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Politica - Il consigliere comunale commenta la decisione del sindaco Sgarbi di nominare suo vice l'ex capo dell'opposizione Di Mauro

Matteo Amori: “Sutri ha ciò che ha l’Italia: un governo non voluto e non votato”

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Matteo Amori

Matteo Amori

Sutri – Riceviamo e pubblichiamo – E alla fine l’hanno fatto. Ma io lo sapevo, da sempre, fin dall’inizio e soltanto chi si è voluto illudere ha volutamente finto di non vedere. Oggi il comune di Sutri, la giunta sutrina, ha un nuovo vicesindaco: Lillo Di Mauro, capogruppo dell’opposizione. Applausi. No, non i miei. 

Del resto una vera e propria opposizione a Sutri non c’è mai stata sin dall’inizio se non pro forma, con risibili schermaglie da copione nei riguardi delle battute “omofobe” del sindaco, per tutto il resto, da subito, Di Mauro è stato il più grande supporter del sindaco. Del resto li accomuna il medesimo afflato poetico per Pasolini ed altri, il che mi fa immaginare che presto oltre a via Pasolini, avremo largo Pasolini, piazza Pasolini, vicolo Pasolini, palazzo Pasolini e villa Pasolini.

Lillo ringrazia sentitamente anche perché finalmente avrà – lo crede lui – i riflettori tanto agognati puntanti su di lui, poeta ed intellettuale sopraffino. 
Prima quindi, soltanto per apparenza, l’opposizione fiancheggiatrice ha timidamente, blandamente, emesso qualche fatuo e flebile disaccordo con la maggioranza, ma ora che il grande passo è stato compiuto, tutto va ben madama la marchesa. Ed ecco che il “brutto anatroccolo” di sinistra è diventato un bellissimo cigno bianco, di destra. O no? No, in realtà è l’esatto contrario. 

I cittadini di Sutri che hanno votato una giunta sgarbiana proprio perché non volevano un governo di sinistra capeggiato da Di Mauro, oggi si ritrovano proprio chi non hanno mai voluto. Sutri ha nel suo piccolo, esattamente ciò che ha l’Italia. Un governo non voluto e non votato. Coloro che hanno perso le elezioni ora comandano. Questa è la democrazia, bellezza! 

Ma procediamo per punti, parecchi ed interessanti.

Lillo Di Mauro sostiene di non aver mai perorato richieste, e ciò è vero, sì, ma non lo ha fatto per i suoi, in quanto per sé ha chiesto – e adesso finalmente ottenuto – la poltrona fino a ieri occupata da Felice Casini. Insomma Lillo voleva essere vicesindaco, oltre che poeta. Adesso è vicesindaco… per la poesia si vedrà. 

Ancora, per lungo tempo il nostro nuovo vicesindaco ha mosso critiche alla passata giunta Cianti, per adesso ritrovarsi a braccetto e toto corde con un 50% della giunta Cianti che attualmente risiede a Villa Savorelli:  i nomi sono inutili, li conosciamo tutti. 

La coerenza, si sa, non è propriamente una delle virtù principesche delle quali sia dotato il nostro buon Lillo Di Mauro, ma se essa andasse congiunta per mere incidenze astrali, a un egocentrismo di proporzioni epocali, a una vanità gargantuesca e all’essere ondivago, sfuggente, ubiquo, mercuriale… molto mercuriale… fluido ed equivocabile ideologicamente, allora signori miei, voilà, le jeux sont fait!  Del resto i risultati delle precedenti consultazioni elettorali sono sotto gli occhi di tutti e non hanno mai premiato il nostro poetico rappresentante della sinistra sutrina tanto accogliente. 

Sutri offre al Paese un curioso e interessante fenomeno, infatti cosa dirà Matteo Salvini della posizione duplice del sindaco Sgarbi che in parlamento appoggia il centrodestra, e accarezza la Lega, e nella propria amministrazione danza un minuetto con la sinistra abbracciandola voluttuosamente in un politico amplesso? Anche qui le meraviglie della coerenza si manifestano, ma noi tutti sappiamo che la politica porta a strani compagni… di viaggio… per parafrasare William Shakespeare. 

Ora che il povero, non più infelice ma felicissimo, Felice Casini è stato esautorato (dopo esser stato brevemente “potenziato” questa estate) chi fungerà da capro espiatorio per ogni cosa? Ah qua sta il bello… vedremo a breve chi sarà il fortunato successore di Casini al quale attribuire ogni colpa, errore, difetto e manchevolezza di una giunta inadatta e inadeguata. Che siano incapaci l’ha sempre detto pubblicamente il sindaco. 

Ciononostante i tre assessori, “fedeli e obbedienti” come li definisce il sindaco, a questo punto immaginano (ma non ne sarei così certo) di essersi garantiti altri 4 anni di emolumenti. Del resto, ricordo che essi sono gli stessi che sono stati (un’ennesima volta) pubblicamente denigrati durante la diretta video da Roma con la presentazione del Christmas Village di Caffeina. Contenti loro, lo sono anche io, che però dignità e rispetto di me stesso le tengo ben strette. 

Ricordo anche, a chi se lo fosse per caso dimenticato, che in giunta c’è un’assessore che si è dichiarata pubblicamente di destra, anzi appartenente a FdI, e che ha votato a favore della cittadinanza onoraria a Mimmo Lucano senza pensarci su due volte. Adesso finalmente, con coerenza, si ritrova in una giunta di centrosinist… sinistra avanti march! 

Comunque la decisione della sostituzione in corsa, roba da far impallidire i meccanici alle gomme di un gran premio di F1, era stata presa da un bel pezzo. Tant’è che il buon Di Mauro s’è ben guardato dall’interpellare la sua base di elettori, sapendo che nessuno di loro sarebbe stato favorevole a questo cambio di bandiera, ma ha ascoltato soltanto i suoi più vicini e stretti sodali, in modo tale da avere soltanto applausi. 

Tant’è vero che adesso, sarà divertente notare, come trovandosi ora in maggioranza, Lillo dovrò dichiararsi favorevole all’inversione del senso di marcia, prima tanto osteggiata a parole e poco nei fatti, quella stessa inversione contro la quale era stata indetta una manifestazione di protesta capeggiata dai mariti e dalle mogli di alcuni consiglieri, allora in opposizione e oggi a fianco della giunta. Coerenza, coerenza, chi era costei? 

Per ciò che mi concerne, si rassegnino coloro che siedono incollati tenacemente a quelle poltrone sutrine, io rimango coerente con ogni mia scelta voluta ed effettuata, prima e da quando sono passato all’opposizione di questa assurda consiliatura, puntellata da chi non è stato voluto, ritenendo essere la mia coerenza appunto, i miei ideali, il mio pensiero e la mia dignità superiori e infinitamente più importanti di qualsiasi carica, poltrona o compenso. 

Vedremo adesso quanto durerà il nuovo e progressista governo dell’antichissima città di Sutri… Vedremo…

PS: In effetti ho deciso di riservare il prosecco per occasioni più meritevoli della prossima fine ingloriosa di questa amministrazione e appena essa terminerà con un tonfo vergognoso, l’unico brindisi che merita, dato il livello, lo farò con un bicchiere di Tavernello e forse è anche troppo.

Matteo Amori


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4 dicembre, 2019

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