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Estorsione e usura - Il procuratore capo Paolo Auriemma sull'operazione della squadra mobile

“Gli arrestati incutevano estremo timore nelle vittime, particolare è la loro attitudine criminale”

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Il procuratore capo Paolo Auriemma

Il procuratore capo Paolo Auriemma

Viterbo – Duplice arresto per estorsione e usura.

Nella mattinata odierna, su disposizione della procura di Viterbo, la squadra mobile della questura di Viterbo ha proceduto all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Viterbo nei confronti di due cittadini residenti nella Tuscia: per il più anziano dei due, di 55 anni, è scattata la custodia in carcere, mentre il più giovane, 38 anni, è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

“I due – spiega in una nota il procuratore capo Paolo Auriemma – sono entrambi indagati per i reati di usura ed estorsione continuate in concorso. Nonché, il primo, anche per esercizio abusivo del credito, e il secondo per detenzione di stupefacente ai fini di spaccio.

Si è arrivati – continua Auriemma – all’esecuzione delle predette misure all’esito di una lunga e accurata attività di indagine, coordinata dalla procura della repubblica di Viterbo e portata avanti con notevole professionalità ed efficacia dal personale della squadra mobile della questura di Viterbo che ha un compendio probatorio particolarmente significativo sotto il profilo narrativo e documentale.

L’attività illecita ipotizzata – prosegue il procuratore capo – coinvolge una quantità di vittime facenti parte del tessuto economico-produttivo locale e non si esclude il coinvolgimento di ulteriori persone offese. L’importo delle somme oggetto dei reati contestati appare particolarmente significativo, superando la somma di 200mila euro”.

E ancora Auriemma nella nota: “Anche le attività estorsive (compite con modalità tali da incutere estremo timore nelle vittime, ridotte in condizioni di terrore e di prostrazione psicologica) appiano segno evidente della particolare attitudine criminale degli indagati.

All’atto della perquisizione – continua il procuratore capo – compiuta nella proprietà immobiliare del soggetto destinatario dell’ordinanza di custodia in carcere, si è proceduto all’individuazione e al contestuale sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di 10mila euro contanti, più 5 orologi di notevole valore commerciale, beni occultati all’interno della proprietà dell’indagato.  

L’attività degli inquirenti – conclude Auriemma – non si ferma all’esecuzione delle misure in argomento, ma procede con specifico focus sullo stato patrimoniale dei personaggi a vario titolo coinvolti nella vicenda e sulla presenza di ulteriori vittime di reati analoghi a quelli ipotizzati”.


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9 gennaio, 2020

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