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Cultura - Sfogliando "Viterbo, città del Conclave e delle terme", il volume voluto dalla famiglia Sensi in memoria del capostipite Socrate - I testi sono di Antonello Ricci, le foto di Francesco Bonasera e Daniele Quadraccia

Un libro prezioso che profuma di viterbesità…

di Francesca Buzzi
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Antonello Ricci, Silvia Cruciani e la famiglia Sensi

Antonello Ricci, Silvia Cruciani e la famiglia Sensi

Il cameo su Socrate Sensi in "Viterbo città del Conclave e delle terme"

Il cammeo su Socrate Sensi in “Viterbo città del Conclave e delle terme”

Una delle immagini del libro "Viterbo città del Conclave e delle terme"

Una delle immagini del libro “Viterbo città del Conclave e delle terme”

Daniele Quadraccia

Daniele Quadraccia

Francesco Bonasera

Francesco Bonasera

Silvia Cruciani

Silvia Cruciani

 
Bassano in Teverina - Antonello Ricci - Concorso Pier Paolo Pasolini

Antonello Ricci

Marco D'Aureli

Marco D’Aureli

Viterbo – 232 pagine di pura viterbesità. Una viterbesità che affiora dai testi di Antonello Ricci e dalle circa 120 fotografie che li arricchiscono e che rubano quasi la scena agli scritti per la loro bellezza e potenza comunicativa.

Viterbesità. Di questo profuma “Viterbo città del Conclave e delle terme”.

Il libro, voluto e finanziato dalla famiglia Sensi che da decenni gestisce a Viterbo le Terme dei Papi, è un vero e proprio gioiello. Non solo perché è un’edizione limitata e non in vendita, ma perché dentro, e dietro, c’è un lavoro corale fatto con amore e cura maniacale di ogni minimo dettaglio.

Viterbo e la viterbesità raccontate attraverso brevi scritti in cui si fondono storia e leggenda, prosa e poesia, e attraverso circa 120 fotografie molto evocative: da quelle più “classiche” con gli scorci del palazzo papale e delle fontane, a quelle più originali di un lampione anni ’20, scovato in chissà quale vicolo del centro storico, o l’immagine votiva di santa Rosa incollata al cruscotto di una macchina.

Il tomo, un elegante volume rivestito in tela antracite su cui risalta il titolo color dell’oro, è stato stampato in sole 300 copie e non è in vendita. Di queste, soltanto 30, sono ancora più esclusive perché accompagnate e completate da una chiave argentea realizzata dal maestro viterbese Roberto Joppolo. Al momento l’edizione che comprende sia il libro che la chiave è stato donato soltanto al vescovo di Viterbo Lino Fumagalli, in una privatissima cerimonia alla quale hanno partecipato gli autori del testo e la famiglia Sensi. Un’altra pare debba arrivare direttamente tra le mani di papa Francesco, sempre per volere dei Sensi.

Viterbo e la viterbesità dunque. A partire dal primo conclave della storia della chiesa che si svolse proprio a Viterbo. E poi, di seguito, una carrellata di altri luoghi e bellezze simbolo: il Bulicame, citato anche da Dante nella Divina Commedia, la Pietà di Sebastiano Del Piombo, gioiello rinascimentale che ritrae la Madonna, Gesù e sullo sfondo, di nuovo, una veduta di Viterbo e del Bulicame. 

Non mancano immagini e racconti sulle celebri fontane che impreziosiscono il centro storico. Tra le altre: quella del Sepale, a piazza Fontana grande, quella in piazza delle erbe e quella del quartiere Pianoscarano. E poi il palazzo papale, con gli splendidi portoni in bronzo realizzati sempre da Roberto Joppolo nel 2005, palazzo degli Alessandri, la Rocca Albornoz, le mura, le torri, la Bella Galiana.

Passaggio obbligato e molto sentito quello su Santa Rosa, la santa giovinetta e la sua “machina”. Poche righe che racchiudono tutto quello che c’è da sapere su una tradizione secolare e ancora così fortemente attuale a Viterbo. Senza dimenticare, tra l’altro, che una delle macchine di santa Rosa è stata realizzata proprio dall’artista Roberto Joppolo e da Socrate Sensi, capostipite della famiglia Sensi, che per questo libro è stato una sorta di musa ispiratrice.

I Sensi, infatti, hanno voluto l’opera proprio e in onore di Socrate. Lui che ha fondato e poi gestito per anni le Terme dei Papi. Lui che nel 1980 è stato insignito del titolo di Cavaliere del lavoro e che è protagonista perfino di una vetrata nella chiesa di Santa Rosa, che lo celebra e lo ricorda. E nel libro non poteva mancare un breve cameo sulla sua vita e sull’indelebile traccia che ha lasciato a Viterbo.

Il progetto grafico dell’opera è stato curato dallo “Studio Frasi” di Silvia Cruciani che ha saputo abilmente mixare i testi di Antonello Ricci, sempre accattivanti, evocativi e allo stesso tempo basati su una certosina ricerca delle fonti, con le fotografie scattate da Francesco Bonasera e Daniele Quadraccia, 120 scatti uno più bello dell’altro che svelano Viterbo con uno sguardo insolito e affascinante. Fondamentale, per le ricerche e la documentazione, anche la mano dell’antropologo Marco D’Aureli.

Francesca Buzzi


– “Viterbo città del Conclave e delle terme”, il libro-gioiello dei Sensi donato al vescovo

 

 

 

 

 
 


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10 febbraio, 2020

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