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Viterbo - Giulio Terri scrive agli esponenti di Fratelli D'Italia, Lega Salvini, Forza italia e Fondazione

Un ambulante: “Mercato via dal Sacrario, altro che vittoria: è una vergogna!”

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Il mercato al Sacrario

Il mercato al Sacrario

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Agli esponenti di Fratelli D’Italia, Lega Salvini, Forza italia e Fondazione del comune di Viterbo scrivo come ambulante e soprattutto come cittadino della città di Viterbo avendo letto il vostro proclama su i social nel quale a grandi lettere si parla di vittoria.

Avete scritto “vittoria”. Vittoria di cosa? E’ secondo voi una vittoria perché 80 famiglie non hanno più un posto dove poter lavorare? E’ una vittoria perché pensate che quei pochi negozi del centro possono incrementare i propri guadagni avendo liberato il parcheggio il sabato mattina?

E’ una vittoria quella che ha portato a calpestare in un solo colpo la dignità di 80 e passa lavoratori? Beh… se questa è la vittoria, io vi dico che invece è una vergogna e che non siete di certo i migliori rappresentanti della città di Viterbo. La mia Viterbo merita certamente di meglio!

Tutti gli ambulanti di Viterbo meritano di meglio. Noi ambulanti ci svegliamo prima che sorga il sole, con qualsiasi tempo e operiamo al freddo e al caldo torrido, mentre voi state comodamente belli e bellini nei vostri uffici, riscaldati d’inverno e rinfrescati d’estate.

Una mattina poi vi svegliate, vi alzate e all’improvviso gridate: “Tutti fuori dal centro storico. Ambulanti, andate via!”.

Scusate, ma a tutto questo non ci stiamo. Non è il mercato del sabato il problema principale di Viterbo, ma è questa amministrazione prepotente e incomprensibilmente cattiva, per la quale esistono figli e figliastri, cittadini di serie A e cittadini di serie B.

Non mi sembra giusto e noi ambulanti di Viterbo lo diciamo a gran voce e lo diremo sempre, oh se lo diremo! Penso che ne Giorgia Meloni, né Silvio Berlusconi, né Matteo Salvini conoscendo quello che sta accadendo a Viterbo, a proposito del mercato settimanale del sabato, condividerebbero il “vostro grido di vittoria…”!

Giulio Terri


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13 febbraio, 2020

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