--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Lo dice il presidente Bossola in un botta e risposta col sindaco Arena a palazzo Gentili: "Non esistono alternative possibili"

“Senza il finanziamento dell’Arera, la Talete è destinata a fallire”

di Alessandro Castellani

Condividi la notizia:

Andrea Bossola

Andrea Bossola

Viterbo - La riunione sulla Talete in provincia

Viterbo – La riunione sulla Talete in provincia

Viterbo - La riunione sulla Talete in provincia

Viterbo – La riunione sulla Talete in provincia

Viterbo - La riunione sulla Talete in provincia

Viterbo – La riunione sulla Talete in provincia

Viterbo – “Servono 40 milioni e non c’è un piano B al finanziamento dell’Arera”. Lo ripete più volte e a voce ferma il presidente di Talete Andrea Bossola, nel suo intervento durante l’assemblea pubblica convocata questa mattina a palazzo Gentili dal presidente della provincia Pietro Nocchi.

Un incontro a cui partecipano sindaci, comitati e rappresentanti sindacali. Tutti interessati a conoscere lo stato in cui versa la partecipata della rete idrica provinciale. A fare il rendiconto, oltre a Nocchi e Bossola, ci sono anche i dirigenti Alessandro Fraschetti e Giancarlo Daniele.

L’intervento di Bossola è sollecitato dal sindaco di Viterbo, Giovanni Arena, che chiede di conoscere con esattezza “i tempi e i modi” della richiesta di finanziamento all’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente. “Finora hanno pagato solo i cittadini – dice Arena, senza nascondere un velo di polemica -. È tempo di dare certezze, non possiamo attendere ancora. Abbiamo invertito la rotta o siamo sempre al punto che facciamo due passi avanti e uno indietro?”.

Diretta la risposta di Bossola. “Posso dire solo che sono fiducioso e che non esistono alternative al percorso che abbiamo cominciato con l’Arera – afferma il presidente di Talete -. I soci, cioè i sindaci, non hanno modo d’immettere capitali e le banche non ci concedono prestiti. L’unica strada possibile è chiedere 40 milioni di finanziamento all’Arera, altrimenti Talete potrebbe fallire. Ma questo non risolverebbe il problema dell’acqua nella Tuscia”.

“Prima di prestarci i soldi – aggiunge Bossola – l’Arera vuole garanzie forti sul funzionamento dell’azienda, dettagli precisi degli investimenti che si andrebbero a fare e del riscontro potenziale sulla qualità del servizio ai cittadini. Hanno un atteggiamento molto rigido, ma d’altronde si tratta di denaro pubblico di provenienza nazionale”.

“Abbiamo 30 milioni di debiti coi fornitori e 32 milioni di crediti – continua il numero 1 di Talete – ed eravamo arrivati al punto da non poter pagare gli stipendi ai dipendenti. Io ho fermato l’emorragia, ma il malato è sempre lì: tante situazioni devono ancora essere rimesse in ordine. Bisogna smettere di piangersi addosso e cominciare a lavorare a testa bassa”.

Poi la bordata verso i comuni che non fanno parte della partecipata. “Questa situazione dei figli dell’oca bianca non convince molto l’Arera. Loro verificheranno che i comuni, anche quelli che non sono in Talete, rispettino le disposizioni sul servizio di depurazione, attraverso la guardia di finanza e il corpo forestale” tuona Bossola.

Secondo Pietro Nocchi “i 40 milioni dell’Arera sono indispensabili per gli investimenti sulla rete idrica. Non possiamo più permetterci sprechi: se vogliamo che l’acqua resti fruibile anche alle prossime generazioni, dobbiamo prendere delle scelte, magari anche impopolari”.

“Talete oggi garantisce servizi per i comuni che da soli non riescono a svolgerli – continua il presidente della provincia, che è anche sindaco di Capranica -. Nel mio comune, se non ci fosse la Talete, l’acqua sarebbe sempre non potabile per via dell’arsenico.  Per me sarebbe più facile lamentarmi e basta, invece preferisco lavorare per migliorare le cose”. 

Sull’attuale situazione del dialogo con l’Arera risponde Alessandro Fraschetti. “Il 24 gennaio c’è stato un primo incontro, a cui hanno partecipato molti sindaci – spiega il direttore generale della Talete -. Da lì è emersa grande disponibilità da parte di Arera, ma anche una serie di richieste ben precise a cui dobbiamo ottemperare. Richieste che riguardano soprattutto le metodologie di lavoro e di tariffazione da parte nostra”. 

Alessandro Castellani


Condividi la notizia:
11 febbraio, 2020

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR