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Viterbo - La nota del gruppo che si contrappone a Coldiretti nelle elezioni del Consorzio di bonifica

“Le liste Agricoltori riuniti sono regolari e averle escluse è una palese ingiustizia….”

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Piero Camilli

Piero Camilli

Remo Parenti

Remo Parenti

Sergio Del Gelsomino

Sergio Del Gelsomino

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Come era facilmente prevedibile, i pasticci combinati dalla commissaria Selmi e dall’Anbi Lazio, sono finiti nelle mani dei giudici del Tar, che hanno sospeso le lezioni consortili, in attesa del giudizio di merito sul ricorso presentato da Agricoltori riuniti per la riammissione delle proprie liste alle elezioni del consorzio di bonifica Etruria meridionale e Sabina

Per evitare tale epilogo Agricoltori Riuniti prima della presentazione delle liste dei candidati, aveva incontrato a Rieti la commissaria Selmi e, su suo consiglio, aveva chiesto alla regione Lazio, all’Anbi Lazio e alla commissaria stessa, un incontro ufficiale per definire e condividere la corretta interpretazione dello statuto e del regolamento elettorale del consorzio di bonifica.

Richiesta alla quale non è stata data alcuna risposta. Rinnoviamo la richiesta di un intervento della regione Lazio per l’adozione di una corretta interpretazione delle norme sul riordino dei consorzi di bonifica del Lazio.

La Coldiretti di Viterbo sostiene che le loro liste sono regolari. Non è proprio così per questi motivi.
1 – La Coldiretti ha presentanto, ritirato e poi ripresentato, la lista dei candidati nella prima sezione di contribuenza. Nella relazione che la commissaria Selmi ha trasmetto all’Anbi Lazio in data 23 gennaio viene affermato: “Per quanto attiene alla lista n. 1 (Coldiretti), gli uffici hanno posto unicamente dubbi in ordine alle firme di sottoscrizione osservando una apparente corrispondenza con quelle che originariamente erano state presentate a sostegno di una precedente lista, poi ritirata”.
E’ la commissaria Selmi, e non altri, che sostiene che sulla lista dei sottoscrittori della Coldiretti ci siano dubbi di legittimità. Anche se poi valida la lista senza spiegare come questi problemi vengano superati (se le firme sono le stesse, sono illegittime).

2 – La Coldiretti ha modificato il modello ufficiale indicato dalla commissaria Selmi e dall’Anbi Lazio per la presentazione delle liste dei candidati. Ha cancellato la parte del modello che riguarda la firma e l’autentica della firma dei candidati. E’ stata autorizzata da qualcuno? Di fatto la lista “Agricoltori riuniti” ha raccolto ed autenticato le firme dei candidati secondo le indicazioni del Consorzio di bonifica. La Coldiretti no. Ciò è legittimo? E’ corretto indicare da parte della commissaria Selmi la necessità di firmare ed autenticare le firme delle liste dei candidati e poi non far rispettare tale indicazione? Perché la Selmi non ha evidenziato tale problema?

3 – Uguale numero di candidati provenienti dai territori dei consorzi oggetto di fusione (art. 32, comma 3, regolamento elettorale).
L’equilibrio del numero dei candidati provenienti dai territori dei consorzi oggetto di fusione (vero paramentro che garantisce una equilibrata rappresentatività tra i territori dei consorzi oggetto di fusione e non la castroneria della provenienza dei candidati dalle province) non è rispettato dalle liste della Coldiretti ed è invece rispettato dalle liste Agricoltori riuniti. Perché la Selmi non lo ha rilevato?
 
Lo statuto tipo dei quattro Consorzi di bonifica del Lazio nati dalle fusioni dei dieci preesistenti, è stato approvato dalla giunta regionale del Lazio con delibera n. 43 del 31 gennaio 2019 ed ha forza di legge. Lo statuto del Consorzio di bonifica Etruria meridionale e Sabina è stato approvato dalla regione Lazio ed ha forza di legge.

Il regolamento elettorale, approvato dalla commissaria Selmi, all’art. 31 (disposizioni finali), comma 8, così recita “Per quanto in contrasto con le norme contenute nello statuto consortile valgono le norme contenute nello statuto consortile”. Le norme in contrasto tra statuto consortile e regolamento elettrorale riguardano un aspetto fondamentale della vita del consorzio, ossia le prime elezioni consortili dopo la fusione e l’ammissibiltà alle elezioni delle liste dei candidati.

Nello statuto non si parla di province, e dove se ne parla (art. 10) ci si riferisce alla definizione degli aventi diritto al voto e non alla composizione delle liste dei candidati (qui la commissaria Selmi ha preso un abbaglio grossolano). Nel regolamento elettorale si parla delle province riferendosi ai “Consorzi oggetto di fusione” che a nostro parere sono due (Val di Paglia e Rieti) e non tre. E comunque, in caso di contrasto, vale lo statuto che non parla di province, bensì di “territori dei consorzi oggetto di fusione”.

Per questo le liste “Agricoltori riuniti” sono regolari ed averle escluse è una palese ingiustizia. Per questo abbiamo fatto ricorso al Tar ed al presidente della Repubblica, per chiedere la riammissione delle liste ed invalidare il regolamento elettorale (non è vero che non è mai stato contestato).

La Coldiretti di Viterbo solleva il problema del servizio di irrigazione con l’acqua prelevata dai pozzi e le diverse tariffe di costo applicate agli utenti del servizio, in ragione dei diversi costi di gestione dei pozzi stessi. Il criterio che lega la tariffa al costo di gestione del singolo pozzo, può essere modificato per cercare di contenere la differenza, a volte troppo elevata, tra le diverse tariffe che devono pagare gli agricoltori. E’ una esigenza condivisa anche da Agricoltori riuniti, anche se va ricordato che si tratta di un servizio a richiesta, il cui costo ricade sugli utenti del servizio stesso.

E’ per questo che Agricoltori riuniti ha inserito nelle proprie liste una nutrita e qualificata rappresentanza di agricoltori produttori di patate che, se eletti, potranno affrontare in prima persona queste problematiche (a differenza della Coldiretti che non ne ha candidato nessuno).

Agricoltori riuniti ha reagito ad una ingiusta esclusione delle proprie liste dalle elezioni consortili. Agricoltori riuniti vuole e chiede che le elezioni si svolgano in modo corretto e democratico. Sarebbe stato più opportuno un accordo unitario delle rappresentanze ed una lista unica, quanto meno per questa prima consigliatura dopo la fusione dei due consorzi. In mancanza di una intesa, decidano democraticamente i consorziati chi deve governare il consorzio e non la commissaria Selmi di intesa con l’Anbi Lazio.

Lista Agricoltori riuniti


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7 febbraio, 2020

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