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Viterbo - Ieri mattina un blitz dell'Anpi di Enrico Mezzetti e Pierluigi Ortu per chiedere al sindaco Giovanni Arena di ripristinare l'insegna col nome del partigiano, artigiano e antifascista all'ingresso del Poggino

“Duilio Mainella, una vergogna che la targa sia scomparsa e nessuno l’abbia più rimessa al suo posto”

di Daniele Camilli
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Viterbo – Duilio Mainella. Artigiano. Partigiano. Antifascista. La targa della via che lo ricorda è scomparsa. Tre anni fa. Nessuno l’ha più rimessa a posto. Ieri mattina c’ha pensato l’Anpi, Enrico Mezzetti e Pierluigi Ortu. Con nome e cognome. La bandiera tricolore, le medaglie. Il ricordo. Memoria, visione, attesa. E la speranza che il comune di Viterbo faccia qualcosa. Per non dimenticare. 

1895, la data di nascita. 1972, quella di morte. In mezzo due guerre mondiali, il fascismo, la Repubblica. La democrazia. La lotta per la libertà. Contro l’oppressione nazista. Per un mondo migliore, che alla fine è arrivato. E per il quale si combatte ancora.


Viterbo - L'azione dell'Anpi in ricordo di Duilio Mainella

Viterbo – L’azione dell’Anpi in ricordo di Duilio Mainella


Tre anni fa. La targa che ricorda il nome di Duilio Mainella non c’è più. Scomparsa nel nulla. Il sindaco Leonardo Michelini non se ne è accorto. Quello d’oggi, Giovanni Arena, è chiamato in causa. Va rimessa. Per il bene di tutti. Quello della città. 

“Siamo onorati – ha detto il presidente dell’associazione nazionale partigiani Enrico Mezzetti – perché riteniamo importante che una città ricordi i suoi uomini più illustri. E sicuramente Duilio Mainella rientra in questo pantheon. Un insegnamento di coerenza e di valori incarnati dalla nostra costituzione. E tutta la sua storia lo testimonia. La targa è sparita. E il fatto che l’amministrazione non si preoccupi ci sembra una mancanza molto grave. Il sindaco dovrebbe correre ai ripari e ridare il giusto valore e significato a questa figura illustre. E voglio fare affidamento sulla sensibilità Arena per risarcire un danno che è stato provocato”.


Viterbo - I familiari di Duilio Mainella

Viterbo – I familiari di Duilio Mainella


Ieri mattina, lungo la Cassia nord che da Viterbo porta a Montefiascone c’erano tutti. Mezzetti e il vice dell’Anpi, Pierluigi Ortu. I familiari di Mainella. I nipoti Albertario e Roberto. La via è dedicata al nonno. L’ingresso è quello del Poggino che Mainella, artigiano, ha contribuito a dar vita.


Viterbo - L'azione dell'Anpi in ricordo di Duilio Mainella

Viterbo – L’azione dell’Anpi in ricordo di Duilio Mainella


“Una persona – ha detto Albertario Mainella – che ha speso tutta una vita al servizio della città. Mio nonno era uno scalpellino viterbese. Non aveva nemici, ma avversari politici che lo rispettavano. Finita la guerra si mise davanti al plotone di esecuzione per fermare la fucilazione di un gerarca fascista, dicendo: ‘fino a ieri abbiamo combattuto questo sistema. Oggi non possiamo essere come loro’. E gli salvò la vita. Poi i figli di questa persona vennero spesso trovarlo. Come cittadino viterbese sono costernato vedendo che questa targa non è stata ancora rimessa”.


Viterbo - Enrico Mezzetti

Viterbo – Enrico Mezzetti


Cassia nord. Le macchine vanno e vengono. La frenesia dell’epoca. Volante a sinistra, a destra il cellulare. Qualcuno alza lo sguardo. L’assembramento è insolito. Mainella era un repubblicano. Arrestato nel ’41. Per disfattismo politico. Personaggio fondamentale per la cultura democratica. Come Mariano Buratti, assassinato da nazisti e fascisti a Forte Bravetta, Roma, gennaio 1944. Oppure il tipografo anarchico Sauro Sorbini che volle che il classico, il liceo, fosse dedicato a Buratti, non più a Umberto I, il re assassino che alla fine dell’ottocento ordinò l’eccidio d’operai a Milano. A firma d’un altro criminale. Bava Beccaris. C’ha pensato poi l’anarchico Bresci. A fare giustizia.


Viterbo - Albertario e Roberto Mainella

Viterbo – Albertario e Roberto Mainella


“Mio nonno ha dato la vita per Viterbo – ha chiarito Roberto Mainella – E sono amareggiato. Si danno targhe a destra a sinistra. Mio nonno ha combattuto per la propria città e i suoi cittadini”.


Viterbo - Via Duilio Mainella

Viterbo – Via Duilio Mainella


Più di mille morti a Viterbo, durante la guerra. Medaglia d’argento al valore civile. Dodici ebrei deportati. Soltanto uno è tornato. Mainella non è stato complice. Mainella è stato un partigiano. Parte d’un mondo che, come scrisse Antonio Gramsci, senza nemmeno conoscere la guerra, ma il carcere sì e la morte pure, ha voluto fare a meno dell’indifferenza. Perché è in questa che un uomo vero, muore davvero.

Mainella è stato questo. Un uomo vero. E la targa che ancora non c’è, è uno scandalo. Sotto gli occhi di tutti.


Viterbo - Sergio Pollastrelli

Viterbo – Sergio Pollastrelli


“Mainella – ha esordito Sergio Pollastrelli, ex senatore, anche lui, ieri, presente – era il presidente dell’associazione degli artigiani. Aveva la grande forza morale di dire la verità. Abbiamo fatto tante battaglie. Il Poggino esiste grazie all’iniziativa di Mainella e della Cna. Unitariamente. Insieme abbiamo realizzato una zona artigiana a Viterbo e siamo riusciti a vincere questa battaglia. Una realtà che dà occupazione alla città e all’economia provinciale. E’ indecente che la via di accesso alla zona artigiana dedicata a questo personaggio antifascista non abbia più la targa che gli è stata intestata. Una vergogna”.


Viterbo - L'azione dell'Anpi in ricordo di Duilio Mainella

Viterbo – L’azione dell’Anpi in ricordo di Duilio Mainella


Lì accanto c’è un monumento. Ricorda altri caduti. Francesi. 172 soldati. Morti per la libertà. Una fossa comune. Mezzetti, Ortu, Pollastrelli, la famiglia Mainella. Un’azione partigiana. Mattina. Fermi. Decisi. Portano con loro un cartone, che poi tolgono. Il tempo di una foto. Un omaggio, una richiesta. Duilio Mainella. Artigiano, partigiano, antifascista. La mettono lì. Dove dovrebbe stare. Per protesta. Per dire al sindaco Arena di ridarle il posto che merita. Sicuri d’essere ascoltati. A 75 anni dalla Liberazione. Per non dimenticare. Tantomeno arrendersi.


Viterbo - L'azione dell'Anpi in ricordo di Duilio Mainella

Viterbo – L’azione dell’Anpi in ricordo di Duilio Mainella


“L’assenza della targa dedicata a Duilio Mainella – ha ribadito Davide Bianchini, artigiano del consorzio Apea – è la cartina di tornasole di una situazione di abbandono. Quella del Poggino. E questa nostra presenza vuole essere uno stimolo all’amministrazione a fare una cosa importante”.

Perché “questo mostro, il fascismo – scrive Bertold Brecht – stava per governare il mondo. I popoli lo spensero. Ma non cantiamo vittoria troppo presto. Il grembo da cui nacque è ancora fecondo”.

Daniele Camilli


Video: Il ricordo del partigiano Duilio Mainella 


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9 febbraio, 2020

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