede inoltre, chiaramente, che il processo di eutrofizzazione dal 2013 ha cambiato il trend crescente. Adesso sta migliorando e azoto, potassio e fosforo stanno diminuendo grazie al piano di utilizzazione agricolo di cui ogni azienda è dotata in collaborazione con l’Unitus. E grazie a tutta una serie di interventi del comune che intercettano le acque che durante le piogge si riversano nel lago”.

Daniele Camilli


 Fotogallery: Il convegno “Acqua, bene essenziale”L’intervento di Giuseppe Nascetti


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7 dicembre, 2019

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