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Viterbo - Corteo questa mattina in centro storico degli agenti del penitenziario di Mammagialla per protestare contro le condizioni di lavoro all'interno dell'istituto - Dopo la manifestazione tutti in sala consiliare per la conferenza stampa di tutte le sigle sindacali - FOTO E VIDEO

“I poliziotti non sono torturatori e il carcere non è una discarica sociale”

di Daniele Camilli

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Viterbo - Il corteo degli agenti di Mammagialla

Viterbo – Il corteo degli agenti di Mammagialla

Viterbo - Il corteo degli agenti di Mammagialla

Viterbo – Il corteo degli agenti di Mammagialla

Viterbo - Il corteo degli agenti di Mammagialla

Viterbo – Il corteo degli agenti di Mammagialla

Viterbo - Il corteo degli agenti di Mammagialla

Viterbo – Il corteo degli agenti di Mammagialla

Viterbo - Il corteo degli agenti di Mammagialla

Viterbo – Il corteo degli agenti di Mammagialla

Viterbo – “Siamo qui per contestare la gogna mediatica che stiamo subendo. I poliziotti non sono dei torturatori e il carcere non è una discarica sociale, ma un tessuto incardinato nel comune. Le persone devono sapere come lavoriamo e soffriamo”.

Così Umberto Di Stefano, segretario nazionale dell’Uspp, in apertura del corteo dei sindacati della polizia penitenziaria a Viterbo. Per protestare contro le condizioni di lavoro degli agenti del carcere di Mammagialla.

Partito da piazza del comune, il corteo, una cinquantina di persone in tutto, ha attraversato alcune vie del centro storico. Via Ascenzi, piazza del Sacrario e via Marconi. Passando poi per piazza del Teatro e Corso Italia. Per tornare infine di nuovo a piazza del plebiscito dove s’è concluso.

Gli slogan. “Dignità”, “rispetto”. Il tutto accompagnato dal l’inno di Mameli.

“I diritti non sono solo per le persone recluse ma anche per noi – ha detto Umberto Di Stefano – vogliamo che i viterbesi sappiano tutto questo. Vogliamo ritornare a casa con le nostre gambe. Siamo ostaggi dei delinquenti che ogni giorno ci attaccano. Vogliamo fare il nostro lavoro in sicurezza e continuità”.

Terminato il corteo, tutti nella sala consiliare per la conferenza stampa di tutte quante le sigle sindacali. Assieme hai sindacalisti di Sappe, Osapp, Uspp, Cgil, Cisl, Uil e Cnpp, c’erano anche il senatore Umberto Fusco, il deputato Mauro Rotelli, il sindaco e vicesindaco di Viterbo, rispettivamente Giovanni Arena ed Enrico Contardo.

“Il problema della polizia penitenziaria – ha detto Fusco – esiste da tanto tempo e ogni giorno peggiora. Il governo deve svegliarsi. Perché la situazione è diventata ingestibile. Le carceri non sono più sotto controllo a causa del sovraffollamento dei detenuti a fronte di un numero di agenti inferiore alle necessità degli istituti penitenziari.

Per Contardo, “sembra che i condannati siano i poliziotti. Per non parlare delle denunce che si prendono da chi sconta la pena. La polizia penitenziaria è un corpo sotto attacco. Il governo deve investire di più in sicurezza”.

Nel frattempo è di pochi giorni fa la notizia di dieci componenti della polizia penitenziaria di Mammagialla che hanno ricevuto l’avviso di fine indagine per presunti episodi di violenza nei confronti dei detenuti in cui sarebbero rimasti coinvolti. Alcuni agenti sono stati sospesi dal servizio.

Notizia che avrebbe fatto infuriare le sigle sindacali, tant’è vero che oggi in corteo parlavano appunto di “gogna mediatica”.

“Si tratta di articoli discriminatori – ha più volte ribadito Di Stefano lungo il corteo – Solo invettive contro di noi. Ed è ora di dire basta”.

“Siamo tutti sospesi”, questo il piccolo manifesto tenuto in mano dagli agenti nel corso della conferenza stampa per esprimere solidarietà ai loro colleghi.

Sala consiliare piena di poliziotti nel corso della conferenza stampa aperta dal sindaco Arena. 

“Questa di oggi – ha detto il sindaco – è una giornata importante perché avete dato voce alla situazione carceraria qui a Viterbo. Siete padri e madri di famiglia costretti ad affrontare problematiche cui dovrebbe pensare invece l’amministrazione”.

“Noi non vogliamo altro che serenità – ha esordito in conferenza stampa il vice segretario regionale del Sappe Luca Floris -Pretendiamo dalla comunità e dalle istituzioni serenità. Basta con la gogna mediatica e massima fiducia nella magistratura di sorveglianza e nella magistratura ordinaria. Ci sentiamo tutti sospesi come i colleghi coinvolti, ai quali esprimiamo tutta la nostra solidarietà. Per noi, tutelare i colleghi significa tutelare noi stessi”.

In sala comunale erano presenti i vertici nazionali dei sindacati. “La polizia penitenziaria – ha sottolineato il segretario nazionale dell’Uspp Pino Moretti – è un baluardo della legalità sul territorio. L’istituto viterbese vive una situazione esplosiva. A Viterbo mancherebbero 100 unità per svolgere il proprio lavoro in maniera serena”.

Infine, Massimo Costantino della segreteria nazionale della Cisl e Gino Federici della Cgil. “Siamo certi che la polizia è sana e svolge il proprio servizio con efficacia – ha detto Costantino -. E chiediamo che vengano installate delle telecamere per poterlo verificare direttamente.

“È impensabile – ha poi aggiunto Federici del nazionale della Cgil – che l’amministrazione penitenziaria non capisca le esigenze di un carcere come quello di Viterbo. Il comitato antitorure europeo ha fatto un attacco ingiusto che condanniamo. Oggi abbiamo portato in piazza quello che la polizia sta subendo. Lesioni di diritti e della sicurezza personale.
 

Daniele Camilli


Multimedia – Fotogallery: Il corteo degli agenti di MammagiallaLa conferenza stampa della Polizia penitenziaria – Video: La manifestazione dei poliziotti dell’istituto penitenziario


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14 febbraio, 2020

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