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Viterbo - Maria Immordino (Solidarietà cittadina) chiede al Consiglio comunale di riesaminare la proposta dello spostamento al Carmine

“Il Sacrario è più facile da raggiungere e col mercato il sabato c’è un po’ di vita”

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Viterbo - Maria Immordino

Viterbo – Maria Immordino

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Siamo sommersi dalle proteste di tanti viterbesi per lo spostamento del mercato del sabato dal Sacrario, sua sede storica, al quartiere Carmine. Motivazione ufficiale: il sabato molte persone non vengono in centro perché non c’è il parcheggio.

Non penso sia giusto preoccuparsi sempre e soltanto delle esigenze degli automobilisti e mai di quelle di tante persone che, per vari motivi, si possono spostare solo con i mezzi pubblici, cosa che andrebbe favorita comunque.

Il mercato è frequentato, in gran parte, da persone di una certa età che non guidano e che utilizzano i mezzi pubblici. Il Sacrario può essere raggiunto facilmente e, grazie al mercato, il sabato c’è un po’ di vita. D’ora in avanti, in quelle mattinate, il centro di Viterbo sarà ancora terra più desolata, ma si potrà parcheggiare. La zona del Carmine è complicata da raggiungere con i mezzi pubblici e molti degli attuali frequentatori non potranno più andare.

Il mercato porterà molti inconvenienti agli abitanti del quartiere vista la disposizione delle abitazioni e la mancanza di spazi adeguati. Mi chiedo quale mente raffinata abbia concepito questa bella pensata. Il consiglio comunale ha votato questa proposta a maggioranza, i gruppi di opposizione si sono astenuti.

Solo Chiara Frontini e il suo gruppo hanno votato contro. Non importa a nessuno se gli ambulanti, già in crisi, subiranno ulteriori perdite dal momento che molti frequentatori abituali non potranno più andare. Si sottovaluta il fatto che, per molte persone, il mercato rappresenta la possibilità di fare acquisti più convenienti date le scarse risorse economiche di cui dispongono. Non si può far decadere così un mercato.

I mercati rionali contribuiscono allo sviluppo economico, sono anche svago e socializzazione, fanno parte della cultura popolare e le loro origini si perdono nella notte dei tempi. Per qualcuno è fonte di disturbo e confusione, ma quella confusione è, in realtà, movimento, vivacità, vita. Bisognerebbe favorirne la diffusione e la possibilità di frequentarlo.

Altra motivazione dello spostamento: il Comune perde il ricavo del parcheggio a pagamento anche se gli ambulanti pagano il posto. E’ ovvio che, con questa nuova sistemazione, le entrate raddoppiano: a quelle del parcheggio si sommano quelle dell’utilizzo del suolo pubblico. Ci rendiamo conto che le esangui casse comunali abbiano sempre bisogno di rifornimento.

Sarà per questo che la giunta comunale non ha confermato i tagli alle indennità del sindaco e degli assessori, tagli operati dalla precedente amministrazione. Questa operazione ci costerà 180mila euro in cinque anni. Complimenti. Questo sì che è un ottimo esempio di buon governo ed è proprio ciò che si aspettano i viterbesi che hanno votato gli attuali governanti e anche quelli che non li hanno votati.

Chiediamo che il Consiglio comunale riesamini la proposta e che, una volta tanto, prevalgano motivi umani, culturali e di opportunità. Confidiamo che l’amministrazione sia in grado di rimpinguare le esangui casse comunali governando in modo oculato, saggio, superando interessi di parte, avendo presente l’interesse e il bene dei cittadini.

I buoni governanti devono contribuire a sviluppare e a far progredire la città che governano. Per questo sono stati eletti. La città si aspetta provvedimenti che rendano la vita migliore, più agevole e meno problematica di quanto già non sia. E’ sperare troppo o i cambiamenti in meglio sono davvero impossibili?

Maria Immordino
Solidarietà Cittadina


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6 febbraio, 2020

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