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Viterbo - Mammagialla - La segreteria provinciale commenta il rapporto e si dice fiduciosa nella magistratura: "Se ci sono prove perché non sono partiti dei procedimenti penali?"

Sappe: “Dal Cpt ‘una sentenza’ superficiale e priva di contraddittorio”

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Viterbo - Il carcere Mammagialla

Viterbo – Il carcere Mammagialla

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Non ci stiamo a questo gioco al massacro. Qui l’unica vittima è il corpo di polizia penitenziaria che nessuno sta difendendo. Da mesi ormai è in atto un vero e proprio linciaggio mediatico e nessuno fa nulla per arginare ciò.

Noi del Sappe, sino ad ora non abbiamo mai replicato perché secondo il nostro avviso la magistratura sta facendo il proprio lavoro e non va disturbata. Però questo vespaio creato ad arte toglie solo la serenità a chi cerca di lavorare in modo professionale e trasparente.

Il Cpt che arriva e senza contraddittorio, con elementi per lo più suggestivi e soggettivi elabora ad una propria “sentenza” lascia il tempo che trova. Sulla base di quali elementi certi e comprovati giunge a una conclusione? Esiste per tutti la presunzione di innocenza, per la polizia penitenziaria no? Strano.

Proprio da un organo che dovrebbe garantire i diritti dei cittadini, garantista e attento alle istanze, promana una “sentenza” frettolosa, superficiale e soprattutto priva di contraddittorio. Audi alteram partem, ascoltare, è uno dei principi fondamentali proprio del manifesto europeo. Un organo della UE che in rapidissima e unilaterale interpretazione arriva a sputare “sentenza”.

Il documento, le raccomandazioni, contenendo fatti da verificare andrebbero prima gestiti in altro modo e non buttati in pasto al primo detrattore. Ricordiamo che se dovessimo dare per certo tutto ciò che si sente all’interno di un istituto penitenziario, la prima cosa che dovremmo affrontare è che il 90% dei detenuti si dichiara innocente.

Si è posto mai il problema che c’è il rischio, da quando è in atto questa campagna dell’odio, che vi è un’escalation di situazioni, da parte di alcuni detenuti, che sono finte e create ad arte solo per ottenere un trasferimento? Della serie ormai è una moda dichiarare “mi hanno maltrattato” per perseguire i propri fini. Però questo non interessa a nessuno.

Altro aspetto crudo vede la stampa che con filtri solo “a carico” estrapola parole a sensazione e le butta in pasto all’opinione pubblica. L’articolo apparso con titolone cubitale circa gli abusi “comprovati” dal Cpt è una prova chiara che c’è verso l’istituto viterbese una vera e propria “macchina del fango”.

Alluci bruciati! Non pensiamo esista certificazione medica, prova oggettiva o riscontro documentale. Solo la denuncia farneticante di un detenuto recidivo alle denunce fantomatiche. Vi pare che un fatto di tale gravità non sarebbe stato perseguitato dalla magistratura? Undici detenuti che entrano in una stanza detentiva massacrano di botte un detenuto e anche qui la magistratura non fa nulla! Nessuna prova documentale. Nessuno straccio di certificato. Tutti impazziti. Medici, agenti, direttore, comandante e soprattutto magistratura. Che sia un disegno? Guarda caso da dichiarazioni del medesimo detenuto.

Ma come è possibile diffondere notizie simili senza aver prima affrontato un contraddittorio. Si può capire il lavoro del Cpt (e anche qui avremmo delle domande perché veramente, chi del settore, può capire la superficialità con cui si è arrivati a tale conclusione) ma non si capisce come istituzioni, associazioni e personaggi pubblici, possano infamare cosi un’istituzione come quella del corpo di polizia penitenziaria.

Con la scusa di difendere, con questo atteggiamento, il corpo si butta fango senza diritto di replica. Nessuno parla delle centinaia di vite salvate da quando l’istituto è aperto. Nessuno parla dei progetti andati a buon fine e che hanno e vedono impiegati numerosi detenuti. Nessuno parla dei rapporti umani che spesso si instaurano tra personale e detenuti. Nessuno parla di quanto è ridotto a brandelli il reparto di polizia penitenziaria. 

Per carità con questo non vogliamo dire che nell’istituto vada tutto bene, ci sono situazioni che denunciamo anche noi da tantissimo tempo, situazioni che vanno approfondite nei luoghi debiti e la magistratura deve fare con serenità il proprio lavoro. Ma anche noi poliziotti penitenziari dobbiamo svolgere il nostro lavoro con serenità e questa non è la strada giusta.

Anche in consiglio comunale straordinario chiedemmo “serenità” ma probabilmente questo non è possibile. Qualcuno non vuole che ci sia serenità. Alcuni soggetti hanno a cuore, con la scusa della difesa di un diritto, che le cose non siano serene. Perché non fidarsi (e affidarsi) della magistratura? Perché non attendere serenamente l’azione delle autorità preposte e continuare ad alzare il polverone? Ad orologeria, ad arte escono e “ri”escono notizie già diffuse e conosciute. 

Noi del Sappe confidiamo e ci fidiamo ciecamente della magistratura ma soprattutto sappiamo che possiamo contare su colleghi con alto senso del dovere e attaccamento al corpo rispettosi dei diritti fondamentali delle persone. 

Sappe
Segreteria provinciale di Viterbo 


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22 gennaio, 2020

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