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Viterbo - L'assessore regionale al lavoro Claudio Di Berardino presenta la normativa regionale contro lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura

“Serve una legge contro il caporalato capace di coinvolgere tutti i settori lavorativi”

di Daniele Camilli
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Viterbo - La presentazione della legge regionale contro il caporalato

Viterbo – La presentazione della legge regionale contro il caporalato

Viterbo - Daniele Ognibene, Alessandra Troncarelli e Giovanni Arena

Viterbo – Daniele Ognibene, Alessandra Troncarelli e Giovanni Arena

Viterbo - Il sindaco Giovanni Arena

Viterbo – Il sindaco Giovanni Arena

Viterbo - Stefano Ubertini

Viterbo – Stefano Ubertini

Viterbo - L'assessore Claudio Di Berardino

Viterbo – L’assessore Claudio Di Berardino

Viterbo - Enrica Onorati, Daniele Ognibene e Alessandra Troncarelli

Viterbo – Enrica Onorati, Daniele Ognibene e Alessandra Troncarelli

Viterbo - Domenico Merlani e Claudio Di Berardino

Viterbo – Domenico Merlani e Claudio Di Berardino

Viterbo – Claudio Di Berardino porta a Viterbo la legge contro il caporalato in agricoltura e rilancia. Oggi pomeriggio la presentazione in aula magna dell’università degli studi della Tuscia delle disposizioni per contrastare il fenomeno del lavoro irregolare e dello sfruttamento dei lavoratori in agricoltura. Legge regionale numero 18 del 14 agosto 2019.

“Ma questa da sola non basta – ha detto subito l’assessore Di Berardino -, perché il caporalato non è confinato solo in agricoltura, ma è presente anche nella logistica, nell’edilizia e nel commercio. Così come in molti altri settori. Serve una legge intersettoriale di contrasto al caporalato. Una legge coinvolga tutte le categorie di lavoratori. Se facciamo questa legge, potremmo essere da stimolo anche per il governo nazionale”. Perché sarebbe la prima legge del genere in assoluto.

Al tavolo della presidenza, assieme a Di Berardino, ci sono anche il nuovo rettore dell’Unitus Stefano Ubertini, l’ex rettore, che ha moderato l’incontro, Alessandro Ruggieri, Alessandra Troncarelli, assessora regionale alle politiche sociale, l’assessora regionale all’agricoltura Enrica Onorati, il sindaco di Viterbo Giovanni Arena e il consigliere alla Pisana Daniele Ognibene.

In sala, purtroppo, pochissime persone. Ci sono i rappresentanti delle segreterie confederali di Cisl, Fortunato Mannino, e Uil, Giancarlo Turchetti. I rappresentanti delle categorie agricole sindacali, Massimiliano Venanzi della Fli Cgil, Claudio Tomarelli della Fai Cisl e Antonio Biagioli della Uila. C’è anche la rete contro il caporalato, formata dai sindacati, dall’Usb, dalla Casa dei diritti sociali della Tuscia, dalla Caritas e dall’Arci. Tra il pubblico anche il presidente della Camera di commercio di Viterbo Domenico Merlani.

“Questo incontro è un appello ai lavoratori e ai datori di lavoro – ha detto Onorati – affinché la legge contro il caporalato approvata ad agosto sia applicata rigorosamente in tutti i territori”. L’assessora annuncia anche il prossimo bando del Programma di sviluppo rurale (Psr), dedicato alle aziende agricole, premierà le imprese che fanno parte della Rete lavoro agricolo di qualità.

“Il caporalato – ha sottolineato invece Arena – è un fenonemo che abbiamo dovuto subire anche nella nostra provincia. Ed è un’umiliazione per i lavoratori. Le istituzioni possono fare un’azione di prevenzione. Ma servono comunque leggi penali adeguate per chi si macchia di questi reati infamanti. Serve una legge più incisiva per interrompere questo fenomeno”.

“Viterbo – ha esordito Di Berardino – è la seconda realtà agricola del Lazio. Ed è la prima provincia per numero di aziende con un titolare che ha meno di 40 anni. Quindi una realtà in forte trasformazione dove il fenomeno del caporalato non è ammissibile in nessun modo e va contrastato frontalmente”.

La legge è stata anticipata da un protocollo d’intesa siglato nel mese di gennaio di quest’anno. Sperimentato poi in provincia di Latina, secondo le cronache la più esposta al caporalato. Sperimentazione che si concluderà a dicembre. Poi col prossimo anno la presentazione dei dati da parte della Regione. 

“Si tratta di un protocollo, prima – ha detto Di Berardino – e di una legge poi, concertati coinvolgendo le parti sociali e le amministrazioni comunali. Una legge che non è contro qualcuno ma in favore di un’agricoltura di qualità che rispetta i diritti dei lavoratori”.

La legge contro il caporalato in agricoltura prevede interventi sui trasporti pubblici, i centri per l’impiego, centri polifunzionale per accompagnare i braccianti lungo i percorsi della burocrazia e un’osservatorio regionale capace di raccogliere e analizzare i dati riguardanti il fenomeno.

“L’abuso lavorativo – ha spiegato Troncarelli nel suo intervento – si intreccia in modo inesorabile con la tratta. La Regione Lazio è impegnata da anni nel contrasto di questo fenomeno. Nel 2016 l’assessorato alle politiche sociali ha ottenuto un finanziamento di 1.750.264 euro, poi riconfermato nel 2017, e salito a 1.865.000 euro quest’anno per attivare la ‘Rete antitratta Lazio 3’. Dall’avvio del progetto a oggi sono state accolte nelle strutture 213 persone, di cui 20 uomini per grave sfruttamento lavorativo. L’utenza contattata ammonta a oltre 7500 persone, di cui 3000 per sfruttamento lavorativo”.

Daniele Camilli 


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5 dicembre, 2019

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