Tusciaweb-150x200-luglio-20-b

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Comune - I consiglieri sospesi fino al 31 dicembre verso la domanda di riammissione nel gruppo consiliare

Serra: “Pronti a rientrare nel Pd”

Condividi la notizia:

Luisa Ciambella e Francesco Serra

Luisa Ciambella e Francesco Serra

Viterbo – Alla ricerca dell’unità perduta. 

Francesco Serra è pronto a rientrare nel gruppo Pd in consiglio comunale e a portare in dote due consigliere. Se il partito accetterà. 

Dopo la sospensione seguita alla frattura delle amministrative 2018, che lo aveva visto scendere in campo con una sua lista concorrente al Pd di Luisa Ciambella, Serra e i suoi vogliono mettere da parte le divisioni. Anche perché il periodo di sospensione è finito il 31 dicembre. Anno nuovo e magari vita nuova per i dem viterbesi. 

“Faremo domanda di riammissione nel gruppo – dice Serra -. Credo ci siano le condizioni. Non ho difficoltà a superare le fratture. Converrebbe a tutti: sarebbe interesse del partito, ma anche della città. Il Pd, con noi dentro, diventerebbe il più grande gruppo della minoranza”.

Cinque componenti anziché i due attuali, Ciambella e Ricci. Nel gruppo Pd, qualora ci fosse il nulla osta, entrerebbero anche Patrizia Frittelli e Lina Delle Monache, attualmente nella lista di Serra. La sospensione, disposta all’epoca dalla commissione di garanzia dell’unione regionale Pd su input di Martina Minchella, riguardò Serra e Frittelli, ma anche Enrico Panunzi e Alessandro Mazzoli. “Eravamo ‘colpevoli’ di aver appoggiato la lista di Serra – dice Panunzi -. Ci furono due provvedimenti separati, uno per me e Mazzoli, che durava due mesi, l’altro per Serra e Frittelli. Ma è una storia che ho dimenticato, come si tende a dimenticare tutte quelle cose un po’ tristi e penose che ti capitano nella vita… è acqua passata e si va avanti. Se possibile insieme, dato che il Pd ha bisogno di unità”.

Né a Panunzi né a Serra è sfuggita l’aria di novità che Nicola Zingaretti vuole far respirare al partito. Il segretario detta la linea dalle colonne di Repubblica: “Dobbiamo rivolgerci però alle persone, e non alla politica ‘organizzata’ – ha detto ieri il numero uno dei Dem intervistato da Repubblica -. Dobbiamo aprirci alla società e ai movimenti che stanno riempiendo le piazze in queste settimane. Non voglio lanciare un’opa sulle sardine, rispetto la loro autonomia: ma voglio offrire un approdo a chi non ce l’ha“.

Parola d’ordine apertura, quindi. E Serra condivide. “Guardiamo con interesse agli sviluppi del partito a livello nazionale – spiega -. Se c’è un rassemblement che mi convince, come quello che Zingaretti può mettere in campo, non vedo perché dovrei avere problemi io a mettere da parte le divisioni. La sospensione era un atto obbligato, ma i risultati delle comunali sono stati palesi: se una lista con un proprio simbolo prende più del Pd è un dato politico che parla. E che deve far interrogare innanzitutto il Pd su cosa si è sbagliato”. Alle amministrative 2018 Serra prese il 10,95% contro il 10,89% del Pd: venti voti di scarto. 

Per ora la domanda di riammissione non è ancora cosa fatta. “Non ci corre dietro nessuno – dice Serra -. Ricci mi pare non avrebbe difficoltà ad accettarci, ma bisogna sentire che dice la capogruppo”. L’ultima parola è sua su un’eventuale riconciliazione. Ma basterebbe per superare davvero le ataviche divisioni in correnti e lavorare uniti? “Confido nell’intelligenza di tutti – conclude Serra -. Soprattutto per il futuro”.


Condividi la notizia:
12 gennaio, 2020

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR