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Consorzio di Bonifica Etruria Meridionale e Sabina - Agricoltori riuniti attaccano la commissaria Selmi

“Le schede elettorali non sono conformi allo statuto dei due consorzi”

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Luciana Selmi

Luciana Selmi

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Un nuovo pasticcio della commissaria Selmi e dell’Anbi Lazio.

Si tratta, in questo caso, delle schede elettorali per le votazioni che i consorziati dovranno utilizzare per esprime le proprie preferenze, dopo che il Tar si sarà pronunciato sul ricorso presentato dalla lista “Agricoltori riuniti” nel caso del consorzio di Bonifica Etruria Meridionale e Sabina, o che hanno già votato il 9 febbraio, nel caso del Consorzio di Bonifica Litorale Nord.

Le schede elettorali non sono conformi a quanto prevede lo statuto dei due consorzi. 

Nello specifico l’art. 11, ultimo comma, dello statuto dei due consorzi dispone “Di tutti i candidati è indicato il cognome, il nome, il luogo e la data di nascita, nonché, almeno per la prima elezione successiva all’approvazione del presente statuto, il territorio consortile rappresentativo di uno dei Consorzi fusi ai sensi della legge 10 agosto 2016, n.12”.

Nel caso del consorzio di bonifica Litorale Nord, nelle schede di votazione non è stato indicato il territorio consortile rappresentativo (dal candidato) di uno dei consorzi fusi.

Nel caso del consorzio Etruria Meridionale e Sabina, nei facsimile delle schede elettorali, pubblicati all’albo pretorio dalla commissaria Selmi il primo febbraio 2020, sono indicati soltanto i nomi ed i cognomi dei candidati.

Eppure in questi giorni vengono recapitati agli elettori del consorzio Etruria Meridionale e Sabina gli avvisi, a firma della Selmi, per la convocazione dell’assemblea degli elettori per il 9 febbraio 2020 (elezioni sospese dal Tar) in cui viene indicato che “Di tutti i candidati è indicato il cognome, il nome, il luogo e la data di nascita”.

Quindi la commissaria Selmi indica nella lettera una cosa, nei facsimile delle schede elettorali ne fa un’altra, il tutto a spese dei consorziati in quanto, lettere e schede elettorali dovranno essere ristampate perché superate o sbagliate.

Una situazione paradossale, che testimonia la superficialità e l’approssimazione con le quali si sono organizzate le elezioni consortili.

Ma, a parte gli errori formali, la cosa più grave è senz’altro il mancato rispetto dello statuto dei due consorzi.

Il regolamento elettorale non dice nulla in merito alle schede elettorali, pertanto ci si sarebbe dovuti rifare allo statuto che, all’art. 11, ultimo comma, stabilisce chiaramente che, insieme alle generalità dei candidati, si sarebbe dovuto indicare “il territorio consortile rappresentativo di uno dei consorzi fusi”.

Per il consorzio di Bonifica Litorale Nord la mancata indicazione della suddetta specificazione nelle schede elettorali, viene “mitigata” dalla presenza di una sola lista di candidati (l’elettore, anche valutando la provenienza dei candidati dai territori degli ex Consorzi, non avrebbe potuto modificare la propria scelta di voto, se non astenendosi dal voto stesso. Ma in assenza di un quorum di votanti per la legittimità delle elezioni, comunque non si sarebbe potuto produrre un effetto concreto distorsivo della volontà degli elettori.

Per questo Cia, Confagricoltura e CopagriI non hanno contestato il mancato rispetto dello statuto del consorzio di Bonifica Litorale Nord.

Nel caso del consorzio Etruria Meridionale e Sabina, in presenza di più liste di candidati, la questione assume una importanza rilevante e pertanto l’anomalia deve essere sanata.

La commissaria Selmi ha commesso un secondo grossolano errore. Il disposto dell’art.11, ultimo comma, dello statuto riguarda la definizione delle schede elettorali che devono utilizzare gli elettori. La norma statutaria viene inserita nell’art. 9, comma 2, del regolamento elettorale, che invece riguarda la composizione delle liste dei candidati.

E’ per questo che vanno modificate e ristampate le schede elettorali con le indicazioni previste dallo statuto del consorzio.

L’obbligo di indicare nelle schede elettorali “il territorio consortile rappresentativo di uno dei consorzi fusi” fa capire che questo (per il legislatore Regione Lazio) è un elemento fondamentale di valutazione per la scelta degli elettori.

Lo statuto non sancisce l’obbligo dell’indicazione della provenienza dei candidati dalle province, bensì la provenienza degli stessi dai territori di uno dei consorzi fusi.

La lista “Agricoltiri riuniti” che ha rispettato queste indicazioni dello statuto è stata ingiustamente esclusa dalle elezioni.

La lista Coldiretti, che non le ha rispettate, è stata ammessa.

La commissaria Selmi e l’Aanbi dovrebbero ammettere gli errori commessi e trarne le dovute conseguenze.
Per chiarire e superare l’anomalia del regolamento elettorale, che si contrappone allo statuto consortile, in data 15 gennaio 2020, la “lista Agricoltori riuniti” ha chiesto, tramite posta elettronica certificata (pec), un incontro ufficiale alla commissaria Selmi, all’Anbi ed alla Regione Lazio.

Alla data odierna non è ancora pervenuta alcuna risposta.

Il parere legale espresso sulla decisione della commissaria di escludere la “lista Agricoltori riuniti”, non è della Regione Lazio, bensì dello studio legale compagno, consulente dell’Anbi.

Da ultimo, l’accusa di sminuire la commissaria Selmi in quanto donna, è del tutto fuori luogo.

C’è da parte nostra il massimo rispetto delle persone, senza distinzione di genere.
Al contrario, sono le nostre candidate della “lista Agricoltori riuniti” ad essere state discriminate dalla ingiusta decisione della commissaria Selmi di escluderle dalla competizione elettorale.

Agricoltori riuniti
Cia  – Confagricoltura –  Copagri
Petronio Coretti


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17 febbraio, 2020

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