Orte – (a.c.) – Vestiti, scarpe, materassi, libri, bottiglie, calcinacci, plastica, passeggini, mobili, pneumatici, grossi sacchi neri e persino la carcassa di una macchina schiacciata dalle pile di mattoni abbandonati. È una vera e propria discarica a cielo aperto quella che sorge rigogliosa a Orte Scalo, lungo la strada che costeggia l’ex fornace, tra via Marzabotto e la provinciale 150.
L’immondizia sta lì da mesi e col passare dei giorni, naturalmente, cresce. Già da diverso tempo i cittadini hanno denunciato l’esistenza del sito, anche attraverso foto e post su Facebook, ma per il momento tutto rimane com’è. Anzi, peggiora di giorno in giorno.
A quanto pare, il nodo da sciogliere prima di procedere alla bonifica dell’area è capire se la competenza (e quindi l’importo dell’intervento) sia a carico della società proprietaria dell’ex fornace, fallita nel 2010, o del comune di Orte.
Un luogo, la vecchia fabbrica di mattoni, che coi rifiuti ha una storia davvero infelice. Poche decine di metri sopra alla strada dove sorge la discarica, all’interno dell’ex sito produttivo, sono interrate tonnellate di fanghi tossici di cui ancora non si capisce come procedere allo smaltimento, tanto che l’assessora all’Ambiente Mariastella Fuselli ha chiesto l’aiuto del ministero per trovare i fondi necessari.
Adesso, a completare l’opera, il bello spettacolo dei sacchi abbandonati tra i laterizi. Proprio un bel posticino per andare a fare una passeggiata all’aria aperta.
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